Il tempo resterà: il film su Pino Daniele

il tempo resterà

A due anni di distanza dalla scomparsa di Pino Daniele, le sale cinematografiche italiane ospiteranno il film Il tempo resterà, diretto da Giorgio Verdelli, prodotto da Rai Cinema e Sud Ovest Produzioni e distribuito da Nexo Digital. Una lunga e paziente ricerca ha permesso che la voce narrante del film fosse quella dello stesso Pino Daniele, col contributo di Claudio Amendola; la fotografia è di Francesca Amitrano, il montaggio di Emiliano Portone.

Il tempo resterà sarà nei cinema aderenti nei giorni 20, 21 e 22 marzo, dopo l’anteprima ufficiale del 19 al San Carlo di Napoli, giorno particolarmente significativo e non scelto a caso, visto che è quello della nascita del musicista partenopeo nonché del suo onomastico.

Il tempo resterà è una narrazione fatta di immagini, musica e parole, contenente anche materiali inediti, come un filmato amatoriale realizzato nella casa romana di Massimo Troisi in cui Pino Daniele propone all’amico, attore e regista, una bozza di Quando, futura colonna sonora del film Pensavo fosse amore invece era un calesse.

A raccontare Pino Daniele ci pensano i suoi amici di sempre, artisti con cui ha condiviso il palco più importante, quello della vita: James Senese, Tullio De Piscopo, Peppe Lanzetta, Joe Amoroso, per fare alcuni nomi. A loro si aggiungono i tanti artisti con cui ha collaborato nella sua lunga carriera, ma anche quelli che lo hanno sempre seguito e ammirato, come Vasco Rossi, Clementino, Stefano Bollani, che hanno comunque voluto ricordarlo con le loro testimonianze ne Il tempo resterà.

La voce soffiata di Pino ha accompagnato gli italiani per quarant’anni, dando vita a un genere tutto suo, in cui si trova il jazz, il blues, il rock, la musica popolare. Il tempo resterà ripercorre la sua carriera dagli esordi con Na tazzulella ‘e cafè al tour del 2014 in cui portò sul palco l’album Nero a metà. Una storia fatta di tanta passione per la musica, di una grande sensibilità per le parole e di un amore spropositato per la sua città, Napoli. Tutto questo lo si ritrova nelle sue canzoni, mai banali, apprezzate e conosciute in tutto il mondo per il loro grande potere evocativo, per la loro delicatezza mista e profondità, per la cura del sound e l’ironia.

Tra i contributi del docu-film ci sono anche interviste allo stesso Pino Daniele registrate tra il 1978 ed il 2014 mentre gran parte dei materiali privati sono stati reperiti dai suoi figli.

Proprio Sara Daniele ha così annunciato sulla sua pagina Facebook l’uscita di Il tempo resterà:

Un giorno una persona mi disse: Non potete tenerlo solo per voi, lui é anche nostro. All’inizio non capivo cosa intendesse, poi ho cominciato a pensarci sù. Con noi era in casa, ma in contemporanea la sua voce in quante case, macchine, e locali era? Quante persone con la sua musica ha confortato in momenti di dolore, e a quante altre ha fatto ridere e sognare? Un musicista esprime le proprie emozioni tramite una canzone, e noi da ascoltatori ci emozioniamo rendendo la canzone parte della nostra vita quotidiana. Quindi signore se non le dispiace le rispondo adesso: Pino sará sempre di tutti, non é mai stato solo per noi. Quando andava in tour, la sua famiglia privata rimaneva a casa, andava in giro a suonare assieme alla sua altra grande famiglia, voi.

É con grande emozione che dal 20-21-22 Marzo, Papá/Zio Pino/Pinuccio sarà al cinema ad aspettarvi, per cantare assieme a voi un’altra volta.

 Il tempo resterà: elenco cinema aderenti a Roma

Questo l’elenco delle sale cinematografiche che nei giorni 20, 21 e 22 proietteranno Il tempo resterà a Roma. La lista completa è consultabile sul sito nexodigital.it.

Alhambra

Andromeda

Barberini

Farnese Persol

Giulio Cesare

Intrastevere

Lux

Madison

Odeon

Savoy

Stardust Village

Starplex

The Space Cinema Moderno

The Space Parco De Medici Tibur

Trianon

UCI Cinemas Porta di Roma

UCI Cinemas RomaEst Roma

L’arte della danza: Roberto Bolle al cinema

roberto bolle_l'arte della danza

Roberto Bolle oltre al vanto di essere uno dei migliori ballerini al mondo, ha anche il merito di aver fatto avvicinare alla danza un pubblico vasto e tantissimi giovani, ipnotizzati dal suo talento, dal suo fascino, dalle sue doti comunicative.

La danza, prima di lui, non si era mai tanto avvicinata al grande pubblico, era sempre rimasto un settore d’elite, per “addetti ai lavori”. Senza mai sminuirla, anzi, elevandola sempre a forma d’arte a tutti gli effetti, senza mai snaturarla, senza mai volgarizzarla, Roberto Bolle è però riuscito a renderla più comprensibile e apprezzabile a quel grande pubblico che ora si accosta con entusiasmo alla danza, un po’ più propenso a coglierne la bellezza e la sacralità. Ponendosi come icona pop a tutti gli effetti, ha preservato l’aurea aulica della danza senza però farla percepire come vecchia e distante, bensì come preziosa ed emozionante.

Abbiamo visto Roberto Bolle cimentarsi in sketch comici, lo abbiamo visto in prima serata sul piccolo schermo, abbiamo ascoltato le sue interviste in radio e tv, abbiamo ammirato le sue foto sui giornali, letto il suo libro: ora sbarca anche al cinema.

Infatti l’étoile sta per portare la sua arte nelle principali sale cinematografiche italiane: Roberto Bolle – L’arte della danza, il lungometraggio che lo vede protagonista, sarà proiettato dal 21 al 23 novembre.

Roberto Bolle – L’arte della danza

Roberto Bolle – L’arte della danza è diretto da Francesca Pedroni, la quale snoda il suo docu-film attraverso i gala Roberto Bolle and Friends che si sono svolti all’Arena di Verona, al Teatro Grande di Pompei e alle Terme di Caracalla.

La macchina da presa coglie le fasi di preparazione dello spettacolo, dall’organizzazione alla messa in scena, ci mostra gli allenamenti, i dietro le quinte, ci consegna un ampio ventaglio di emozioni e sensazioni, dalla fatica alla soddisfazione, dalla determinazione alla responsabilità. Il tutto, corredato da interviste e commenti, sia di Bolle che dei dieci “friends” scelti per accompagnarlo nei Gala, tutti eccezionali danzatori provenienti dai migliori teatri mondiali: Nicoletta Manni (Teatro alla Scala), Melissa Hamilton, Eric Underwood, Matthew Golding (Royal Ballet di Londra), i gemelli Jiři e Otto Bubeníček (rispettivamente del Semperoper Ballet di Dresda e dell’Hamburg Ballett), Anna Tsygankova (Dutch National Ballet di Amsterdam), Maria Kochetkova e Joan Boada (San Francisco Ballet), Alexandre Riabko (Hamburg Ballett).

Il percorso di Roberto Bolle – L’arte della danza è un viaggio umano e professionale che ha come sfondo tre suggestivi luoghi dallo sconfinato valore culturale, la cui bellezza impreziosisce e fa da cornice ad un Gala che, a sua volta, è esaltazione della bellezza: quella del corpo in movimento.

E proprio la bellezza, così come una rigorosa disciplina, sono valori portanti per Bolle, il quale mantiene, da una vita intera, un rapporto totale con la danza, perfettamente sovrapposta ed allineata alla sua vita; ne è impalcatura ed essenza. Il lavoro di Francesca Pedroni vuol rendere omaggio proprio a questo rapporto, portarlo sul grande schermo per far emozionare il pubblico, per riempirne gli occhi di bellezza e i cuori di orgoglio.

La danza è il fuoco che ho dentro. Mi ha formato, mi ha dato un’identità. L’uomo che sono ora lo devo alla danza – Roberto Bolle

Roberto Bolle – L’arte della danza: programmazione nelle sale

Roberto Bolle – L’arte della danza è distribuito nei cinema italiani da Nexo Digital in collaborazione con i mediapartner Radio Deejay e MYmoè, prodotto da Classica e da Artedanza S.r.l.

Sarà nelle sale cinematografiche italiane il 21, 22 e 23 novembre nelle principali città italiane. La programmazione completa è consultabile sul sito ufficiale.

L’Isola del Cinema

Il cinema è il vero protagonista dei grandi eventi dell’estate romana di quest’anno; a pochi giorni dall’inizio del Festival Trastevere Rione del Cinema, infatti, torna anche L’Isola del Cinema.

Per quasi tre mesi, dal 9 giugno al 4 settembre 2016, l’Isola Tiberina ospiterà proiezioni e incontri con personaggi del mondo dello spettacolo.

Dal 1995 ad oggi la rassegna cinematografica è cresciuta e si è affermata come uno dei fiori all’occhiello della proposta culturale estiva romana, accogliendo oltre sei milioni di spettatori nel corso di questi ultimi 21 anni.

L’edizione del 2016 può avvalersi di prestigiosissimi partner come l’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura), il Ministero degli Affari Esteri, la Regione Lazio, la Direzione Generale Cinema del MiBACT, Biblioteche di Roma e la Comunità di Sant’Egidio.

Il direttore artistico Giorgio Ginori ha affermato che L’Isola del Cinema darà ampio spazio a tutti i generi della settima arte; oltre alle produzioni hollywoodiane verranno quindi proposti anche documentari, lavori di registi emergenti e film realizzati da case cinematografiche indipendenti.

Le oltre 200 proiezioni e gli incontri hanno luogo in tre spazi diversi: l’Arena, il Cinelab e lo Schermo Tevere.

L’Arena è una grande sala all’aperto in grado di accogliere una platea di circa 600 spettatori; qui si svolgono gli eventi clou della manifestazione culturale come anteprime e dibattiti con gli artisti.

Il lato più sperimentale e alternativo prende vita nel Cinelab, piccolo ambiente da 100 posti a sedere nel quale vengono proposte rassegne di film d’autore e retrospettive dedicate a grandi registi del passato.

Lo Schermo Tevere, allestito di fronte alla Nave di Esculapio, è lo spazio a ingresso gratuito dedicato all’innovazione, all’animazione e ai giovani filmakers.

L’Isola del Cinema, oltre a una ricchissima programmazione, ospita anche i concorsi “Groupama Opera Prima e Seconda” e “Mamma Roma e i suoi quartieri”; il primo è dedicato agli esordienti e il secondo ai cortometraggi girati nelle strade romane.

La sezione storica più interessante dell’evento è senza dubbio “Isola Mondo Festival”; al suo interno quest’anno è stato organizzato un focus sul cinema d’immigrazione e sui migliori lavori realizzati da registe francesi.

Tra gli ospiti attesi sull’Isola Tiberina ci sono alcuni tra gli attori e gli autori più importanti del cinema italiano; parteciperanno infatti a incontri e dibattiti artisti del calibro di Carlo Verdone, Stefano Sollima, Celine Sciamma, Alessandro Borghi, Gabriele Mainetti, Laura Morante, Paolo Genovese, Marco Giallini e Massimiliano Bruno.

Anche quest’anno la Comunità di Sant’Egidio coordina lo spazio dedicato alla solidarietà e all’accoglienza, curando anche gli aspetti legati ai servizi per le persone disabili. Per gli spettatori non udenti, inoltre, saranno disponibili i sottotitoli per le opere proiettate sullo Schermo Tevere.

L’Isola del Cinema è ormai da più di due decenni un appuntamento fisso per gli amanti della settima arte a Roma; godersi un film all’interno di una cornice suggestiva e incantevole come quella dell’Isola Tiberina è un’esperienza fortemente consigliata.

La periferia incontra Pasolini

Da martedì 7 giugno a sabato 30 luglio 2016 la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma (Viale Castro Pretorio, 105) ospita La periferia incontra Pasolini, un’esposizione dedicata al grande scrittore e regista scomparso poco più di quarant’anni fa.

La mostra sarà aperta gratuitamente al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19 e il sabato dalle 9 alle 13.

L’evento rientra nell’ambito del progetto dedicato alla valorizzazione del patrimonio letterario italiano “Spazi900” e dell’area espositiva permanente “Ragazzi leggeri come stracci”, inaugurata il 4 novembre 2015 alla presenza del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Dario Franceschini.

La periferia incontra Pasolini nasce dalla collaborazione tra la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e gli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “Edoardo Amaldi” di Tor Bella Monaca che nel 2014 hanno vinto il concorso culturale nazionale “Articolo 9 della Costituzione”.

Pier Paolo Pasolini

Pier Paolo Pasolini

Pier Paolo Pasolini si trasferì a Roma nel 1950 e qui riuscì a imporsi come scrittore di valore; i suoi primi due romanzi Ragazzi di vita (1955) e Una vita violenta (1959) danno un’immagine crudamente reale della città negli anni immediatamente successivi al dopoguerra.

L’autore, nato a Bologna nel 1922 e ucciso a Ostia nel 1975, fu tra i primi a denunciare le condizioni di vita dei giovani e del sottoproletariato nelle borgate romane; sviluppò un forte rapporto con il mondo suburbano della Capitale nel quale sono ambientati anche alcuni dei suoi film migliori come Accattone (1961) e Mamma Roma (1962).

La periferia incontra Pasolini analizza questi aspetti attraverso un percorso espositivo composto da elaborati multimediali, testuali, grafici, teatrali, artistici e audiovisivi realizzati dai ragazzi dell’I.I.S. “Edoardo Amaldi”.

Inoltre vengono approfonditi altri temi ricorrenti nei lavori dell’intellettuale bolognese come lo studio su Dante Alighieri, l’arte, lo sport, il cinema, il sacro, l’antropologia e l’attività di traduzione.

Lo scopo dell’iniziativa è far conoscere l’immensa opera di Pier Paolo Pasolini ai più giovani e aprire con loro un dialogo riguardo l’evoluzione delle zone periferiche romane dagli anni ’50 ad oggi; per questo motivo gli organizzatori della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma hanno coinvolto nel progetto didattico gli studenti dell’“Edoardo Amaldi” di Tor Bella Monaca che ben conoscono il contesto territoriale.

All’interno di La periferia incontra Pasolini sono previste proiezioni di filmati che sintetizzano il ricco e articolato pensiero dell’autore; tra questi vi sono il cortometraggio da lui diretto nel 1967 Che cosa sono le nuvole?, La battaglia di Valle Giulia, Location ieri e oggi, I giovani leggono Pasolini e Comizi d’amore oggi.

Il fatto che l’esposizione sia curata e realizzata da giovanissimi studenti aggiunge fascino all’iniziativa; è sicuramente un’occasione unica e interessante per conoscere da un punto di vista inedito la produzione di uno degli ultimi grandi intellettuali italiani.