TORNIAMO A DANZARE…FINALMENTE

TORNIAMO A DANZARE…FINALMENTE

TORNIAMO A DANZARE…FINALMENTE

Tutte le scuole di danza hanno subito chiusure forzate, hanno inseguito illusioni di riaperture dell’attività coreutica, hanno investito economicamente per adeguare le proprie strutture alle indicazioni sanitarie fornite dalle Istituzioni ma – fino ad ora – non si è verificata la tanto sospirata riapertura.

Cosa fare? Lasciar disperdere passivamente i nostri allievi? Far assopire la loro sana volontà di perseguire l’obiettivo artistico che è in ciascuno di essi?

Non essendo stata possibile l’attività di sala in presenza è venuta in soccorso l’informatica che ha permesso di mantenere vivo il contatto scuola – allievo mediante le lezioni in remoto.

Abbiamo quindi tutti reagito, seppur con fatica e con alcuni momenti di insoddisfazione nei confronti della situazione, mostrando dignità, forza di carattere e volontà di guardare il futuro e ciò è merito di tutti.

“Il nostro futuro è traguardare il nuovo Anno Accademico 2021-2022 che si terrà in presenza (salvo deprecabili situazioni pandemiche) afferma con passione Catia Di Gaetano e per arrivare a questo appuntamento quale miglior metodo possibile se non svolgere audizioni in presenza?

TORNIAMO A DANZARE…FINALMENTE

Abbiamo conversato con Catia Di Gaetano direttrice artistica e docente di Danza Classica dell’Accademia delle Arti di Roma e con gli altri docenti che esamineranno gli allievi partecipanti alle audizioni.

Buongiorno Direttrice, avverto in lei emozione e tanta voglia di accogliere nuovamente i suoi allievi;

“Si, è assolutamente così, pur avendo noi necessariamente svolto attività on line è fondamentale il lavoro in sala che consente un dialogo ed uno scambio con l’allievo nel rispetto delle normative di sicurezza; siamo pronti a ripartire ed abbiamo già impostato i programmi per il nuovo anno Accademico.

Per le Audizioni abbiamo allestito il nostro ampio terrazzo panoramico installando il regolamentare pavimento per la danza, le apposite coperture e box di servizio; per raggiungere il terrazzo abbiamo creato il percorso di sicurezza sanitaria.

Le Audizioni interessano la Danza Classica, la Danza Moderna, la Danza Contemporanea e Hip Hop con il seguente calendario”

  • 28 maggio Danza Classica;
  • 29 maggio Danza Contemporanea;
  • 30 maggio Danza Moderna e Hip Hop

Audizioni Aperte in presenza; parliamo con i docenti che, insieme alla Direttrice, accoglieranno gli allievi.

TORNIAMO A DANZARE…FINALMENTE

Gabriele Cupelli per la Danza Classica il quale ci ha confidato che tra le varie esperienze, anche internazionali sui tanti palcoscenici dove si è esibito, questa riapertura lo rende entusiasta e vitale;

Yari Molinari per la Danza Contemporanea che ci ha anticipato alcuni dettagli ed innovazioni nel suo programma; saranno le audizioni e l’inizio dell’anno accademico a svelare il “segreto”. Yari ci ha detto che si sente come un purosangue ai nastri di partenza;

Rosario Marotta per la Danza Moderna; “credevo di aver ormai vissuto tutte le emozioni provate in Accademia Nazionale di Danza, al Teatro Bellini di Palermo e sui palcoscenici che mi hanno visto protagonista ma, assaporare di nuovo la trepidazione di tornare a danzare con i miei allievi, è fortissima”

Fabrizio Lorusso per Hip Hop “ringrazio gli allievi che ci hanno seguito nelle lezioni in remoto ed apprezzo il loro sacrificio e la loro volontà; ora finalmente possiamo vivere di nuovo insieme i magici momenti che riserva la Danza”

TORNIAMO A DANZARE…FINALMENTE

E per concludere la Direttrice Artistica Catia Di Gaetano ci ricorda che maggiori informazioni sono reperibili sul sito dell’Accademia delle Arti

https://www.accademiadelleartiroma.it/

che si trova a Roma Via Isacco Newton n. 9 o contatta i numeri 06 6571702 – 331 7209160 – 347 3482704

Grazie, vi aspettiamo, Catia.

Foto di Massimo Danza che ringraziamo

LA DANZA NON SI FERMA

 

By Martina Servidio

Malgrado quest’ultimo anno abbia costretto le scuole e le Accademie di Danza a subire l’impedimento dell’attività coreutica noi non ci arrendiamo e vogliamo mantenere vivo e pulsante il rapporto con i nostri allievi.

Abbiamo necessariamente attivato il percorso in remoto ed ora intendiamo riaffermare la nostra volontà di rendere ancor più attrattivo il dialogo con la nostra Accademia delle Arti.

Nonostante le restrizioni ancora vigenti, di cui ancora non si conosce la fine, abbiamo ritenuto opportuno investire in un percorso di sviluppo volto a fornire agli allievi nuove opportunità che si concretizzano – inizialmente – nel piano di nuove audizioni 2021.

Partecipare è semplice; basta compilare il modulo di registrazione presente sul sito https://www.accademiadelleartiroma.it/ e allegare il materiale richiesto.

LA DANZA NON SI FERMA

Le nostre audizioni sono rivolte ai corsi professionali di:

  • Danza Classica
  • Contemporanea
  • Danza moderna

(livelli: principiante, intermedio e avanzato)

  • Hip Hop

(livelli: principiante e intermedio)

La domanda importante che ci si deve porre è la seguente: posso avere fiducia della struttura e di chi visionerà il mio video?

Brevemente ti rispondo:

l’Accademia delle Arti è C.I.D. Member per il rilascio di attestati Internazionali C.I.D. ed è inoltre Centro RAV Ufficiale di Roma dove, oltre agli esami RAD, si svolgono anche gli esami Vocational per il percorso professionalizzante.

Per noi è “la casa degli artisti” poiché, insieme al settore Arti & Spettacolo offriamo un percorso artistico completo.

La Direttrice ed esaminatrice è Catia Di Gaetano

ed il suo profilo professionale ed artistico, in estrema sintesi, la vede quale Advanced Teacher Royal Ballet School, Esaminatrice Metodo Vaganova, C.I.D. Member, Docente di Danza Classica nonché Preparatore ed Esaminatore F.I.D.

E i docenti?

Gabriele Cupelli Danza Classica

Yari Molinari Danza Contemporanea

 

 

 

 

Rosario Marotta Danza Moderna

Fabrizio Lorusso Danza Hip Hop

Siamo pronti a rispondere ad ogni tua domanda al seguente numero 06 6571702 o ci puoi scrivere a info@accademiadelleartiroma.it

L’Accademia delle Arti è a Roma in Via Isacco Newton n. 9 ; per ottenere informazioni complete visita il sito https://www.accademiadelleartiroma.it/

Ti aspettiamo, grazie

Catia

 

La Danza nel 900

Abbiamo visto che l’800  fu il secolo delle grandi ballerine: Maria Taglioni, Carlotta Grisi, Fanny Elssler, Fanny Cerrito, Lucille Grahn  ma fu anche il secolo dei grandi Balletti che hanno inciso un’epoca e che possiamo ben definire “immortali” : Il Lago dei Cigni, Lo Schiaccianoci, La Bella Addormentata.

Queste affascinanti rappresentazioni non avrebbero avuto il meritato successo se non fossero state musicate dal grande Piotr Ilic Ciaikovskij ed arricchite, sotto l’aspetto coreografico, dallo straordinario Marius Petipa.

In Russia, grazie all’opera dei maestri occidentali e delle ballerine italiane Pierina Legnani, Carlotta Brianza, Carolina Rosati e Antonietta Dell’Era, il Balletto romantico raggiunse la sua massima evoluzione sia sul piano tecnico-virtuosistico che sul piano artistico ed interpretativo.

Il secolo XIX si concluse con Isadora Duncan che diede un impulso nuovo e vigoroso alla Danza e  gettò le basi della danza moderna abbandonando i luoghi ed i gesti comuni del balletto classico per danzare, scalza e coperta di veli, così da rendere la Danza una questione di ritmo e di corpo.

La Danza nel 900

Il  XX° secolo vede l’esplosione dei ritmi afro-cubani e dei balli ispano-latino-americani.

Nell’America del Sud nasce il Tango, inizialmente bollato come “la danza del peccato” mentre a Nord, negli USA, dilaga il ragtime ed il genere jazz.

Si affacciano alla ribalta diverse danze: dal fox trot al charleston, dal boogie woogie al rock ‘n’ roll, dalla rumba al cha cha cha, dal paso doble al samba, dal mambo alla disco dance ed i nuovi balli non conoscono differenze di classi sociali.

Si assiste ad una omogeneità di gusti estetici, di mode, di passioni, tutti accumunati da un comune ed unico fattore: la voglia di divertimento che attraversa trasversalmente tutte le generazioni. Questo fenomeno investe anche la rigorosa Danza Classica Accademica che “assorbe” le nuove sollecitazioni espressive dettate in nome della “libertà di interpretazione e di performance artistica”.

Il 900 è quindi il secolo della sperimentazione di una nuova espressione della Danza.

Vediamo nascere i Ballets Russes ad opera di Serge Diaghilev  impresario ed organizzatore di balletti nei quali applicò le sue idee circa il necessario rinnovamento della danza e dell’arte teatrale – coreutica.

I Ballets Russes, dopo un periodo iniziale prevalentemente itinerante, si stabilirono presso l’Opéra di Montecarlo sino al loro scioglimento avvenuto nel 1929 a seguito della morte improvvisa di Diaghilev.

La composizione iniziale della Compagnia era costituita dai grandi ballerini russi provenienti dai Teatri Imperiali Russi quali Vaslav Nijinskij e Tamara Karsavina, dai coreografi Mikhail Fokine e Leonide Massine

Determinante per la crescita dei Ballets Russes fu anche la presenza di Enrico Cecchetti in qualità di Maître de Ballet; il suo insegnamento ed il suo metodo influenzeranno tutta la Danza nel 900.

La Danza, da questo momento, non sarà più la stessa grazie al genio artistico di Diaghilev, di Nijinskij e di Igor’ Fëdorovič Stravinskij che musicò L’uccello di fuoco Petruška e La Sagra della Primavera.

La Danza si affermò negli Stati Uniti dove nacquero Compagnie di livello internazionale per merito anzitutto di Martha Graham e di George Balanchine che fondò l’American Ballet ed il Ballet Society denominato poi New York City Ballet.

Le raffinate coreografie di Balanchine, creatore di uno stile di danza astratta, ma con solide basi nella Danza Accademica, furono e tutt’ora sono tra le più applaudite in tutto il mondo ed hanno rappresentato un significativo punto di svolta per la Danza nel 900 e non solo in territorio americano.
Si esalta la cultura delle competizioni, sia sul piano tecnico che puramente atletico.

La Danza, o per meglio dire, il ballo, si trasforma in hobby, divertimento, passione, impegno e business;  si avvicina sempre più ad una attività artistico-sportiva.

E’ necessario quindi standardizzare le regole e ciò avviene gradualmente, ma non senza conflitti. Si assiste così alla contrapposizione tra la scuola francese e lo stile inglese che poi assumerà un ruolo preminente ed  internazionale.

Si procede ad una classificazione omogenea dei balli, vengono creati Organismi internazionali per gestire le problematiche inerenti la danza; si stabiliscono regolamenti e statuti, nascono le Associazioni dei Maestri di Ballo, si giunge alla costituzione delle Federazioni Nazionali di Danza Sportiva.

In un prossimo servizio torneremo a presentare la Danza Accademica.

Grazie

La Danza nel Seicento

Concludiamo il nostro precedente articolo relativo alla Danza nel Rinascimento e affrontiamo  il Seicento

Come già accennato la Danza era ritenuta infatti una vera e propria forma di educazione destinata ad una eccelsa classe sociale e seguiva le regole del perfetto cortigiano: la compostezza, l’atteggiamento nobile, le convenzioni sociali della cavalleria e della galanteria. La figura del maestro di ballo assunse un ruolo ed una importanza fondamentale a corte ed era molto richiesta per istruire i signori ed i cortigiani. I più famosi maestri furono  Domenico da Piacenza (detto “Domenichino”) ed il suo discepolo Guglielmo Ebreo da Pesaro i quali scrissero dei veri e propri trattati  su l’ ”Arte del Ballo” con i quali  furono  rigidamente codificati i passi, i tempi, i singoli movimenti, gli spostamenti che dovevano essere effettuati nel danzare.
Nel cinquecento si aprì a Milano la prima scuola di Danza e da qui iniziò l’usanza di ballare in coppia e, attraverso una fusione di danze “alte” e “basse” e di brani musicali, nacque la “Suite

Nel 1581 presso la corte di Francia nacque il primo balletto della storia, il “Ballet Comique de la Reine” composto di brani recitati, danzati e cantati. La parola “Comique” sta ad indicare che l’argomento apparteneva al genere della Commedia.

 Il Seicento

In linea generale  l’avvento dei Maestri con i loro manuali di ballo, fece sì che la Danza acquisì un suo linguaggio specifico avviandosi a diventare genere particolare di spettacolo sia pure ancora complementare a forme di rappresentazioni teatrali.

Alla Danza praticata dai dilettanti si sostituì man mano una vocazione specialistica che trovò il suo migliore contesto nelle Accademie le quali si ponevano sia come centri di cultura che come laboratori di spettacoli musicali e coreici.

Nasceva quindi, nel Seicento, il teatro pubblico dove, accanto alle rappresentazioni melodrammatiche, la Danza acquisiva un ruolo fondamentale e sempre più centrale.

Da questo momento la Danza non è più complementare  allo spettacolo ma diventa Arte che brilla intensamente di luce propria.

Inizia così il suo prestigioso cammino attraverso il tempo.

Nel Seicento l’Italia cede il primato nel campo della Danza alla Francia dove, grazie all’azione di promozione ad opera della corte, l’Arte coreutica conosce una grande espansione destinata a raggiungere il suo culmine con Luigi XIV.

Raggiunta la maggiore età e insediatosi sul trono, il Re attuò un sistema di governo improntato ad una ferrea volontà di asservire completamente l’aristocrazia.

La vita di corte era scandita da rigorose prescrizioni, da un minuzioso decalogo di orari, presenze e comportamenti che non lasciavano alcuna libertà all’iniziativa individuale.

Su tutto e tutti regnava e dominava incontrastato, proprio come una divinità, Luigi XIV soprannominato Re Sole proprio perché partecipava agli spettacoli indossando un prezioso abito che raffigurava il Sole.

La sua maestosa rappresentazione avvenne in occasione del “Ballet Royal du Jour et de la Nuit del 1653 su musica di Giovanni Battista Lulli.

La mitologia ed i canoni classici dominavano l’Arte ufficiale;  il naturale ed il pittoresco furono  banditi come ogni eccesso espressivo delle emozioni tipico e caratteristico del barocco.

Si afferma pertanto, nel Seicento, un’Arte rigorosa in cui l’esteriorità conta più del contenuto interiore.

In questo periodo la Danza “di corte” diventa il “Minuetto” che sembra rispecchiare nella solennità e nella bellezza degli atteggiamenti lo spirito dell’epoca.

Lanciato dal compositore italiano G.B. Lulli, il Minuetto si componeva di un’introduzione composta da una sfarzosa sfilata, una o più variazioni che valorizzavano l’eleganza individuale e si concludeva infine con una ripresa del motivo iniziale.

Il sovrano nel 1661 promosse la nascita dell’ “Académie Royale de Danse” con lo scopo di preparare ballerini che si esibissero per lui e la sua corte dando così inizio alla prima Accademia di Danza dedicata alla formazione professionale dei ballerini. La fondazione dell’Accademia aveva anche il compito di vigilare sul patrimonio coreico evitando che nuovi spettacoli di Danza potessero essere presentati senza la preventiva approvazione del re.

Primo direttore dell’ “Académie” ed artefice della codificazione della tecnica classica fu Charles Louis Pierre de Beauchamps, discendente da una famiglia di violinisti e maestri di Danza del XVII secolo. Fu danzatore, coreografo e musicista nonché maestro di danza del re.

Fu proprio lui a fissare le cinque posizioni dei piedi e l’uso dell’ “En Dehors che sono la base, ancora oggi, della tecnica classica.

Nell’elaborazione del linguaggio coreutico tenne presente la tradizione italiana rinascimentale volendo imprimere alla tecnica del movimento uno sviluppo in elevazione.

La bellezza delle forme, il rispetto delle regole ed il virtuosismo sono gli attributi fondamentali del sistema messo a punto da Beauchamps che tende ad idealizzare il corpo umano.

Seguendo l’esempio di Luigi XIV, in tutta Europa iniziarono a svilupparsi compagnie di Danza.  Una di queste fu l’ Accademia Imperiale del Balletto di San Pietroburgo la cui scuola fu fondata nel 1738 e che diventerà, nell’Ottocento, la capitale mondiale del balletto classico grazie a maestri come Enrico Cecchetti e Marius Petipa.