I GIOVANI E IL COVID 19

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I GIOVANI E IL COVID 19

by Martina Servidio

Sono stati inizialmente ringraziati da tutti i rappresentanti istituzionali per l’impegno e il rispetto delle regole che hanno seguito durante il lockdown; vengono ora additati come coloro che hanno fatto impennare la curva dei contagi con le vacanze e la movida.

I giovani stanno vivendo un 2020 molto complesso dal punto di vista emotivo, relazionale e psicologico con il Covid19 e questo periodo invernale si preannuncia altrettanto delicato perché sono coscienti che dovranno affrontare la fase di convivenza con la pandemia con più di un sacrificio.

E’ forte, infatti, il desiderio di tornare alla normalità ma è angosciante non poterne conoscere la data.

Questa pandemia è un evento che non ha precedenti al mondo, ci ha trovati tutti impreparati ad affrontarla e l’unica vera misura di prevenzione – al momento –  è legata al comportamento umano.

La fascia di età giovanile è caratterizzata dalle intense relazioni sociali dove il contatto interpersonale è fondamentale per la crescita e la formazione delle singole personalità. Troncare all’improvviso la vita relazionale è stato certamente un duro colpo.

Il Covid 19 ha di fatto smontato la teoria che rappresenta i giovani sempre più rifugiati nelle relazioni virtuali e lontani dalla realtà che è fatta invece di socialità, di luoghi d’incontro e di contatto fisico, si è invece provato un senso di smarrimento per l’assenza di relazioni sociali.

Al termine del lockdown è stato praticamente impossibile impedire episodi di movida proprio perché il sentimento di aggregazione è una motivazione molto forte nei ragazzi.

Forse se si fosse valutato opportunamente, oltre alle necessarie valutazioni mediche, numeriche e statistiche, anche l’aspetto psicologico che avrebbe toccato i giovani “all’uscita dal lockdown” avremmo avuto meno contagi; è la “psicologia delle masse

La quale avrebbe suggerito che sarebbe scattato il cosiddetto “meccanismo di rimozione” delle ansie del passato e quindi “liberi tutti” dimenticando che il Covid 19 colpisce tutti e non solo adulti e anziani a rischio.

Si poteva fare un ragionamento in prospettiva a medio – lungo termine pensando a cosa poteva accadere nel futuro.

Ora dobbiamo affrontare il periodo che ci attende con una maggiore consapevolezza basata sulla razionalità e rispetto delle regole. Si può e si deve vivere in totale sicurezza e non possiamo dimenticare che stiamo convivendo con un virus assassino e silente. Non possiamo al momento condurre la vita di prima e questa nuova realtà ci impone un comportamento contrario a quello che ci viene spontaneo.

Il Covid 19 difficilmente potrà aggredire un giovane ma potrebbe però creargli problemi nella sua vita futura, ricordiamolo.

Non teniamo comportamenti errati, non rischiamo, non siamo “fighi” nel non indossare la mascherina, non disinfettarci le mani e non tenere la distanza interpersonale di sicurezza.

Grazie.

Martina Servidio

 

PREMIO ALLA CARRIERA ALL’ATTRICE MILENA VUKOTIC

PREMIO ALLA CARRIERA ALL’ATTRICE MILENA VUKOTIC
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PREMIO ALLA CARRIERA ALL’ATTRICE MILENA VUKOTIC

by Martina Servidio

Sarebbe riduttivo ricordare l’attrice Milena Vukotic solo nel ruolo di consorte disincantata e sottomessa dello sfortunato ed inetto Ugo Fantozzi, interpretato da Paolo Villaggio; Milena Vukotic ha alle sue spalle una prestigiosa carriera di attrice cinematografica ed interprete teatrale.

Sin da bambina ha studiato recitazione e danza classica in Italia e in Francia entrando anche a far parte del corpo di ballo del Grand Ballet du Marquis de Cuevas.

Decise tuttavia di dedicarsi in maniera esclusiva alla sua grande passione: la recitazione.

Con la sua presenza in scena, soave e delicata, è stata diretta dai più rappresentativi produttori e registi del calibro di Damiano Damiani, Dino Risi, Federico Fellini, Mario Monicelli, Ettore Scola, Franco Zeffirelli, Giorgio Strehler, Luis Bunel, Ferzan Ozpetek, Lina Wertmuller, Carlo Verdone.

Beh, direi, un Palmarès d’eccellenza.

Vincitrice di numerosi premi e riconoscimenti tra cui il Nastro d’argento, il Ciak d’oro oltre alle 3 nomination al David di Donatello.

E proprio per riconoscere e premiare le grandi doti artistiche di Milena Vukotic che l’ANCT (Associazione Nazionale Critici di Teatro) ha assegnato all’attrice il prestigioso “Premio Paolo Emilio Poesio alla carriera” per il 2020.

Nonostante le limitazioni dovute alla pandemia e le grandi difficoltà che il mondo dello spettacolo ha dovuto affrontare nel corso della stagione teatrale, l’Associazione Nazionale Critici di Teatro ha deciso, di assegnare ugualmente i “Premi ANCT” per l’anno 2020.

L’Associazione intende dare un segnale di grande attenzione alla vitalità di un comparto, quello teatrale, fortemente penalizzato dall’emergenza Covid-19, di incoraggiamento e apprezzamento al lavoro delle produzioni teatrali, di attrici, attori, registi, drammaturghi e di quanti concorrono con il loro lavoro alla realizzazione degli spettacoli teatrali.

I Premi ANCT sono da sempre in buona parte destinati, più che a segnalare singoli episodi dell’ultima stagione teatrale, a mettere in evidenza percorsi e progetti di artisti, compagnie, festival…

I premi assegnati quest’anno sono come sempre frutto del confronto tra gli iscritti all’Associazione e saranno 15 i premiati di quest’anno. A questi premi si aggiungono i due premi gemellati con le riviste Hystrio e Catarsi – Teatri delle diversità.

La proclamazione avverrà online dal Teatro Mercadante di Napoli sabato 5 dicembre alle ore 12 sulla pagina FB dell’Anct (https://www.facebook.com/groups/244926578936350) e su quella di Ait Ansa.it  (https://www.facebook.com/AgenziaANSA/videos/?ref=page_internal).

La consegna avverrà invece in presenza nel corso di una cerimonia che, speriamo, possa essere programmata nella prossima primavera.

 La sintesi della motivazione:

Milena Vukotic è attrice di squisita sensibilità e ricchezza interpretativa molto nota al pubblico del teatro e del cinema italiano ed internazionale. In teatro ha interpretato personaggi di Pirandello, Shaffer, Genet, Santanelli, Strindberg, diretta da numerosi registi tra cui Franco Zeffirelli, Franco Enriquez, Antonio Calenda, Giorgio Strehler, Walter Manfrè, Geppy Gleijeses, Marcello Cotugno. Nel cinema è stata protagonista di pellicole di successo firmate da numerosi registi, tra cui Alessandro Blasetti, Alberto Lattuada, Luis Buñuel, Ettore Scola, Carlo Mazzacurati, David Grieco, Valerio Mastandrea.

In un prossimo comunicato, prima della diretta Facebook, saranno resi noti i nomi dei candidati tra cui saranno poi scelti i vincitori di quest’anno.

Grazie

Martina Servidio

Foto tratte dal Web al solo scopo divulgativo non commerciale

25 NOVEMBRE CONTRO LA VIOLENZA SULLA DONNA

25 NOVEMBRE CONTRO LA VIOLENZA SULLA DONNA
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25 NOVEMBRE CONTRO LA VIOLENZA SULLA DONNA

By Martina Servidio

Il nostro giornale, e con esso la nostra casa editrice La Macina Onlus Editore, è da sempre particolarmente attiva nel sottolineare e stigmatizzare l’indegna violenza sulle donne.

Abbiamo nel tempo organizzato convegni ospitando qualificati addetti ai lavori ed anche – con la dovuta discrezione – alcune vittime.

Abbiamo anche pubblicato una antologia dal titolo “La Poesia contro il Femminicidio” che raccoglie 53 poesie di autori vari e tutti uniti per condannare la violenza di genere.

Vogliamo ora segnalare la meritoria iniziativa attuata dal Teatro Regio di Parma

25 NOVEMBRE CONTRO LA VIOLENZA SULLA DONNA

che aderisce alla Giornata Mondiale contro la violenza sulla donna.

E proprio ricordando Gertrude Stein che possiamo rispondere alla domanda “a cosa serve il teatro?”

Cosa serpeggia in questo momento storico in cui il Teatro non è in grado di esercitare la parte più visibile della propria attività, la performance teatrale?

Un teatro è, in ogni caso, un teatro.

E in virtù della sua natura, pubblica e civile, che non può e non deve mai rinunciare a offrire il proprio palcoscenico a sostegno dei valori fondamentali di ogni democrazia, anche in momenti come questo in cui, come emerge dai dati divulgati dal Ministero dell’Interno e dall’Istat, in Italia un terzo delle donne vittime di violenza nel 2020 è stato riscontrato nei primi tre mesi del lockdown (aprile-maggio-giugno).

In occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il Teatro Regio di Parma in data 25 novembre rinnova la sua testimonianza ed è portavoce dei valori di libertà, dignità, rispetto che ispirano la ricorrenza, proponendo il secondo atto della campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, #neancheperfinta, realizzata già nel 2019 e da allora condivisa da alcune delle maggiori istituzioni teatrali e musicali italiane.

25 NOVEMBRE CONTRO LA VIOLENZA SULLA DONNA

I gradini dell’ingresso principale saranno tappezzati da scarpette rosse e la facciata neoclassica del Regio Teatro di Parma sarà illuminata di rosso; questo è il forte messaggio di cui sono diventati testimonial spontanei alcuni tra i maggiori protagonisti della scena artistica internazionale, come Roberto Abbado, direttore musicale del Festival Verdi, i soprani Renata Scotto, Barbara Frittoli, l’attore Marco Baliani, tra i molti testimonial, i cui pensieri e dichiarazioni saranno condivisi sui social media del Regio con l’hashtag #neancheperfinta

25 NOVEMBRE CONTRO LA VIOLENZA SULLA DONNA

Il Teatro Regio di Parma ha inoltre invitato le Associazioni cittadine ad unirsi in questo progetto, con l’hashtag #neancheperfinta, per condividere la riflessione, la consapevolezza, coltivando la fiducia che ogni giorno anche grazie alla musica e alla cultura si combatte la violenza contro le donne.

Maggiore cultura vuol dire maggiore coscienza, vuol dire maggiore sensibilità per la libertà, la dignità, l’uguaglianza, il rispetto delle donne, e di ciascuno di noi.

Il teatro, l’opera, il melodramma, la danza raccontano spesso di protagoniste tragiche, eroine dalla personalità forte, madri, mogli, figlie, sorelle che soccombono alla crudeltà di padri, fratelli, mariti, amanti, violenti, usurpatori, assassini. Quelle storie, raccontate ed evocate in musica, sono ancora oggi costantemente sotto i nostri occhi ma un paese civile non può accettare che ciò continui ad accadere.

Nel primo semestre del 2020, gli omicidi si confermano in calo rispetto all’analogo periodo del 2019, ma la percentuale di vittime di sesso femminile aumenta, specie nel caso degli omicidi in ambito familiare e “affettivo”, e si registra un incremento anche degli omicidi commessi da partner o ex partner.

Oltre un terzo dei femminicidi e delle denunce per stalking del 2020 sono avvenute durante i primi tre mesi del lockdown. I provvedimenti di allontanamento di conviventi o partner violenti, da parte delle Questure, nello stesso periodo è cresciuto di un terzo. Durante il lockdown sono state 5.031 le telefonate di aiuto al 1522, il 73% in più sullo stesso periodo del 2019.

L’analisi dei dati indica che tale incremento non è attribuibile solo ed unicamente ad una maggiore violenza ma, anche, agli effetti positivi delle campagne di sensibilizzazione che hanno fatto sentire le donne meno sole.

Ciò porta a ritenere che una buona e costante comunicazione come strumento di difesa funzioni realmente.

I reati di maltrattamenti contro familiari e conviventi e atti persecutori, che erano diminuiti durante i mesi del confinamento, sono tornati ad aumentare nel mese di maggio.

Il Teatro Regio di Parma continua ad essere testimone attivo contro queste violenze, volendo ispirare le giovani generazioni e in particolar modo bambini e ragazzi a farsi primi custodi della libertà e del rispetto verso bambine e ragazze.

Le giovani generazioni devono essere i primi testimonial di una cultura che in ogni gesto e in ogni occasione quotidiana rende viva l’uguaglianza ed il rispetto; i giovani di oggi per gli uomini e le donne di un domani migliore.

Le iniziative promosse in occasione del 25 novembre saranno seguite da altrettante attività che punteggeranno tutta l’attività del Teatro Regio per tutta la Stagione 2021.

Per maggiori informazioni:

25 NOVEMBRE CONTRO LA VIOLENZA SULLA DONNA

Paolo Maier

Responsabile Area Comunicazione, Ufficio Stampa, Progetti speciali

Teatro Regio di Parma, strada Garibaldi, 16/A  43121 Parma – Italia
Tel. +39 0521 203969

p.maier@teatroregioparma.it; stampa@teatroregioparma.it

www.teatroregioparma.it

PH Teatro Regio di Parma

“AMORE UN CAXXO”: il nuovo album di Paolo Pietrangeli

“AMORE UN CAXXO”: il nuovo album di Paolo Pietrangeli
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“AMORE UN CAXXO”: il nuovo album di Paolo Pietrangeli

By Martina Servidio

È ora in video il nuovo album di Paolo Pietrangeli, da cui prende il titolo dall’omonimo brano, ed è visibile su YouTube all’indirizzo: https://youtu.be/7doqH3lbpU4

La clip della regista Chiara Rigione racconta con ironia, come farebbe un clown con i bambini, il testo della canzone legando immagini di repertorio di Pietrangeli e dell’AAMOD (Archivio Audiovisivo del movimento operaio e democratico).

Il disco, intitolato “Amore amore amore, amore un c….”, punta i riflettori sulla vena più legata ai temi sentimentali e relazionali dell’artista romano da sempre noto soprattutto per i suoi brani sociali e politici, da “Contessa” a “Valle Giulia”.

Questo nuovo disco rappresenta un punto di svolta per Paolo Pietrangeli; è il suo addio alla discografia, ad un mondo musicale molto diverso da quello entro cui aveva mosso i primi passi. Per questo motivo, simbolicamente, il lavoro è pubblicato solo in vinile e in digitale. Così dice l’artista: “ho iniziato dal vinile e concludo con un vinile” anche se ci auguriamo voglia ripensarci.

Sono tredici canzoni, delle quali tre inedite, in cui non manca la sua inconfondibile, arguta ironia, così come il suo lucido sguardo al mondo intorno.

Qui il multilink per ascoltarlo:

https://pietrangeli.lnk.to/amoreamoreun

Paolo Pietrangeli è una solida figura per la cultura e lo spettacolo in Italia non solo come cantautore ma anche come regista cinematografico e televisivo e, recentemente, anche come scrittore.

Nella sua ormai lunga storia è stato anche aiuto regista di mostri sacri come Luchino Visconti, Federico Fellini, Mauro Bolognini.

Sono tante le cose che ha da raccontare e, tra una traccia e l’altra dell’album, Pietrangeli innesta ricordi e aneddoti su se stesso e i suoi 75 anni, sulla sua gioventù, sul rapporto conflittuale con suo padre, Antonio Pietrangeli, talentuoso regista, su com’è nata “Contessa”, sulla Roma di Visconti e Fellini.

In sintesi racconta tutto ciò che ha formato la sua poetica fatta di ironia (“Amore un caxxo”), giochi di parole (“La Merendera”) e le metafore. Storie e filastrocche divertenti (“Lo stracchino”) ma anche intrise di melodia ed emozione (“Le Sirene”, “Circonferenza”).

L’album è pubblicato su label Bravo Records/Ala Bianca, distribuito da Warner e contiene anche un cadeau: nella terza di copertina si trova infatti un QR Code che – scansionato con fotocamera dello smartphone – porta all’ascolto in streaming e al download di un concerto di Pietrangeli al Teatro Parioli di Roma nel 1995.

“AMORE UN CAXXO”: il nuovo album di Paolo Pietrangeli

Paolo Pietrangeli dice di se stesso:

“Sono Paolo Pietrangeli e sono nato tantissimi anni fa grazie a un padre, Antonio che ha sempre fatto lo sceneggiatore e il regista incomparabilmente più bravo di me. È grazie a lui che ho imparato alcune cose fondamentali come la passione per la lettura, la dedizione al lavoro e la voglia, anzi l’urgenza di raccontare.

Raccontare comunque e con ogni mezzo di cui riuscivo ad appropriarmi. Da sempre ho fatto l’aiuto regista prima e poi il regista dal lunedì al venerdì e il cantastorie i fine settimana. Da sempre, cioè da più di cinquant’anni, dopo il colpo di fortuna che mi ha portato, studente tra gli studenti, a scrivere alcune canzoni che sono diventate la colonna sonora della fine degli anni sessanta.

Senza dischi, senza radio, senza TV ma grazie solo alla tradizione orale, al passa parola da bocca a bocca, da persona a persona, canzoni come ‘Contessa’, ‘Rossini’, ‘Valle Giulia’ mi hanno convinto a continuare e piano piano ho registrato sedici tra LP e Cd e ho realizzato e diretto quattro film ed una serie sterminata di documentari da ‘Bianco e nero’ a ‘Genova. Per noi’, sui fatti di Genova del 2001, a ‘Ignazio’, una lettera filmata a mio figlio che cerca di raccontare questi quaranta anni della nostra vita.

E poi la televisione che ancora faccio e che continua a darmi la possibilità di raccontare attraverso le facce delle persone che appaiono sulle mie telecamere e a concedermi la libertà di scrivere musica come voglio io e con chi voglio io: questo non è poco!”

Ufficio stampa: Monferr’Autore monferrautore@gmail.com

PH Marco Donatiello