PIERO CASOLI, EDITORE, GIORNALISTA E SCRITTORE PUBBLICA LA IV EDIZIONE DELLE “NOVELLE BREVI DI SICILIA”. L’INTERVISTA

Si ringrazia la Redazione di https://www.fattitaliani.it/ per l’intervista realizzata e per l’autorizzazione alla condivisione.

«Noi siamo spiriti liberi ma rispettosi dell’altrui pensiero e vedere che autori esordienti con scritti anche di buon livello fossero fagocitati o ingannati ci ha sollevato un moto di rabbia; questa è stata l’idea che ha generato la fondazione della nostra piccola casa editrice. Non pubblichiamo tutto e tutti, cerchiamo di svolgere un lavoro basato sulla qualità, con onestà intellettuale e con una giusta remunerazione.»

Ciao Piero, benvenuto e grazie per la tua disponibilità. Sei un editore, giornalista e scrittore. Come ti vuoi presentare ai nostri lettori nel tuo lavoro letterario e editoriale?

“Musa, quell’uom di multiforme ingegno” come disse nel libro primo Omero… ops, scusate, certamente Omero non alludeva a me. Superato questo ludico momento iniziale devo riconoscere che tu, Andrea, hai avuto l’abilità di farmi indossare la veste dell’intervistato anziché quella mia – usuale – dell’intervistatore. Si, perché fondamentalmente sono un giornalista sin dai tempi del liceo; sentivo che quella sarebbe stata la mia vita. In ciò sono stato aiutato da mia madre, dai miei zii e cugini tutti docenti di latino, greco, filosofia, italiano. Tra loro ci sono stati anche 2 scrittori di “buona penna”. Mio padre, invece, era un uomo pragmatico e che comunque mi ha sempre incitato a seguire le mie passioni. Spero di aver colto il meglio dai miei genitori. Sono stato anche fortunato poiché ho avuto nel tempo, come capo redattore, uomini colti ma professionalmente duri; ai miei tempi la “gavetta” era veramente tale. Il capo redattore era un monarca assoluto. È stato quindi del tutto naturale per me iniziare a scrivere libricini sul calcio ma non ho avuto un gran seguito perché esprimevo dubbi, focalizzavo situazioni piuttosto… anomale tanto che ad un certo punto non ho più ricevuto i famosi ed ambiti Pass riservati ai giornalisti. In realtà non ho sofferto più di tanto. Ho invece avuto un periodo di estasi giornalistica e di scrittore quando ho iniziato a scrivere per l’automobilismo sportivo (sport che ho sempre amato e praticato) che mi ha consentito di vivere intensamente il profondo rapporto con alcuni grandi nomi: Regazzoni, Merzario, Giunti e l’inarrivabile Ayrton Senna al quale ho dedicato il mio più sentito articolo https://www.lamacinamagazine.it/?s=ayrton+senna .

E’ stato altrettanto naturale per me fondare la casa editrice La Macina Onlus Editore in quanto mia figlia scrisse un buon libro dal titolo “Il Minore: protagonista della propria tutela” che apriva uno squarcio di luce sull’intero universo che ruotava intorno al minore sballottato tra Tribunali, assistenti sociali, genitori, avvocati, periti di parte, psicologi ma che tutti – in realtà – arrecavano danni al minore; in pratica era una guerra tra adulti ma l’unica vittima era il minore. Questo libro fu proposto ad alcuni editori che denigrarono l’opera, altri mostrarono incertezze poiché toccava argomenti delicati mentre altri editori lo ignorarono in quanto l’autrice era emergente ancorché avesse i titoli professionali. Ho fondato quindi la nostra casa editrice ed abbiamo creduto negli autori emergenti.

Chi è invece Piero nella sua quotidianità, al di fuori dal lavoro?

Gioioso. Perché faccio ciò che amo fare. Amo la Danza, il Teatro, la musica, le rappresentazioni artistiche, il palcoscenico. Ricordo che mio nonno aveva un palco al Teatro dell’Opera di Roma e mi portava con lui. Grazie a mio nonno ho appreso la bellezza dell’Arte nelle sue varie espressioni. Sono membro del CID (Consiglio Internazionale della Danza) con sede a Parigi e nel mio cuore di media partner ho l’Accademia delle Arti di Roma (https://www.accademiadelleartiroma.it/) centro di eccellenza per la Danza, per le arti e per lo spettacolo. Non posso però dimenticare che i primi e incerti passi sul palcoscenico li ho percorsi in tempi ormai remoti con una piccola compagnia teatrale, amatoriale della parrocchia. Questa passione ha consentito che divenissi, dopo molti anni, Critico Teatrale ANCT. Altro mio piacere è rivolto come media partner al Teatro Barnum di Roma (https://www.facebook.com/BarnumSeminteatro/) alla sua compagnia teatrale e scuola di teatro e con un cartellone sempre completo. Perdonatemi se indugio nel sottolineare che il monologo “Il Catamarano”, scritto dal direttore artistico del Barnum, Gabriele Mazzucco, ha raggiunto 96 repliche su Roma e 6 in altre regioni. Ciò è tanto più esaltante perché la “piazza” di Roma è volatile e spietata. Purtroppo tutte queste attività artistiche sono tutt’ora bloccate causa Covid.

Nel 2011 hai fondato la casa editrice “La Macina Onlus Editore” di Roma. Ci racconti un po’ di questa tua avventura editoriale e al contempo imprenditoriale? Come nasce, quale l’idea che l’ha generata, quali le difficoltà che hai dovuto affrontare in Italia per dar vita ad una casa editrice?

Come già accennato ti confermo che è stata una vera lotta e una gratificante avventura. Il mondo editoriale è sempre stato diretto da gruppi o editori di “alto lignaggio” e poi, in ordine sparso, da arrivisti, millantatori, improvvisatori e poche ma serie, responsabili e corrette case editrici di media statura. La mia esperienza personale mi ha fatto conoscere in maniera approfondita questo variegato mondo al quale poi mi sono ribellato per non soccombere. Ho tentato di stabilire un dialogo di collaborazione con alcune case editrici che ritenevo meritevoli al solo scopo di unire le rispettive potenzialità ed i reciproci valori da mettere in campo insieme per ottenere una razionalizzazione delle risorse anche economiche ma ho ricevuto proposte di fusione a mio danno o definizione dei ruoli… sbilanciata. Ma come? Noi portavamo in dote un patrimonio culturale di tutto riguardo: l’associazione La Macina Onlus accreditata sia all’Agenzia delle Entrate che a tutti gli organi Istituzionali, il giornale La Macina Magazine registrato in Tribunale alla sezione stampa e la casa editrice La Macina Onlus Editore, registrata e con i suoi codici ISBN. Abbiamo brevemente riflettuto sulle reazioni suscitate e deciso di proseguire da soli. Colgo l’occasione per ringraziare il Consiglio Direttivo nelle persone di Federica, Maurizio, Enrico, Martina (appena diciottenne ha iniziato il percorso di tirocinio giornalistico e forse sarà tra le più giovani giornaliste) per la loro costante fedeltà e dedizione. Un ringraziamento particolare a tutti i collaboratori volontari che si dedicano alle nostre attività. Sono valori rari che meritano opportuna notazioneNoi siamo spiriti liberi ma rispettosi dell’altrui pensiero e vedere che autori esordienti con scritti anche di buon livello fossero fagocitati o ingannati ci ha sollevato un moto di rabbia; questa è stata l’idea che ha generato la fondazione della nostra piccola casa editrice. Non pubblichiamo tutto e tutti, cerchiamo di svolgere un lavoro basato sulla qualità, con onestà intellettuale e con una giusta remunerazione. Non dico nulla di nuovo se affermo che porre in atto un progetto culturale è demoralizzante in termini di tempi estremamente dilatati, di assurde e surreali eccezioni che vengono sollevate dagli interlocutori deputati, dalle più varie interpretazioni delle norme di legge e in ultimo, quando sciaguratamente avviene, lo smarrimento dell’incartamento.

Dopo più di 9 anni di attività, qual è il tuo bilancio da editore in proposito? Quali i successi e quali i fallimenti editoriali considerato che chi vuole fare impresa editoriale e di cultura in Italia non trova certo terreno fertile?

Non voglio ricordare la inopportuna espressione “la cultura non fa mangiare” ma affermo che la cultura rende ricchi, liberi, pensanti, critici, consapevoli, non emarginati. Un certo Sig. Socrate disse che “il sapere rende liberi”; io ci credo. Per lealtà di pensiero confesso che alcune volte, spinto dall’entusiasmo o dall’inesperienza, ho fallito in alcune valutazioni confermatesi poi sbagliate. Per correttezza abbiamo mantenuto gli impegni assunti cercando di mitigare il danno. Anche questa è esperienza formativa. La Cultura in Italia? Si deve essere fortemente motivati per fare cultura. Se non si è così motivati, facilmente le pastoie burocratiche, la scarsa propensione istituzionale per la capillare diffusione culturale, la impropria e dannosa visione dei decisori che individuano gli eventi culturali solo come generatori di ritorni economici o di immagine inducono ad una resa incondizionata impedendoti – di fatto – la realizzazione di incontri culturali. Queste sono le difficoltà quotidiane che subiscono tutti coloro che hanno un’anima culturale e che, malgrado tutte le difficoltà, continuano a creare cultura. Non esistono solo i grandi eventi ma anche i Centri di Lettura, gli incontri settimanali anche con poche persone, il prestito dei libri, i medi eventi che comunque aggregano e diffondono.

Come è nata la tua passione per il mondo dell’editoria e dello scrivere, e qual è stato il tuo proposito, il tuo scopo principale nella tua attività imprenditoriale?

Beh, in parte la risposta alla tua precisa domanda è contenuta, seppur in ordine sparso, nelle mie precedenti dichiarazioni. Il mondo dell’editoria e della scrittura mi consente di conoscere e di interagire con i miei simili, conoscere il loro pensiero, immergermi nel loro animo e – perché no – trarre preziosi insegnamenti per la mia crescita. Dobbiamo essere sempre disponibili al confronto per un arricchimento reciproco. Non nascondo che il mondo dell’editoria e della scrittura riserva anche gratificazioni che soddisfano la nostra persona. Ad esempio quando siamo stati invitati dalla Regione Lazio a partecipare alla Fiera del libro di Francoforte che per quella edizione era dedicata a Johann Wolfgang von Goethe. Nella circostanza siamo andati con alcuni nostri autori, le loro opere ed abbiamo presentato l’ultima pubblicazione – fresca di stampa – di “Il nuovo Faust” (https://www.lamacinamagazine.it/fiera-del-libro-di-francoforte-2016/).

Tuttavia non abbiamo dimenticato le motivazioni di base che ci hanno spinto a fondare la nostra casa editrice e cioè la cultura ed il sociale inteso come soddisfacimento di beni primari ed irrinunciabili, equilibrio sociale, integrazione sana ed equilibrata, accrescimento culturale; tutto ciò viene svolto attraverso l’associazione La Macina Onlus. L’editoria, il giornale e l’associazione si integrano in un percorso virtuoso e positivo.

Perché secondo te oggi è importante scrivere, raccontare con la scrittura?

Il nostro è ormai un mondo ed una società che corre troppo in fretta, non lascia spazi al dialogo umano, i Social hanno quasi preso il sopravvento e quasi tutti crediamo che sia normale incontrarsi in uno spazio virtuale ed utilizzare un linguaggio creato ad uso Social. Non è così. Il confronto personale con i suoi ritmi, le sue empatie, le sue sensazioni umane non potrà e non dovrà mai essere sostituito dai famosi 50 caratteri o dalla aberrante contrazione delle parole. Questo processo di desertificazione della cultura e della parola è già in atto e per esperienza personale posso affermare che, erogando noi i tirocini di formazione in giornalismo per il rilascio dei C.F.U., a tutti coloro che intendono seguire il tirocinio chiediamo una bozza di “articolo giornalistico” per una prima valutazione. Riceviamo spesso degli scritti da far rizzare i capelli. Ma come è possibile che molti laureandi siano privi delle cognizioni di base della grammatica, della consecutio temporum…; questo è il pressappochismo generalizzato che impoverisce le menti. È quindi importante, anzi è vitale, scrivere e raccontare con lo scritto la nostra società, l’evoluzione o l’involuzione della stessa. La scrittura è forse l’ultimo argine che difende ciò che di profondo custodisce l’animo umano e dobbiamo fare l’impossibile per tutelarlo.

Qualche giorno fa, il 22 ottobre 2020, con la tua Casa Editrice hai pubblicato la IV edizione delle “Novelle brevi di Sicilia” del palermitano Andrea Giostra. Il libro, come abbiamo letto in diversi magazine online, nelle precedenti 3 edizioni, si legge gratuitamente online dal 2017 in alcuni portali e pagine social. Come mai una casa editrice decide di pubblicare, sia in cartaceo che in versione e-book e digitale, un libro che da sempre si legge online gratuitamente? Qual è la ragione di questa scelta editoriale/imprenditoriale, e quali risultati ti aspetti come editore e imprenditore?

Rispondo invitandoti a leggere un mio articolo https://www.lamacinamagazine.it/il-profumo-dei-libri/ dove parlo del profumo di un libro stampato, del fruscio generato dallo sfogliare le pagine. La naturale evoluzione di uno scritto che nasce dal cuore di un autore che ha trasfuso nell’opera la sua esperienza, la sua vita, le sue sensazioni, il suo intimo essere, si realizza e viene magnificata dalla pubblicazione cartacea. Si potrebbe ampliare il discorso per evidenziare che alcuni libri “meritano” una realizzazione quasi personalizzata (peso della carta di copertina e degli interni, tipo, qualità e marca della carta, modalità di impaginazione…) e solo operando così si realizza un prodotto di eccellenza che distingue “quel libro”. Tutto il resto è stampa, magari ben fatta, ma commerciale. Novelle brevi di Sicilia scritto da Andrea Giostra rappresenta esattamente il mio concetto di realizzazione personalizzata e di eccellenza perché è eccellente il contenuto del libro ed i lettori meritano la gratificazione di palpare gradevolmente il libro, assaporarne il profumo e ascoltare il fruscio delle pagine. Andrea Giostra con il suo libro Novelle brevi di Sicilia ci ha immersi nella realtà di una Sicilia ricca di tradizioni e di cultura antica ma con la semplicità di un linguaggio attuale e facilmente fruibile. Nel mio doppio ruolo da editore ti posso confessare che sono ben felice di aver pubblicato il libro a cui tenevo fortemente avendolo già letto ed apprezzato nella versione online; da imprenditore naturalmente auspico un massiccio interesse all’acquisto da parte dei lettori. Per facilitare ancora di più le operazioni  abbiamo implementato una procedura semplice ed intuitiva. Basta andare nel sito https://www.lamacinamagazine.it/ e tramite il pulsante “Donazione” si accede a PayPal; con pochi e semplici passaggi si conclude la procedura d’acquisto. È possibile pagare con qualunque tipo di carta e le spese di spedizione sono a nostro carico.

Le Novelle brevi di Sicilia sono anche state pubblicate a puntate, in una sorta di Romanzo d’appendice tipico di fine Ottocento inizio Novecento, in diversi magazine online, sia nazionali che regionali. Tutte le Novelle si possono anche ascoltare, sempre gratuitamente, da YouTube e da Watch Facebook nelle recite e interpretazione di 15 tra attrici e attori professionisti e semiprofessionisti che hanno prestato (sempre gratuitamente!) la loro arte recitativa nell’interpretare tutte le Novelle brevi di Sicilia. Tutti questi canali, per accedere alla lettura o all’ascolto delle Novelle, hanno portato – così abbiamo letto – ad un numero di lettori che supera le 150 mila persone che hanno letto o ascoltato almeno una delle Novelle brevi di Sicilia. Qual è la valutazione e le considerazioni che fa un editore come Te rispetto a questi fatti e soprattutto a questi numeri raggiunti da un libricino di racconti siciliani conosciuto fino ad adesso esclusivamente attraverso i social?

Mostruosi. D’altronde sono numeri che rendono pienamente merito allo scrittore Andrea Giostra ed alla sua vasta e profonda cultura. La sua umanità, la sua incessante tensione verso la diffusione universale della cultura è ben recepito e condiviso sia dai lettori che dai 15 “prodi” attrici e attori che hanno prestato la loro professionalità per arricchire le Novelle brevi di Sicilia con la versione recitata. Tutti loro sono stati opportunamente messi in evidenza, il loro intervento è stato prezioso e li ringrazio.

La Tua edizione, come hai scritto nei portali ufficiali della casa editrice, è arricchito con la Prefazione della saggista e docente di letteratura classica Mariangela Rodilosso, originaria di Catania ma che da tanti anni vive e lavora negli USA; con la Recensione della scrittrice e presidente di diversi premi letterari nazionali e internazionali Caterina Guttadauro La Brasca, originaria di Cerda in Sicilia, ma trasferitasi giovanissima per amore e per lavoro a Bologna dove vive tutt’ora; e con la copertina di un’opera dedicata alle “Novelle brevi di Sicilia” della nota pop artist di fama internazionale Francesca Falli, che vive e ha il suo atelier a L’Aquila. Ci presenti brevemente questi artisti e letterati che hanno dato il loro prezioso contributo alla Tua edizione delle Novelle? Dicci qualcosa di loro per farli conoscere un po’ di più ai lettori del nostro giornale…

Inizio dalla fine. Tra le varie opzioni relative alla copertina avevamo a disposizione anche altre immagini di ottimo livello, indubbiamente belle da un punto di vista artistico ma ne cercavamo una che rappresentasse al primo sguardo ciò che la Sicilia emana: il calore degli abitanti, le sfumature di colore di cui la terra siciliana è ricca, la varietà dei fiori, il sole radioso, l’amore, la cultura, il sorriso, l’allegria. L’immagine scelta, opera dell’artista Francesca Falli,

riteniamo abbia perfettamente rappresentato tutto ciò e siamo rimasti anche colpiti dalla magnifica facciata posta in primo piano ed esaltata dalle intense linee di colore convergenti. L’immagine ha racchiuso ed espresso graficamente l’atmosfera e le situazioni che Andrea Giostra ha scritto per farle rivivere con noi. Per opportunità editoriali di semplificazione grafica avremmo dovuto/potuto sovrapporre il titolo all’immagine ma non potevamo mutilare l’opera, la soluzione adottata utilizzando quel tipo di carattere e la sua proporzionalità ci è sembrato eccellente. Sarà il lettore a valutare anche questo aspetto dell’opera. Complimenti Dott.ssa Francesca Falli.

È arduo presentare la Dott.ssa Caterina Guttadauro la Brasca,

raffinata scrittrice, presidente di Giuria in molteplici concorsi letterari nazionali ed internazionali, premiata al Merito dal Senato della Repubblica Italiana per talento e meriti letterari, premiata a Parigi per meriti culturali, scrive per prestigiose testate internazionali, organizzatrice di concorsi ed eventi letterari, pluripremiata per le sue opere librarie in tutti i Saloni del Libro a cui è stata invitata. È una vera gentildonna, di animo nobile e modi raffinati e la sua grandezza artistica e culturale appare chiaramente nei suoi libri. Desidero evidenziare un particolare merito culturale e sociale della Dott.ssa Caterina Guttadauro La Brasca che ha dedicato il suo libro “La voglio gassata” all’Associazione A.I.L. Associazione Italiana contro le leucemie, mielomi e fibromi; un gesto che apprezzo per il suo alto profilo sociale. Abbiamo già avuto modo di presentare la Dott.ssa Caterina Guttadauro La Brasca attraverso 2 articoli pubblicati sul nostro giornale La Macina Magazine e dai seguenti link si possono leggere: https://www.lamacinamagazine.it/caterina-guttadauro-la-brasca/ ; https://www.lamacinamagazine.it/la-storia-siamo-noi/ ; “I libri sono come i figli, li facciamo ma non ci appartengono, sono di tutti perché ognuno trova in essi la sua verità”Quanta verità e saggezza è racchiusa in questa frase della scrittrice; dovremmo tutti farla propria. Sinceri complimenti Dott.ssa Caterina Guttadauro La Brasca.

Mariangela Rodilosso

Per ragioni professionali ho avuto la fortuna di conoscere molte città europee, est europee e ovviamente italiane; ho abitato a Palermo Via Regione Siciliana e porto ancora con me – dopo tanti anni – il ricordo di antichi sapori, i profumi intensi dei suoi giardini di limoni, l’umanità a volte sconsolata dei suoi abitanti; questo stato d’animo possiamo definirlo con una sola parola, “nostalgia”. Ed è proprio il senso della nostalgia che la Dott.ssa Mariangela Rodilosso ha citato e reso centrale nel suo  eccellente articolo giornalistico «Sicilia e “Sicilitudine”: dimora degli dei e teatro a cielo aperto». Scritto anche per la testata ennaora.it  “nostalgia per quella semplicità, spontaneità e freschezza del proprio paese”. Questa è l’esatta sensazione che tutt’oggi avverto pur non essendo nato in Sicilia. La Dott.ssa Mariangela Rodilosso, siciliana di origine, è amante della letteratura classica italiana e siciliana, storiografa, ama la sua terra e le sue tradizioni artistiche e culturali. Laureatasi in Lingue e Letterature Straniere con lode presso l’Università degli Studi di Catania ha seguito numerosi corsi per il perfezionamento della lingua inglese, spagnola e francese ed ha insegnato letteratura, storia, storia dell’arte, italiano e spagnolo presso dei licei negli Stati Uniti d’America. Ha collaborato con il Museo Muscarelli dell’Università di William and Mary come storico dell’arte per mostre ed esibizioni sull’arte europea ed orientale. Le sue grandi passioni sono il Medioevo, il Romanticismo, Leopardi, la letteratura francese, Giovanni Pascoli, Proust, e gli scrittori classici russi. Ha una profonda e vasta cultura e nell’articolo che ho sopra citato dà voce con richiami precisi e perfetti parallelismi ai massimi autori che sono rimasti affascinati della bellezza della terra di Sicilia; Goethe, Sciascia, Pirandello, Camilleri, Guy de Maupassant… Concludo riportando un magnifico pensiero della Dott.ssa Mariangela Rodilosso che – con una sola frase – ha racchiuso tutto ciò che la Sicilia è in grado di esprimere: «La Sicilia è erede della Magna Grecia e del “miracolo greco” che, nel V secolo a.C., diede vita alle tragedie, a sublime letteratura, e a grandiose vestige architettoniche». 

La sontuosa Prefazione di Novelle brevi di Sicilia è scritta dalla Dott.ssa Mariangela Rodilosso alla quale porgiamo i nostri complimenti. Grazie.

Ci racconti qualcosa di questa raccolta di Novelle siciliane? Senza ovviamente fare spoiler… solo per incuriosire i nostri lettori perché vadano a comprarlo in libreria o nei portali online.

In libreria, nei portali online… ed aggiungo direttamente tramite il nostro sito. Attraverso la lettura delle Novelle scritte da Andrea Giostra si è immersi nella realtà della Sicilia con i suoi personaggi che si caratterizzano per il forte attaccamento alle loro tradizioni, alle loro radici culturali che poggiano sulle varie culture e dominazioni che si sono succedute nei millenni dalle quali però non ne sono rimasti sopraffatti, sono racconti gradevoli ben strutturati, sono situazioni reali e l’autore le rappresenta con la semplicità della realtà vissuta, ognuno di noi si sente protagonista e nel contempo spettatore. L’alternanza delle espressioni in dialetto siciliano e in lingua italiana sono importanti e fondamentali nella struttura narrativa delle Novelle perché solo con il dialetto siciliano, con la sua sonorità e con la sua armonia Andrea Giostra riesce a farci immergere nei personaggi da lui raccontati. Da “Gli auguri di mia nonna ottantenne”. «“Caro nipotino mio, adesso che hai fatto diciotto anni e sei diventato grande, fai il bravo ragazzo…Avrei voluto augurarti tutto questo, caro nipotino! …Invece, io che ho ottant’anni, dico basta con tutte queste minchiate!  Goditi la vita più che puoi, scopati tutte le ragazze che ti piacciono picchì sì un beddu picciuttu e ‘u puoi fari!”». La saggezza dell’anziana nonna e la contemporaneità della stessa, che equilibrio perfetto! Tutte le Novelle ci riservano sorprese, spaccati di vita ironici, paradossali, quasi surreali come la Novella “Agosto a Palermo” che descrive l’intenso dialogo tra 2 persone al passaggio di un funerale: «“Ma comu muriu? / Comu fu? / Ma quant’anni avieva? / Ri subitu muriu? / Ma…! / Ma…! / Tutti dà amu a ghiri a finiri, si sapi chistu!”». Cosa c’è da dire di più? Essenziale, fatalista.

In quali librerie di Roma e del Lazio i nostri lettori potranno trovare il cartaceo della IV edizione delle Novelle brevi di Sicilia?

Stiamo definendo con la Rete Librerie di Roma, che è una Associazione che racchiude 40 librerie indipendenti, un accordo per la distribuzione delle nostre pubblicazioni ed in maniera particolare Novelle brevi di Sicilia. Merita una particolare notazione la nascita dell’Associazione Rete Librerie di Roma in quanto sono singoli operatori e diffusori di cultura non vincolati da accordi di marchio. Apprezzo il loro coraggio, in modo particolare in questo periodo, e la loro lungimiranza per superare tutti uniti le mille e mille insidie e difficoltà quotidiane connesse al periodo che stiamo vivendo. L’obiettivo reciproco è vedere il libro Novelle brevi di Sicilia ben esposto sugli scaffali ben prima di Natale.

Quali sono secondo te le caratteristiche, le qualità, il talento, che deve possedere chi scrive per essere definito un vero scrittore? E perché proprio quelle?

L’eterna domanda: scrittori si nasce o ci si diventa? Credo che chiunque si avvicini all’arte della scrittura dovrebbe mostrare umiltà verso sé stesso e porsi delle domande: sono in grado di confrontarmi con gli altri e capire il loro animo? Sono pronto a confrontarmi con me stesso? Cosa propongo per suscitare interesse non effimero nel lettore? Sono certo di conoscere in maniera approfondita l’argomento di cui intendo scrivere? Ho una forte spinta emozionale? Ovviamente do per scontato che sussistano le necessarie condizioni di base per scrivere in maniera corretta. Non penso sia indispensabile trattare argomenti eccezionali, fuori dal comune, inutilmente magniloquenti (d’altronde il Dialogo sopra i 2 massimi sistemi del mondo è già stato scritto da Galileo Galilei); argomenti di vita quotidiana possono suggerire spunti di riflessione, lasciare nel lettore dei minuscoli semini che con il tempo germogliano vigorosamente. Lo scrittore deve trasmettere emozioni e messaggi coinvolgenti che denotano la sua abilità. Deve presentare i suoi personaggi ben caratterizzati esaltandone l’aspetto psicologico, deve riuscire a far identificare il lettore nei personaggi, deve farlo trovare immerso in “quella” particolare situazione che – guarda caso – è simile a quella che vive il personaggio, deve creare empatia tra il personaggio e il lettore. Se poi il tutto è narrato in corretto ed agile italiano si può dire che sia uno scrittore meritevole.

In Italia ogni anno si pubblicano tra i 75 e i 80 mila nuovi titoli, con le 1809 case editrici attive nel nostro Paese (dati del 2018, fonte “The Book Advisor” del 20 aprile 2020: https://www.thebookadvisor.it/news/articoli/quanti-libri-si-pubblicano-in-italia-e-in-quali-regioni-si-legge-di-piu/). La media ponderata di vendita di ogni nuovo titolo è di circa 50 copie, mentre chi legge effettivamente tutta l’opera letteraria acquistata non supera il 10%, il che vuol dire che delle 50 copie vendute solo 5 copie vengono effettivamente lette da chi acquista in libreria o nei distributori online. Partendo da questo dato numerico, che per certi versi fa impressione e ci dice chiaramente che in Italia non si legge o si legge pochissimo, secondo te cosa si dovrebbe fare per migliorare questa situazione? Cosa dovrebbero fare gli editori per far aumentare il numero dei lettori e degli appassionati ai racconti e alle storie da leggere?

Sulla lettura ed interpretazione delle statistiche solitamente sono cauto e non giungo a valutazioni immediate, è opportuno però precisare che l’analisi presentata dal Dott. Alessandro Oricchio, docente universitario ed anche una buona penna, è tratta dal sito A.I.E. dove sono registrati tutti i codici ISBN dei libri in commercio. Per effetto di una certa liberalizzazione del mercato editoriale, recepita dall’A.I.E., vengono classificati “editori” anche le officine di stampa, le print on demand, le tipografie con capacità organizzative e addirittura i singoli scrittori. Da questa prima considerazione si deduce che il numero (1809) di case editrici è nella realtà minore. Tutti noi seguiamo i Social e possiamo riscontrare che molti e molti scrittori si autopubblicano rivolgendosi ad una delle realtà commerciali sopra citate e molto spesso con una tiratura di stampa modesta solo per soddisfare il proprio entusiasmo o una gratificazione letteraria che è comunque apprezzabile. Da questa seconda considerazione risulterebbe opportuno conoscere quanti sono gli editori “tradizionali” e quanti i “new editor”. Solo così possiamo avere una statistica più aderente alla realtà. Una cosa è certa: una casa editrice non potrebbe sopravvivere qualora pubblicasse solo 45 titoli. Torno alla tua domanda per proporne un’altra: cosa possono fare gli editori? E cosa possono fare i lettori e gli scrittori? Certamente gli editori potrebbero svolgere una sana opera di moralizzazione (almeno alcuni) evitando di pubblicare opere che sin dall’inizio si capisce che non potranno godere di notorietà ma, a difesa, posso anche capire che spesso i famigerati “costi fissi” di una impresa condizionano le scelte editoriali. Alle spalle di un editore ci sono professionalità retribuite che collaborano per la realizzazione del libro e la sua pubblicazione. È comunque doloroso decidere di non pubblicare un titolo, ci vuole coraggio. Inserisco in una più ampia valutazione anche il circuito distributivo che erode in buona parte i ricavi. Veniamo agli scrittori ed anche a loro ricordo la parola coraggio. Non tutti abbiamo la dote basilare per scrivere ma, molti di noi, siamo certi di saper scrivere ed allora bisogna porsi le domande sopra accennate e con coraggio valutare e decidere. Non dobbiamo correre il rischio di avvertire un senso di frustrazione o di sconfitta anzi, direi che valutarsi e decidere coraggiosamente è tra le massime espressioni della propria dignità. Se da parte degli editori si attuasse questa opera di “moralizzazione”, se da parte degli scrittori fosse recepita l’importanza culturale di un loro saggio atteggiamento avremo dei lettori consapevoli, non disorientati, non influenzati dai post sui Social, non attratti dai click sbandierati ma a volte irreali. Si leggerebbe di più e di migliore qualità.

Quali sono i prossimi progetti e i prossimi appuntamenti della tua Casa Editrice? A cosa state lavorando in questi giorni?

Fornisco più di una risposta. Per quanto riguarda l’associazione La Macina Onlus stiamo calendarizzando gli interventi di raccolta e distribuzione di aiuti alimentari come tutti gli anni. Questi aiuti sono destinati a famiglie in difficoltà che abbiamo censito e seguito da alcuni anni e presenti in un nostro data base riservato. La Macina Onlus Editore è invece impegnata nella realizzazione di una antologia di racconti brevi, scritti da diversi autori che hanno partecipato alle varie edizioni del nostro concorso letterario “L’Arte della parola e dell’Arte coreutica” e, analogamente, anche ad una antologia di poesie scritte da diversi autori partecipanti del nostro concorso. La Macina Magazine fornisce, come sempre, supporto mediatico tramite i Social ed anche con la collaborazione di altre testate con le quali abbiamo accordi di reciprocità.

In quali canali social i nostri lettori potranno seguire la tua Casa Editrice?

Ci siamo limitati in presenza sui seguenti canali Social

https://www.facebook.com/lamacina.onlus/

https://www.facebook.com/La-Macina-Magazine-572354416237456

https://www.facebook.com/La-Macina-Magazine-On-Line-176869399646421

https://www.facebook.com/groups/737662563045001

avendo chiuso, purtroppo, la nostra Web TV “Macina Social Roma” a causa dei costi non più sopportabili.

Come vuoi concludere questa chiacchierata e cosa vuoi dire a chi leggerà questa intervista?

Inizio con una foto di una stretta di mano, che per noi è altamente rappresentativa.

Per poi rivolgere un affettuoso pensiero al nostro Paolo Zilli

che troppo presto ci ha lasciato, cofondatore di La Macina Onlus e di tutte le attività successive. Uomo colto, saggio, equilibrato e coerente; è sempre presente al nostro fianco. https://www.lamacinamagazine.it/paolo-zilli-un-amico/ .

In conclusione desidero dire che la cultura, la tradizione, la spinta innovativa, il bene comune, il rispetto dovuto al prossimo sono valori unici e profondi che ciascuna persona porta al suo interno, magari inconsapevolmente, ma esistono. Non devono cadere nel nulla e l’anziano li trasmette al giovane che è pronto a trasmetterli. Analogamente tutti noi dovremmo riscoprire i nostri valori, la nostra cultura, aprire il nostro animo e condividere la parte migliore di noi. Troveremo sempre un orecchio pronto ad ascoltare ed avremo un mondo più a misura umana. Un caro saluto e, mi raccomando, Novelle brevi di Sicilia di Andrea Giostra edito da La Macina Onlus Editore è imperdibile, vi invito ad acquistarlo.

Grazie Andrea Giostra

per la tua stimolante e approfondita conversazione, spero sia apprezzata dai nostri lettori.

Dove acquistare online:

Andrea Giostra, “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione, “La Macina Onlus Editore”, Roma, 2020:

https://www.amazon.it/Novelle-brevi-Sicilia-Andrea-Giostra/dp/8894261425/ref=sr_1_2

https://www.lafeltrinelli.it/libri/andrea-giostra/novelle-brevi-sicilia/9788894261424

https://www.ibs.it/novelle-brevi-di-sicilia-libro-andrea-giostra/e/9788894261424

https://www.libreriauniversitaria.it/novelle-brevi-sicilia-giostra-andrea/libro/9788894261424

https://www.librerie.coop/libri/9788894261424-novelle-brevi-di-sicilia-la-macina-onlus-editore/

https://books.google.it/books/about/Novelle_brevi_di_Sicilia_Nuova_ediz.html

Piero Casoli

https://www.facebook.com/lamacina.onlus

“La Macina Onlus Editore”

https://www.lamacinamagazine.it/

Andrea Giostra

https://www.facebook.com/andreagiostrafilm/

https://andreagiostrafilm.blogspot.it

https://www.youtube.com/channel/UCJvCBdZmn_o9bWQA1IuD0Pg

Interviste ad Andrea Giostra | Play List su Canale YouTube “Andrea Giostra FILM”:

https://www.youtube.com/playlist?list=PLwBvbICCL566fjtyqsPwctGuJ4YDekbKq

 a cura della Redazione

Pubblicato il libro “Novelle brevi di Sicilia”

Pubblicato il libro “Novelle brevi di Sicilia”

Pubblicato il libro “Novelle brevi di Sicilia”

by Martina Servidio

Tra le molteplici esperienze che un giornalista affronta nel corso della propria carriera è senza dubbio illustrare la poliedrica figura e spessore culturale di Andrea Giostra.

Tale esperienza, se affrontata da una giovane praticante giornalista quale io sono, è addirittura esaltante e carica di responsabilità professionali.

Chi è Andrea Giostra?

In estrema sintesi, certamente troppo estrema, possiamo ricordare che Andrea è:

  • Laureato in Psicologia Clinica con lode;
  • Ha partecipato al Corso di perfezionamento in Psicoanalisi Freudiana;
  • Ha conseguito il Master in Formazione e Specializzazione Rorschach;
  • Ha conseguito il Master in Criminologia;
  • E’ Project Manager e Planner di Opere e Mostre di Arti Visive e di Architettura

ma noi, in questa sede, vogliamo focalizzare l’aspetto culturale di Andrea Giostra

che con i suoi scritti – da cui traspare l’amore per la sua calda ed affascinante terra di Sicilia – con le sue più antiche tradizioni, i suoi aspetti insoliti e poco conosciuti, le sue antiche culture degli Ellenici, dei Normanni, degli Aragonesi, degli Islamici fa  confluire e fondere amabilmente nelle sue opere.

E’ vincitore di 44 Premi Letterari Nazionali ed Internazionali, è vincitore dell’ambìto Premio “Milano International”, gli viene conferito il “Premio Speciale Unico per la Sicilia 2018”, è stato insignito dell’onorificenza di Accademico di Sicilia.

Le sue opere sono state inserite in pubblicazioni, saggi e molte hanno ricevuto l’onore della pubblicazione libraria.

Un ulteriore merito da sottolineare è che Andrea persegue il suo ideale di “cultura diffusa” e cioè scrive per tutta la >gente< pertanto i suoi Racconti sono facilmente fruibili da tutti ; a ciò aggiungasi la diffusione on line gratuita di molti suoi scritti.

Novelle brevi di Sicilia” che è giunto alla IV Edizione, è arricchito da ulteriori Novelle scritte a settembre 2020 con la Prefazione della Dott.ssa Mariangela Rodilosso e la Recensione della Dott.ssa Caterina Guttadauro La Brasca.

Il volume ha una stupenda e solare copertina dal titolo “Sicilia da amare” realizzata dall’Artista Francesca Falli.

Andrea Giostra ha pubblicato questa sua ultima opera “Novelle brevi di Sicilia” con la Casa Editrice La Macina Onlus Editore di Roma la quale ha pubblicamente così ringraziato l’autore:

Siamo lieti di comunicare che abbiamo pubblicato la IV edizione aggiornata del libro “Novelle brevi di Sicilia” dell’autore ANDREA GIOSTRA

Siamo grati ad Andrea di averci riservato la sua fiducia.

Il volume cartaceo è arricchito con nuove novelle e con la Prefazione di Mariangela Rodilosso; la Recensione è curata da Caterina Guttadauro La Brasca.

Non manca la presentazione di tutte le attrici, attori, scrittori e scrittrici che hanno letto ed interpretato le “Novelle brevi di Sicilia.

La ricca copertina è opera di Francesca Falli.

L’opera si può acquistare direttamente dall’editore tramite la seguente mail: lamacinaonlus@gmail.com con spese di spedizione a nostro carico.

A breve sul sito https://www.lamacinamagazine.it/ verrà implementata anche la possibilità di acquistare il libro “Novelle brevi di Sicilia” oltre a quelli già presenti.

Grazie e buona lettura.

 Segnalo che è stata implementata la funzione di acquisto e quindi con pochi semplici passaggi è possibile pagare con qualunque carta dei circuiti Pay Pal, Visa, Maestro, Mastercard, American Express, Aura, Discover.

Questo articolo di lancio non esaurisce tutte le ulteriori informazioni ed aggiornamenti relativi alla pubblicazione del libro “Novelle brevi di Sicilia” di Andrea Giostra a cui siamo grati.

A presto cari lettori.

Martina

 

 

Cunti e musicanti | La banda di Montelepre e altre storie di vita siciliana

Cunti e musicanti | La banda di Montelepre e altre storie di vita siciliana

Cunti e musicanti | La banda di Montelepre e altre storie di vita siciliana

Un tradizionale modo di dire tipicamente romano è il seguente “usa ottimi ingredienti  ed il pranzo sarà eccellente”.

Ed è proprio questo l’approccio che gli organizzatori dell’evento

 Cunti e musicanti | La banda di Montelepre e altre storie di vita siciliana

 hanno voluto imprimere alla performance che si terrà Venerdì 14 dicembre 2018 alle ore 18:00 alla Torre Ventimiglia di Montelepre (PA).

Cunti e musicanti | La banda di Montelepre e altre storie di vita siciliana

Tutti gli artisti sono eccellenti e sarà uno spettacolo durante il quale attori e musicisti monteleprini reciteranno e musicheranno stralci di alcuni racconti di Andrea Giostra tratti dalle “Novelle brevi di Sicilia”“Mastr’Antria e altri racconti” e la “La banda”.

Queste ultime due opere sono ancora inedite e siamo onorati che Andrea Giostra abbia fornito questa anticipazione.

I protagonisti saranno gli attori Mario Gaglio e Giusi Biondo dell’Associazione culturale-turistico-sportiva A.T.M.A (Associazione Teatro Musica Arte) di Montelepre, costituita nel 2001 da giovani artisti per promuovere il teatro e le tradizioni popolari della cittadina siciliana e che saranno accompagnati da un gruppo di musicisti dall’Associazione Amadeus della stessa comunità che da oltre quarant’anni ha riportato la tradizione della storica e prestigiosa banda musicale del paese.

Cunti e musicanti | La banda di Montelepre e altre storie di vita siciliana

L’evento nasce da una illuminata idea del Sindaco Maria Rita Crisci e dell’Assessore alla Cultura, Turismo e Spettacolo Salvatore Purpura per omaggiare pubblicamente la banda musicale di Montelepre, il suo maestro novantenne Michele Raineri e, nel contempo, per promuovere un evento all’insegna delle antiche tradizioni culturali cittadine dei cunti e dei musicanti.

Grande merito attribuiamo ai promotori istituzionali per la volontà, che non deve mai venir meno, di esaltare l’antica e ben radicata cultura della terra di Sicilia di cui Andrea Giostra ne è valido testimone con le sue novelle ed i suoi scritti su cui poggia l’evento.

 Cunti e musicanti | La banda di Montelepre e altre storie di vita siciliana

Sarà certamente un incontro apprezzato, ricordato e con ingresso libero.

Cunti e musicanti | La banda di Montelepre e altre storie di vita siciliana

Comune Montelepre

http://www.montelepre.gov.it

 Pro Loco Montelepre

http://www.prolocomontelepre.com

 Associazione ATNA

http://www.atmamontelepre.info

 Associazione Amadeus – Banda di Montelepre

http://www.amadeusassociazione.it

 Andrea Giostra

https://andreagiostrafilm.blogspot.it

https://business.facebook.com/AndreaGiostraFilm/ 

Ph. Salvatore Purpura

UFFICIO STAMPA M&S:

Joey Borruso

+39 346 6757826

joeyborruso80@gmail.com

 

Patrizia Caldonazzo, regista, autrice, sceneggiatrice e la sua Arte

Patrizia Caldonazzo, regista, autrice, sceneggiatrice e la sua Arte

Patrizia Caldonazzo, regista, autrice, sceneggiatrice e la sua Arte

Intervistare è una vera e propria arte che non significa raccogliere supinamente le risposte del personaggio ma pensare le domande giuste per far emergere tutte le sfaccettature che caratterizzano l’animo dell’intervistato.

Tutti noi conosciamo le qualità professionali di Patrizia Caldonazzo e che saranno evidenziate nel corso del dialogo ma, forse, non tutti avvertono la sua profonda sensibilità rivolta ai temi culturali e sociali; non è un caso che Patrizia voglia stigmatizzare – mediante la realizzazione di un “corto” la cui stesura è da lei curata – il dilagante e complesso fenomeno del “bullismo” che crea ferite non solo fisiche ma soprattutto psicologiche dalle quali è molto più complesso guarire.

Seguiamo ora l’interessante colloquio- intervista condotta da Andrea Giostra.

 Ciao Patrizia, benvenuta e grazie per la tua disponibilità. Se volessi presentarti quale artista della settima arte, cosa diresti di te ai nostri lettori?

Mi definirei una donna carismatica, ironica, attenta al dettaglio, esteta, amante di tutto ciò che mi trasmette emozione, da un quadro ad una fotografia, ad una musica, ad un film e anche ad un volto.

Si perché chi sceglie la mia strada di regista deve saper non solo ascoltare le proprie emozioni personali ma essere un ottimo spettatore per poi ritrasmettere al pubblico ciò che ha percepito a livello emotivo, sensoriale.

Ho affiancato registi come Dino Risi, ho avuto la responsabilità dell’ufficio stampa per la soap-opera “Un posto al sole” (Raitre) e la gestione organizzativo-redazionale di vari programmi televisivi.

Dopo aver seguito il casting della trasmissione “Sottovoce” di Gigi Marzullo, oggi sono parte integrante della redazione di RaiUno Cultura e, da dodici anni, seguo “Mille e un Libro – Scrittori in tv” sempre con il celebre giornalista e conduttore televisivo italiano.

Eccessiva in tutto, non conosco mezze misure, ossessionata dall’immagine e dalle diete, pronta a mettere al servizio di Undici Edizioni la mia esperienza con l’intricato – e pericoloso – universo dell’ “apparire” con il mio primo libro “Le ho provate tutte” (libro tragicomico che parla di diete) che uscirà a marzo in concomitanza con la giornata mondiale sui problemi alimentari.

Patrizia Caldonazzo, regista, autrice, sceneggiatrice e la sua Arte

Come definiresti il tuo stile artistico? C’è qualche regista al quale ti ispiri?

Purtroppo dovendo seguire degli schemi molto specifici all’interno della mia azienda (la Rai) non posso mai esprimermi come vorrei realmente, ma ciò non toglie che io non abbia dei miti cinematografici, dei modelli ai quali ispirarmi.

Io direi Bernardo Bertolucci e Luca Guadagnino tra gli italiani mentre, tra i registi stranieri, amo molto Woody Allen; i suoi dialoghi improvvisati mi divertono molto e poi Martin Zandvliet che ha diretto uno dei film più belli che abbia mai visto, “Land of mine”, una trama drammatica di guerra del 2015.

Chi sono secondo te i più bravi registi nel panorama internazionale? E con chi di loro vorresti lavorare e perché?

Bertolucci e il suo allievo Luca Guadagnino, due italiani che hanno sbarcato il lunario. Perché amo una cinematografia lenta, non di azione, amo la poesia che riescono a trasmettere attraverso le loro storie. Per me tre cose sono importantissime in un film, la fotografia, la scelta oculata degli attori, e le musiche. A mio avviso non è necessario spendere cifre esorbitanti per fare un capolavoro cinematografico.

Quanto è importante nel cinema lo studio e la disciplina? Perché secondo te, un giovane che volesse lavorare nel mondo del cinema o della televisione deve studiare, perfezionarsi e fare esperienza?

Personalmente ritengo che si impari molto di più sul set facendo pratica, che stando sui libri. Certo la teoria serve per perfezionare certe tecniche di ripresa, ma la pratica senza dubbio è la miglior scuola.

Chi sono stati i tuoi maestri?

Tanti, troppi, ma il più grande e il più importante il regista Dino Risi che mi ha fatto anche un po’ da padre. E poi aggiungerei anche Massimo Troisi. Per la televisione, dire il giornalista napoletano Pascal Vicedomini, al quale devo molto, e con lui ho fatto le mie esperienze più belle a livello lavorativo.

Alcuni programmi televisivi fanno passare l’idea che per diventare artisti o attori, basta solo avere fortuna ed essere lanciati dalla “notorietà social o televisiva”. Tu che ne pensi di questo fenomeno?

Per quanto mi riguarda, in Italia, c’è poca meritocrazia a livello televisivo, anche perché lavorare in televisione è diventato più difficile, mentre al cinema, ci sono attori e registi giovani molto bravi.

Comunicare in modo visivo e tramite la musica significa superare le rigide classificazioni basate sul linguaggio verbale da cui la gente non riesca a staccarsi. Le parole hanno un significato molto soggettivo e altrettanto limitato, e circoscrivono subito l’effetto denotativo che può avere un’opera d’arte a livello emotivo e subconscio. Il cinema è fortemente legato a quel tipo di espressione, perché di solito i contenuti più importanti di un film sono ancora affidati al veicolo delle parole. Poi c’è un’emozione che li sostiene, ci sono gli attori che generano sensazioni, e via dicendo. Ma sostanzialmente è comunicazione verbale.» (Conversazione con Stanley Kubrick su 2001 di Maurice Rapf, 1969). Cosa pensi di queste parole di Kubrick? Qual è la tua posizione in merito alla tipologia di linguaggio che dovrebbe essere usato nel cinema, ma anche nella TV, per essere più incisivi con lo spettatore?

Quest’anno, se non sbaglio, cade il 50esimo anniversario del film “2001 Odissea nello spazio”. Credo che Kubrick sapesse utilizzare, meglio di qualsiasi altro autore e regista, la musica operistica, mettendola a servizio del grande schermo, quasi riscrivendola, connotando il suo linguaggio visivo ed il suo stile con estrema eleganza e padronanza. Quel film capolavoro ne è, appunto, una testimonianza calzante. Kubrick è da considerarsi un maestro celeberrimo anche per la brillante confluenza di generi con cui si è confrontato nella sua carriera, realizzando ogni film diverso dall’altro.

Oggi nel cinema dovrebbe essere utilizzato, a mio avviso, un linguaggio diretto e che non trascuri i dettami principali della settima arte: far pensare e riflettere a fondo, emozionare, stupire, sognare. Il cinema non dovrebbe perdere la dilatazione del racconto, i tempi lenti e minuziosi, continuando a differenziarsi dal linguaggio televisivo. Credo che la TV, avendo una diffusione più ampia, dovrebbe riacquistare la capacità educativa che aveva un tempo.

Patrizia Caldonazzo, regista, autrice, sceneggiatrice e la sua Arte

Patrizia Caldonazzo, regista, autrice, sceneggiatrice e la sua Arte

Qual è il ruolo della critica cinematografica oggi? Quale dovrebbe essere a tuo parere il suo vero compito per promuovere la cultura del cinema?

Innanzitutto la critica cinematografica deve esprimersi con estrema sincerità e non essere mai troppo di parte e mai troppo buonista. Lo dice la parola stessa “critica”, nel bene o nel male, deve saper indirizzare e guidare lo spettatore con estrema obiettività, alla scelta di un film, cosa non facile, anche perché è inevitabile non mettere il proprio gusto personale in ciò che si è visto. Ma il critico deve conoscere molto bene tutti gli aspetti della cinematografia, dalla fotografia, dalla regia, dalla recitazione, alla sceneggiatura e avere un quadro molto completo del tutto.

 

Ci parli dei tuoi ultimi lavori e dei lavori in corso di realizzazione?

Io sono regista Rai, ma non sono mai stata sotto i riflettori, giro servizi, intervisto scrittori, lavorando nello specifico in un programma su Raiuno che si occupa di libri. Ma niente di più. Sto finendo la stesura di un corto sul bullismo. In primavera dovremmo cominciare le riprese. Chissà che qualcuno non si accorga di me.

Patrizia Caldonazzo, regista, autrice, sceneggiatrice e la sua Arte

 Immagina una convention all’americana, Patrizia, tenuta in un teatro italiano, con qualche migliaio di adolescenti appassionati di teatro e cinema. Sei invitata ad aprire il simposio con una tua introduzione di quindici minuti. Cosa diresti a tutti quei ragazzi per appassionarli al mondo della recitazione, del teatro e del cinema? Quali secondo te le tre cose più importanti da raccontare loro?

Ma sai, io mi sono appassionata più che al teatro al cinema perché ho avuto la fortuna di vivere in casa con il grande regista italiano Dino Risi e conosciuto tanti, ma tanti attori e registi di grosso calibro. Ho lavorato su vari set, ma come apprendista, ho iniziato all’età di 17 anni. Spiavo e allo stesso tempo osservavo il loro mondo nei dettagli. Spesso stavo in un angolo al freddo in silenzio, anche di notte, ma non mi perdevo mai una scena, una battuta.

Poi tornando a casa, mi chiudevo in bagno facevo finta di dirigere un film, e con grande entusiasmo mi immedesimavo nella parte. Collezionavo dvd di ogni genere e mi riguardavo per ore sempre le stesse scene fino ad impararle a memoria ma capii già da allora che la recitazione non faceva per me; la regia, senza dubbio, mi affascinava di più. Cosa direi a una platea di ragazzi per appassionarli? Intanto di crederci fino in fondo a ciò che vorrebbero fare, e poi di studiare, studiare e ancora studiare, di non avere mai la presunzione di essere arrivati al traguardo. Di mettersi in una posizione di umiltà e imparare da chi ha più esperienza di loro. Di abbracciare qualunque genere teatrale, cinematografico e poi, alla fine di un percorso completo, si arriva da soli a capire ciò che si ama di più e ciò che è più consono per noi stessi.

Dove potranno seguirti i tuo ammiratori e i tuoi fan?

Bella domanda. Ma io non credo di aver mai avuto dei fan, se non mio figlio e i miei amici più stretti. Comunque su Facebook, con il mio soprannome: Papy Caldonazzo.

Patrizia Caldonazzo, regista, autrice, sceneggiatrice e la sua Arte

Grazie Patrizia Caldonazzo.

 

Patrizia Caldonazzo

https://www.facebook.com/papy.caldonazzo

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Andrea Giostra

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