MUSEI: TERZA CHIUSURA IN UN ANNO

MUSEI: TERZA CHIUSURA IN UN ANNO

MUSEI: TERZA CHIUSURA IN UN ANNO

By Martina Servidio

Per la terza volta in un anno, dal 9 marzo al 1 giugno 2020 e dal 6 novembre 2020 al 1 febbraio 2021 i Musei Italiani e con essi anche i Musei Vaticani e, tutte le attività di interesse turistico, museale e culturale, sospendono gli ingressi dei visitatori in ossequio alle disposizioni contenute nel D.L. del 13/03/2021 n. 30 emanato per arginare la diffusione del Covid 19

L’attuale chiusura è iniziata il 15 marzo e si protrarrà fino al 6 aprile, giorno di scadenza del citato Decreto Legge.

In pratica sono “chiuse le mostre e gli spazi museali così come i cinema, i teatri e gli altri luoghi della cultura”.

Fortunatamente l’informatica ci aiuta a sopperire a questa privazione culturale mediante la messa in rete dei tour virtuali come attuato da Roma Capitale

MUSEI:TERZA CHIUSURA IN UN ANNO

http://www.museiincomuneroma.it/it

che consente di visitare i Musei Capitolini, il Museo dell’Ara Pacis, il Museo Napoleonico, i Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali -il Casino Nobile di Villa Torlonia, la Centrale Montemartini, il Museo di Roma e il Museo delle Mura.

Altrettanto lodevole è l’analoga iniziativa attuata dalla Direzione dei Musei Vaticani e dei suoi video caricati su YouTube:

https://www.youtube.com/c/MuseiVaticaniMv/videos

https://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it.html

Anche altre Istituzioni italiane hanno caricato foto e video dei propri Musei come, a titolo di esempio, i Musei Civici di Venezia

MUSEI: TERZA CHIUSURA IN UN ANNO

https://www.youtube.com/channel/UCVBlrI39Fd8PKaEXVTAllbQ

ed anche i Musei della Regione Sicilia

http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/sitepda/musei_pda.asp

MUSEI:TERZA CHIUSURA IN UN ANNO

Certamente ammirare in presenza un museo è una sensazione insostituibile ma, considerando il grave momento sanitario che stiamo attraversando, la visita virtuale può essere una buona alternativa.

Photo Colosseo by Ruben Ramirez on Unsplash

Photo Foro Romano by Luismi Sánchez on Unsplash

Photo Venezia e Palermo by siti civici

ad uso non commerciale

Grazie, Martina

Il genio ribelle di Gino de Dominicis

Il genio ribelle di Gino de Dominicis

Il genio ribelle di Gino de Dominicis

In mostra presso il Polo Museale di Arte Contemporanea di Palazzo Belmonte Riso fino al 26 agosto 2018

di Andrea Giostra.

Gino de Dominicis (Ancona, 1° aprile 1947 – Roma, 29 novembre 1998) è stato uno degli artisti italiani più interessanti e geniali del periodo che va dalla fine degli anni Sessanta alla fine degli anni Novanta. Le sue opere sono state riconosciute da tutti i critici come “fuori” dal suo tempo e come arte che ha saputo “anticipare” il futuro.

Di fatto è stato un artista visionario sempre alla ricerca del senso della vita, dell’immortalità fisica in antitesi alla pulsione di morte freudiana sublimata artisticamente con l’immoralità e l’invisibile. Temi questi trattati in modo quasi ossessivo in tutte le sue opere d’arte visiva, ma anche con degli scritti quali le “Lettera sull’immortalità del corpo” del 1966.

Gino de Dominicis non ha mai voluto essere classificato all’interno di una scuola artistica o di una corrente culturale del suo tempo preferendo l’assoluta indipendenza speculativa e intellettuale delle sue creazioni.

Le sue opere hanno sempre innescato scalpore e critiche feroci soprattutto da parte di alcuni intellettuali a lui contemporanei, tra questi anche Pier Paolo Pasolini, ma soprattutto da parte di ortodossi e conservatori critici d’arte del suo tempo dei quali pensava «…che hanno dei complessi di inferiorità rispetto agli artisti. Sono sempre invidiosi. È una cosa che è sempre successa. C’è poco da fare.»  (Intervista a Canale 5 del 1994-95)

Il genio ribelle di Gino de Dominicis

L’installazione che sollevò grande scandalo, e che al contempo lo rese ancora più famoso in tutto il mondo, fu quella presentata alla Biennale di Venezia del 1972: un giovane affetto da sindrome di Down, seduto davanti a un cubo invisibile, che la stampa di allora non ebbe scrupoli a chiamare “Il Mongoloide”; una palla nell’attimo immediatamente prima il suo rimbalzo; una pietra in attesa di generare un moto molecolare che avrebbe dovuto causare un movimento spontaneo della materia.

Lo scandalo e le voci della critica benpensante di allora furono tali che dovette intervenire la magistratura che sequestrò la mostra e denunciò Gino de Dominicis per sottrazione di incapace: “Il Mongoloide” Paolo Rosa.

Per questo motivo Gino de Dominicis subì un successivo processo che lo vide però assolto.

Il genio ribelle di Gino de Dominicis

Le arti visive furono la forma espressiva che predilesse da sempre delle quali, rispetto alle altre forme d’arte, pensava che… «Le arti visive, la pittura, la scultura, l’architettura, sono linguaggi immobili, muti e materiali. Quindi il rapporto degli altri linguaggi con questo è difficile perché sono linguaggi molto diversi tra loro. Per cui c’è questa tendenza… non si capisce… si può capire il motivo perché probabilmente vogliono un po’ sentirsi tutti artisti, pittori, non si sa perché… L’arte visiva è vivente… l’oggetto d’arte visiva. Per cui paradossalmente non avrebbe bisogno neanche di essere visto. Mentre gli altri linguaggi devono essere visti, o sentiti, o ascoltati per esistere. Un’altra cosa nell’arte visiva caratteristica è che non si rivolge in particolare a nessuno spettatore, non c’è una gerarchia di spettatori, ma sono tutti alla stessa distanza dall’opera. Non ci sono gli esperti. Un giudizio di un bambino vale quello di un cosiddetto esperto, per l’artista. Non c’è nessun particolare… Anche perché non esistono gli esperti d’arte. Gli unici esperti, veramente, sono gli artisti. Gli altri percepiscono l’arte, ma non possono essere degli esperti altrimenti la farebbero, la saprebbero fare.» (ibidem).

Il genio ribelle di Gino de Dominicis

E poi, a proposito di creazione e creatività, a proposito di esperti d’arte e critici d’arte, sosteneva la tesi del grande equivoco che era stato creato ad arte dai “non-artisti” che volevano sentirsi “artisti”… ovvero… «Poi c’è l’equivoco tra creazione e creatività. L’artista è un creatore. E non è un creativo. Ci sono persone creative, simpaticissime anche, ma non è la stessa cosa. Comunque, questa cosa qui dei creativi e degli artisti, nasce nella fine egli anni Sessanta dove iniziano i galleristi ad essere creativi, poi arrivano i critici creativi, poi arrivano i direttori dei musei creativi… E quindi è una escalation che poi crea questi equivoci delle Biennali di Venezia che vengono fatte come se fosse un’opera del direttore. Lui si sente artista e fa la sua mostra a tema, invitando gli artisti a illustrare con le loro opere il suo tema, la sua problematica. Questo mi sembra pazzesco.» (ibidem).

Il genio ribelle di Gino de Dominicis

Attraverso la sua produzione artistica, scevra da amplificazione mediatica e pubblicitaria che ha sempre inesorabilmente rifiutato, riesce a ritagliarsi una posizione culturale ed artistica di grande prestigio ma – al contempo – di inscrutabile e carismatico mistero che lo rendono uno dei personaggi dell’arte della seconda metà del secolo scorso più accattivanti e richiesti dalle più prestigiose ed importanti gallerie del mondo.

Il genio ribelle di Gino de Dominicis

La capacità evocativa e di suggestione speculativa e filosofica delle sue opere rimane intatta sino ai nostri tempi. E questa è certamente una qualità proiettiva che solo i grandi artisti hanno saputo raggiungere con la loro arte, tramandandola ai loro posteri.

Ebbene, tutto questo potrà essere vissuto fino al 26 agosto 2018 nella mostra “GDD – GENIO DELLA DIMENSIONE” DI GINO DE DOMINICIS curata da Vittori Sgarbi e allestita a Palermo presso il Polo Museale Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea diretto da Valeria Patrizia Li Vigni.

Il genio ribelle di Gino de Dominicis

“GDD – GENIO DELLA DIMENSIONE” DI GINO DE DOMINICIS

Inaugurazione: giovedì 13 giugno 2018, ore 19:00

Visitabile fino al 26 agosto 2018, ore 19:30

martedì, mercoledì, domenica | 10.00 – 19.30

giovedì, venerdì, sabato | 10.00 – 23.30

lunedì chiuso, eccetto i festivi.

https://www.poloartecontemporanea.it/event/gdd-genio-della-dimensione-di-gino-de-dominicis/

Palazzo Belmonte Riso | Polo Museale regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo

Corso Vittorio Emanuele n. 365 – 90134 Palermo

+39 091 587 717

poloartemoderna.pa@regione.sicilia.it

https://www.poloartecontemporanea.it/

Gino De Dominicis

https://it.wikipedia.org/wiki/Gino_De_Dominicis

http://www.artribune.com/television/2016/11/video-de-dominicis-fabio-sargentini-forziere-roma/

https://vimeo.com/205864164

Andrea Giostra

https://andreagiostrafilm.blogspot.it

https://business.facebook.com/AndreaGiostraFilm/

 

Il genio ribelle di Gino de Dominicis

 

Palermo, Capitale italiana della Cultura

Palermo, Capitale italiana della Cultura

Palermo, Capitale italiana della Cultura

La ricchezza e la bellezza di Palermo risiede nelle sue mille anime frutto di dominazioni, di arrivi e partenze, di accoglienza e scambio. Lo testimoniano il suo paesaggio, la sua lingua, i suoi monumenti, la sua cucina ed il suo tessuto urbano.

Una immensa ricchezza stratificata nel tempo che si lascia facilmente “leggere” nelle opere d’arte, tra le dolci pieghe di un arabesco, su un capitello, tra le tessere dei ricchi mosaici, in un puttino irridente, tra le architetture classiche e le volute stile liberty o, nell’Opera dei Pupi.

Una immensa ricchezza (è bene sottolinearlo) che altrettanto facilmente si legge e si assapora nelle decine di iniziative, seminari, mostre, convegni, spettacoli che in ogni periodo dell’anno accolgono i palermitani ed i turisti.

https://www.facebook.com/PalermoCapitaleItalianaCultura/videos/401380383657422/?t=6

Palermo è un mosaico multicolore e multietnico che esprime la bellezza nell’incontro tra le diverse culture magicamente fuse insieme.

Palermo, Capitale italiana della Cultura, è La Capitale delle Culture, della cultura artistica e delle altre culture come delle Culture altre; non solo un ricco calendario di eventi ma un globale progetto di visione che vede la cultura come “capitale” attorno al quale accompagnare la crescita di tutta la comunità.

Cultura dunque a 360°, non solo cultura artistica ma anche culture della pace, dell’accoglienza, della legalità, dell’impresa, dell’innovazione, dei giovani, dell’ambiente, della solidarietà, della diversità; il tutto mettendo a sistema le istituzioni culturali, l’associazionismo ed i tanti attori così vitali nella società civile del territorio che va ben oltre i confini urbani ed ha il gran merito di valorizzare la sinergia con l’area metropolitana e con tutta la regione.

Saranno tante le iniziative e gli eventi, molti dei quali di respiro internazionale, che proiettano la città verso i grandi temi della nostra epoca come il diritto alla mobilità internazionale, il cambiamento climatico, l’accoglienza, i diritti della persona, i rapporti fra i popoli e gli stati.

Proprio perché è un pregevole ed ambizioso progetto gran parte di tutto questo resterà come patrimonio oltre il 2018: nuovi spazi e circuiti culturali, un sistema integrato dell’offerta turistico-culturale e, soprattutto, l’orgoglio della riscoperta bellezza che avvolge Palermo.

Spiagge e fondali puliti – Clean up the Med

Dal 27 al 29 maggio 2016 torna Spiagge e fondali puliti – Clean up the Med, l’iniziativa promossa dall’associazione ambientalista Legambiente per mantenere pulite le spiagge italiane e non solo.

La campagna si svolge ogni anno dal 1995 e riguarda anche gli altri paesi europei che si affacciano sulle coste del Mediterraneo; scuole, istituzioni locali e società civile coordinano i lavori per dare il loro contributo nella tutela di un ambiente marino sempre più a rischio.

A questa edizione collaboreranno anche l’azienda chimica Novamont, il C.I.AL. (Consorzio Imballaggi Alluminio) e il produttore di sacchi per la raccolta di rifiuti Virosac.

Migliaia di volontari affolleranno le zone costiere di tutto il paese per dare il loro apporto; le regioni coinvolte sono Sicilia, Sardegna, Lazio, Campania, Friuli – Venezia Giulia, Basilicata, Puglia, Emilia Romagna, Liguria, Calabria, Veneto e Marche.

Legambiente ha invitato coloro che parteciperanno a Spiagge e fondali puliti – Clean up the Med a segnalare con la massima priorità la presenza sui litorali delle cosiddette “lacrime di sirena”, piccoli pallini che costituiscono la materia prima degli oggetti di plastica.

Queste sono particolarmente dannose per l’ecosistema marino perché non si dissolvono, vengono trasportate facilmente dalle correnti, assorbono sostanze altamente inquinanti e possono essere ingerite dagli animali.

Nell’ambito dell’iniziativa di volontariato Spiagge e fondali puliti – Clean up the Med rientra un’indagine compiuta da Legambiente sulle condizioni del mare italiano.

Nel mese di maggio 2016 l’associazione ambientalista ha monitorato 47 spiagge nostrane e i risultati ottenuti sono decisamente scoraggianti; in un’area complessivamente di 106.245 metri quadrati sono stati scoperti 33.540 rifiuti.

I materiali inquinanti più diffusi sono la plastica, il polistirolo, i cotton fioc e i mozziconi di sigaretta; il motivo del massiccio ritrovamento di questo tipo di oggetti e sostanze è imputabile al cattivo funzionamento degli impianti di depurazione.

La spiaggia di Coccia di Morto a Fiumicino versa nella condizione più grave e critica a livello nazionale; in questo luogo Legambiente ha rinvenuto la cifra record di 5.500 rifiuti in cento metri di costa.

Coccia di Morto

Coccia di Morto, Fiumicino

Alla lista nera si aggiungono Olivella a Palermo, Canovella de’ Zoppoli a Trieste e Mar Piccolo a Taranto; negli ultimi due casi è stata registrata una vera e propria invasione di scarti riconducibili ad attività di pesca.

La spazzatura che sporca e deturpa il Mar Mediterraneo non è solamente un problema ambientale ma anche economico; ogni anno infatti l’Unione Europea spende quasi 477 milioni di euro per la pulizia delle spiagge e dei fondali marini.

Gli allarmi lanciati da Legambiente non devono restare inascoltati; il mare è un bene comune e la sua protezione è un’assoluta necessità.

Per questo motivo è importante che un’iniziativa come Spiagge e fondali puliti – Clean up the Med non sia un caso isolato ma un’occasione per tutti di dare una mano per evitare che la costa diventi una discarica a cielo aperto.