ELEONORA ABBAGNATO TORNA IN SCENA

ELEONORA ABBAGNATO TORNA IN SCENA

ELEONORA ABBAGNATO TORNA IN SCENA

by Martina Servidio

Nel balletto 4 stagioni – Là dove il cuore ti porta di Giuliano Peparini

 Il debutto a Bologna venerdì 9 ottobre alle 20.30 e sabato 10 ottobre alle 15.30 e alle 21

Nel segno della grande danza registriamo il ritorno della Stagione 2020 al Teatro Comunale di Bologna dopo la pausa dovuta all’emergenza sanitaria.

Mentre al PalaDozza si prosegue con la lirica e la sinfonica, riavviate da settembre, il teatro bolognese si prepara ad accogliere venerdì 9 ottobre alle 20.30 e sabato 10 ottobre alle 15.30 e alle 21 il primo spettacolo di danza dell’anno nella Sala Bibiena, ulteriormente ripensata rispetto ai concerti proposti la scorsa estate, alla luce delle più recenti norme di sicurezza.

Si tratta del balletto in un atto 4 stagioni – Là dove il cuore ti porta, scritto e diretto dal regista e coreografo Giuliano Peparini,

ELEONORA ABBAGNATO TORNA IN SCENA

che vede protagonista l’étoile dell’Opéra de Paris e direttrice del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma Eleonora Abbagnato, al suo debutto in questa produzione di Daniele Cipriani Entertainment e dal Teatro Comunale.

ELEONORA ABBAGNATO TORNA IN SCENA

Eleonora Abbagnato sarà affiancata dal primo ballerino cubano Javier Rojas Hernández

ELEONORA ABBAGNATO TORNA IN SCENA

ELEONORA ABBAGNATO TORNA IN SCENA

con cui aveva già danzato la scorsa estate a Taormina nello spettacolo Love, sempre di Giuliano Peparini, per raccontare in coppia le “stagioni” dell’amore sulle note registrate delle celebri Quattro stagioni di Antonio Vivaldi e della Sonata in fa minore K. 466 di Domenico Scarlatti.

Accanto a loro danzerà un corpo di ballo molto eclettico formato da ben 18 ballerini/e.

Lo spettacolo arriva per la prima volta a Bologna in una versione ripensata rispetto a quella rappresentata al Circo Massimo e all’Opera di Roma dalla quale però conserva l’allestimento con le scene di Andrea Miglio dove la presenza del divano diventa elemento centrale come simbolo della convivenza della coppia così come la voyeuristica finestra che pare uscita da un quadro di Hopper.

I costumi sono di Anna Biagiotti ad eccezione di quelli indossati per l’occasione da Eleonora Abbagnato che sono creati da Maria Grazia Chiuri per Dior.

I video sono curati da Edmondo Angelelli e Giuliano Peparini il quale ha firmato anche le luci in collaborazione con Alessandro Caso.

Si tratta di un lavoro che Peparini non esita a definire «una celebrazione dell’amore in tutte le sue varianti e sfaccettature» e che è stato pensato in ossequio alle molte regole imposte dalla pandemia dato che – come dice il regista e coreografo nelle note di sala dello spettacolo – «il contatto tra i danzatori non è permesso e i passi a due sono condizionati dall’uso dei dispositivi di protezione, ma è vero che i corpi possono raccontare molto anche da soli. Ne è nato un balletto contemporaneo nel senso letterale del termine: ovvero calato nella nostra nuova contemporaneità, in una condizione che ci stiamo abituando a considerare normale». Del resto uno dei temi ricorrenti di 4 Stagioni – Là dove il cuore ti porta è, appunto, lo spazio: la spazio metafisico tra la coppia e quello fisico del palcoscenico che ha sempre affascinato il coreografo, formatosi anche alla scuola di Jacques Lecocq, promulgatore del teatro fisico.

Eleonora Abbagnato, che è stata tra le prime ballerine a lanciare, meritoriamente, nei mesi di pausa dalle attività, la campagna “Uniti, più che mai” e a realizzare il corto “Ripartiamo!” a sostegno degli artisti e dei danzatori in difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria, ha ricordato ciò nel programma di sala dello spettacolo e che questo titolo era già stato pensato da Peparini prima che scoppiasse la pandemia e che 4 Stagioni avrebbe dovuto essere una creazione per lei: «Quando si è trattato di riprendere le attività con il Corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma che dirigo – dice l’étoile – in una situazione incerta che cambiava continuamente, ho chiesto a Peparini di montare quel balletto per i miei ballerini. Lo ha fatto in sole due settimane e mezzo, Le quattro stagioni è andato in scena con grande successo al Circo Massimo di Roma la scorsa estate e ora, ricreato per me com’era previsto all’inizio e per un nuovo cast di ballerini, debutta come nuova versione proprio a Bologna, al Teatro Comunale. È la prima tappa di un tour italiano che ci porterà anche a Parigi».

Nei passi a due che attraversano le quattro stagioni si passa dai primi sguardi che si incrociano con pudore (la Primavera), ai fuochi della passione (l’Estate) e al loro progressivo spegnimento (l’Autunno), fino ad arrivare al gelo della noia (l’Inverno), nella speranza di una nuova fioritura e di un rinnovarsi dei sentimenti.

Illumia è main partner della Stagione di Danza 2020 del Teatro Comunale di Bologna.

4 Stagioni – Là dove il cuore ti porta di Giuliano Peparini è proposto in sostituzione del balletto Lucrezia Borgia, originariamente previsto per il 4 e 5 marzo e poi il 25 e 27 settembre.

Per l’ingresso a questo evento restano quindi validi gli abbonamenti alla Stagione di Danza 2020 e i biglietti già acquistati per il balletto Lucrezia Borgia. I possessori di un titolo d’ingresso verranno contattati direttamente dal Teatro Comunale di Bologna per informazioni sull’accesso in sala.

I biglietti per la recita del 9 ottobre sono già esauriti. Eventuali biglietti disponibili per le due recite del 10 ottobre sono stati messi in vendita dal martedì 6 ottobre: i posti singoli potranno essere acquistati sia online su www.tcbo.it sia presso la biglietteria dell’Auditorium Manzoni (dal martedì al venerdì dalle 12.00 alle 18.00 e il sabato dalle 11.00 alle 15.00), mentre l’acquisto di posti “congiunti” potrà avvenire esclusivamente presso la biglietteria dell’Auditorium Manzoni firmando l’autodichiarazione.

Una menzione particolare a Eleonora Abbagnato, a Giuliano Peparini e Daniele Cipriani Entertainment per la passione dimostrata nel portare in scena il balletto pur in presenza dei molti ostacoli dovuti all’emergenza sanitaria.

Annunciamo inoltre che il balletto4 stagioni – Là dove il cuore ti porta” sarà portato in scena anche al Teatro Petruzzelli di Bari dal 20 al 23 novembre.

Grazie

ELEONORA ABBAGNATO TORNA IN SCENA

Simonetta Allder

Ufficio Stampa

Daniele Cipriani Entertainment

Cell. 339 7523505

Ufficio Stampa – Skill & Music
Irene Sala – Carla Monni
Fondazione Teatro Comunale di Bologna
Largo Respighi, 1 – 40126 Bologna
T. +39 051 529947
M. +39 342 1087225
e-mail: ufficiostampa@comunalebologna.it
www.tcbo.it

PH Yasuko Kageyama e Teatro Comunale di Bologna

 

 

 

 

TRIONFI ITALIANI A NEW YORK

TRIONFI ITALIANI A NEW YORK

By Martina Servidio

Premio “Miglior corto” all’International New York Film Festival 2020

Roma di ieri e oggi al centro del film di Luisa Mariani ispirato a William Kentridge

L’affresco di William Kentridge sui muraglioni del Lungotevere ispira il cortometraggio Maree della memoria – Tides of Memory della regista Luisa Mariani (che ne è anche autrice e interprete).

TRIONFI ITALIANI A NEW YORK

TRIONFI ITALIANI A NEW YORK

La straordinaria opera s’intitola Triumphs and Laments  poiché malgrado i “lamenti” dell’attuale pandemia mondiale – che hanno obbligato anche l’International New York Film Festival 2020 a tenersi lo scorso giugno in forma virtuale – è un “trionfo” per la pellicola della Mariani che, come la straordinaria opera di Kentridge, riflette con ironia sul tempo e sull’oblio, sul peso e sulla transitorietà della memoria.

Maree della memoria  sbaraglia la concorrenza (cortometraggi provenienti da tutto il mondo), portando a casa l’ambito GOLD AWARD BEST SHORT FILM INYFF 2020.

Un significativo riconoscimento per la cinematografia d’autore italiana ed un omaggio alla Città Eterna, sempre in bilico tra memoria collettiva e memoria individuale; omaggio ai suoi fasti e alle sue miserie, alla multietnicità della Roma Imperiale e di quella odierna.

Nel film si affaccia una fauna umana alla rinfusa così come, nell’affresco Kentridgiano, si passa con disinvoltura da Romolo e Remo a Marcello Mastroianni e Anita Ekberg.

Personaggi improbabili come l’attrice Violetta Chiarini

che evoca Tryphaena Crepereia, fanciulla vissuta nella metà del II secolo d.C. e rinvenuta insieme alla sua bambola in un sarcofago sulle rive del Tevere; oppure come le modaiole ladre di ricordi della Banda Stendhal (Malvina Ruggiano, Giulia Tomaselli, Emma Giurghi).

Personaggi demenziali, alla stregua di quelli che ritrovammo alcuni anni orsono nel film Grand Budapest Hotel. Non a caso a quel film, e al suo ispiratore lo scrittore austriaco Stefan Zweig, accenna uno dei protagonisti di Maree della memoria – Tides Of Memory: l’attore italo-inglese Simon d’Aquino

che ha recitato nella versione teatrale di quell’opera a Londra.

A proposito di Simon d’Aquino mi è stato semplice cogliere uno stretto legame tra quanto da lui dichiarato:

“ho scelto da anni di vivere a Londra, dopo aver frequentato la Court Theatre Training Company; mi divido tra cinema e teatro, Eschilo e Oscar Wilde, Cechov e Dostojevskij; il mio sogno è poter prendere in gestione un piccolo spazio teatrale, una sorta di ‘off Broadway’ per artisti emergenti, un palcoscenico aperto anche agli autori made in Italy, che sfrutti contemporaneamente l’inglese e l’italiano. Mi piacerebbe essere una sorta di ‘ponte’ tra il mio Paese e la Gran Bretagna, anche perchè faccio parte della N.I.A.L. (Native Italian Actors London)”

e quanto espresso da un altro attore che abbiamo intervistato, Andrea Alesio; che anch’esso si alterna tra monologhi, Medea, Euripide e…Giggi er bullo, Pasquino..

Un comune e significativo tratto di unione tra i due artisti è l’identico desiderio di realizzare uno spazio teatrale per artisti emergenti.

Le maree come scansione del tempo, tant’è vero che all’origine, in inglese arcaico, la parola “tide” significava sia le une che le altre. ‘Esercizi’ emotivo-sensoriali scandiscono Maree della memoria – Tides of Memory. Sono loro l’unità di tempo della memoria destinata a dissolversi; così pure, nel giro di pochi anni a causa dello smog e degli agenti atmosferici, scomparirà l’affresco di Kentridge dal momento che, come afferma lo stesso artista sudafricano nel film, “la transitorietà è della memoria strettamente legata all’impermanenza stessa del corpo umano”.

E se il tempo – e anche lo spazio – fossero creazioni artificiali? Domande che questo film certamente suscita, come nella scena dove Luisa Mariani incontra l’attore polacco Jan Kozaczuk in un metafisico giardino: memorie olfattive con note di geranio riportano proustianamente a ricordi di giovinezza finché, da atmosfere vaporose ci si risveglia prepotentemente nella realtà di oggi dove è l’irrinunciabile PC, il neo-custode della memoria.

Sbaglierebbe però chi pensasse che in Maree della memoria – Tides Of Memory si filosofeggi e basta. Al contrario, si mettono in luce problematiche di prepotente attualità: quella della nuova diaspora di oggi dei talenti italiani all’estero (Simon d’Aquino, ad esempio); dello scontro con la cultura dei padri dei giovani italiani di seconda generazione come Lián (Valerio Tzeng)

e Abir (Nada Saad Ismail)

la cui unione è ostacolata dall’appartenenza a religioni differenti.

Non poteva non avere un ruolo importante la colonna sonora di Maree della memoria Tides Of Memory – firmata da l fisarmonicista Paolo Rozzi. Una scenografia naturale costituita da ‘lui’, il Biondo Tevere con il suo fluire che sfida il tempo, sopravvivendo alla caducità di uomini, civiltà e ricordi.

Causa pandemia, il Best Short Film Gold Award 2020 verrà  materiamente consegnato nell’edizione 2021 del INYFF. Nel frattempo, in questa epoca di eventi online o in streaming, Luisa Mariani e il suo cast non hanno voluto rinunciare ad una cerimonia di premiazione, inscenandola di fronte alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

Location scelta non a caso: infatti sulla scalinata si legge la famosa frase pronunciata da Amleto: “Time is out of joint” (Il tempo è scardinato), titolo anche di una mostra che s’interroga sull’elasticità del concetto di tempo, chiedendosi se esista una linearità storica, piuttosto che una stratificazione o frammentazione del tempo.

Gli ‘esercizi’ emotivo-sensoriali di Maree della memoria – Tides of Memory, e le storie dei suoi protagonisti, tornano a vivere intrecciandosi e articolandosi con ampio respiro nel lungometraggio Flussi e Riflussi attualmente in lavorazione.

Per ulteriori e più complete informazioni cliccare sui link sottostanti:  

Trailer Maree della memoria / Tides of Memory

Sito ufficiale Maree della memoria (con sinossi, trailer, galleria foto ed altre info):

Cerimonia Premiazione Best Short Film Gold Award INYFF 2020

Sito ufficiale International New York Film Festival

Poster Tides of Memory

Screenshot da Maree della memoria / Tides of Memory

Special guest William Kentridge

Interpreti:

Marco Angelini, Michael Barranger, Marina Barranger, Violetta Chiarini, Simon D’Aquino, Giusy Emiliano, Emma Ghiurghi, Hideshi Kibi, Jan Kozaczuk, Nada Ismail, Saad Ismail, Mauro Leuce, Luisa Mariani, Marco Palladini, Luca Porfido, Malvina Ruggiano, Raffaella Salato, Giulia Tomaselli, Valerio Tzeng

Con la partecipazione straordinaria di Mario Valdemarin

TRIONFI ITALIANI A NEW YORK

Voice over Simonetta Allder

Voce canzone “Mio chiodo fisso”  Eleonora D’Ignazi.

Direttore della fotografia, Riprese e Montaggio Giovanni Pirri

Audio editing Fabio Tullio

Colonna sonora originale Paolo Rozzi

Per ulteriori informazioni, foto, richieste d’interviste

Simonetta Allder

Ufficio Stampa

alldersimo@yahoo.it

(+39) 339 7523505

Grazie Simonetta Allder

 

TITANI A SPOLETO

TITANI A SPOLETO

TITANI A SPOLETO

By Martina Servidio

Prometeo – Beethoven – Capucci; Le Creature di Prometeo / Le creature di Capucci

Prima mondiale al Festival dei Due Mondi, 28 agosto 2020

Beethoven e l’alta moda, chi l’avrebbe mai detto?

L’inarrivabile estro artistico di Daniele Cipriani accompagnato dalla eccellente e solida presenza di Simonetta Allder hanno curato questo inaspettato connubio che viene celebrato ne Le Creature di Prometeo / Le creature di Capucci, concerto in forma scenica,  in coproduzione dalla Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova e il Festival dei Due Mondi.

L’anteprima si è tenuta il 1° agosto al Festival Internazionale della Musica e del Balletto di Nervi e la prima mondiale si terrà al Festival dei Due Mondi di Spoleto il 28 agosto 2020 (Piazza del Duomo, ore 20:30).

In questa  anomala estate in cui i grandi festival all’aperto italiani hanno dato il via alla ripresa teatrale europea in modalità di distanziamento sociale, principalmente con lavori improntati ad una stilizzata essenzialità, questo spettacolo a cura di Daniele Cipriani si distingue per il suo sfarzo. Non poteva essere altrimenti trattandosi di un’eccitante combinazione tra l’estro di due geni: la partitura del “titano” Ludwig van Beethoven, nell’anno in cui ricorre il 250° anniversario della nascita del titano della musica sinfonica, e le sculture viventi del “titano” dell’alta moda Roberto Capucci, creature animate da vita propria.

“Movimenti coreografici” di Simona Bucci per la Compagnia Daniele Cipriani accompagneranno la rara esecuzione integrale, da parte dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova diretta da Andrea Battistoni

TITANI A SPOLETO

TITANI A SPOLETO

dell’unico balletto del compositore tedesco.

Il Sovrintendente del Teatro Carlo Felice di Genova, Claudio Orazi, spiega che “l’idea di una nuova produzione Le creature di Prometeo – Le creature di Capucci nasce dalla volontà di proporre nuovi formati artistici capaci di favorire l’interazione tra musica e creatività contemporanea. Il genio italico del grande coreografo Viganò, un musicista come Beethoven, emblema della cultura europea ed un artista e creatore come Roberto Capucci che ha contribuito ad affermare lo stile italiano nel mondo, si fondono in una serata originale ed emozionante. Un concerto in forma scenica”, continua Orazi, “concepito per essere presentato nei luoghi di interesse storico-artistico ed ambientale in Italia e nel mondo, ad iniziare dai meravigliosi Parchi di Nervi fino all’iconica Piazza del Duomo di Spoleto.”

Composta da Beethoven nel 1801 per le coreografie dell’italiano Salvatore Viganò, Die Geschöpfe des Prometheus, Op. 43 era popolata da Dei dell’Olimpo e Muse del Parnaso con un libretto ispirato chiaramente al mito di Prometeo, il titano che ruba il fuoco agli Dei per darlo alle sue “creature”, gli uomini della terra. Ed è proprio il fuoco il filo che conduce dalle “Creature di Prometeo” alle “Creature di Capucci” perché se vogliamo considerare il fuoco non solo come elemento generatore di calore, bensì come simbolo di intelligenza e ingegno, e se vogliamo considerare Prometeo come un (buon) portatore di luce affinché, grazie alla scintilla dell’Io, gli esseri umani si svincolino dalla tirannia degli Dei, ecco che da questo medesimo fuoco emerge il genio di Capucci la cui illimitata genialità artistica si esprime in assoluta libertà.

E mentre le creature del Prometeo beethoveniano sono uomini e donne in carne e ossa, una luminosa e apollinea umanità in costruzione, destinata alla civiltà e al progresso attraverso i doni divini dell’amore, della bellezza e, soprattutto, della libertà, quelle di Capucci sono esseri onirici, dionisiaci, dagli artigli di bizzarri rapaci e sinuose spire serpentine (“immagini di follia”, li definisce lo stesso Capucci).

TITANI A SPOLETO

Si tratta dell’eccezionale realizzazione sartoriale, seguita personalmente dal maestro, di 15 costumi da bozzetti originali. Di questi, 3 erano stati esposti nel 2018 a Palazzo Pitti di Firenze (“Capucci Dionisiaco”) e a Palazzo Scarpetta di Napoli (“Spettacolo onirico. Disegni per il teatro”); gli altri 12 invece sono assolutamente inediti.

TITANI A SPOLETO

Solo di recente, quando Daniele Cipriani chiese al Maestro di creare due costumi in occasione del gala Les Étoiles (gennaio 2020), Capucci si è avvicinato alla danza, arte che tuttavia lo aveva sempre affascinato. La felice esperienza, salutata da grande successo di critica e di pubblico, ha portato a questa nuova collaborazione e a costumi che ricordano la spettacolarità delle feste rinascimentali a corte.

Con processi artistici assolutamente distanti, musica e moda si uniscono in un duplice e originale omaggio al genio creativo e alla potenza immaginativa dell’arte. A loro si accosta Simona Bucci che ha concepito, per corpi atletici e flessuosi di un disinibito cast interamente al maschile, movimenti coreografici grazie ai quali i personaggi metamorfici di Capucci si presentano come un corteo di creature “altre”; come effluvi, essi appaiono da tutte le parti (anche dall’alto) della piazza, visioni che scompaiono per poi riunirsi in palcoscenico solo nel finale.

Qui la “distanza sociale” è assicurata da sbuffi, girandole, nastri, piume, maschere e carapaci degli immaginifici costumi.

In parallelo alla potenza musicale ispirata a personaggi mitologici, e in corrispondenza con quanto espresso dalle sue sonorità, con una leggerezza di tratto e una lineare eleganza di movimento che vanno ad intrecciarsi con l’esuberanza dei costumi e la magnificenza della musica, la coreografa Bucci trasforma i personaggi di Beethoven/Viganò in rappresentazione degli archetipi che plasmano la psiche umana.

Ai danzatori della Compagnia Daniele Cipriani si uniscono anche artisti di varia provenienza, tra cui il danzatore Damiano Ottavio Bigi del Tanztheater Wupperthal, Riccardo Battaglia della compagnia di Alvin Ailey e alcuni danzatori della Compagnia Simona Bucci, nonché Hal Yamanouchi, mimo attore dalla enigmatica presenza, misterioso maestro di cerimonie di questa fantasmagorica sfilata. Le Creature di Prometeo / Le creature di Capucci si avvale di video proiezioni firmate da Maxim Derevianko e di un disegno luci di Luciano Novelli.

Concerto in forma scenica, è ovvio che la colonna portante de Le Creature di Prometeo / Le creature di Capucci sarà l’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova, sotto l’ispirata direzione del M° Battistoni. La storia di questa prestigiosa orchestra è legata alla nascita del massimo teatro genovese, inaugurato nel 1828, e in tempi più recenti, ha visto avvicendarsi sul proprio podio i maggiori direttori del mondo.

Ulteriori informazioni, foto e richieste di interviste possono essere inoltrate a:

Ufficio Stampa Daniele Cipriani Entertainment 

Simonetta Allder

ufficiostampa@danielecipriani.it

339 7523505

PH Daniele Cipriani e Graham Spicer ad uso divulgativo non commerciale

Grazie Simonetta Allder

 

LES ETOILES 2020: DANIELE CIPRIANI E IL MAESTRO ROBERTO CAPUCCI

LES ETOILES 2020: DANIELE CIPRIANI E IL MAESTRO ROBERTO CAPUCCI

 

LES ETOILES 2020: DANIELE CIPRIANI E IL MAESTRO ROBERTO CAPUCCI

Il 24, 25 e 26 gennaio 2020 si svolgerà nella Sala S. Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica di Roma l’atteso Gala Internazionale di Danza che ci riserva non solo grandi emozioni ma anche novità di valenza internazionale.

Assisteremo al “giro del mondo del balletto” con i suoi straordinari interpreti che rappresentano la massima espressione dell’Arte della Danza; essa unisce tutti gli artisti e favorisce scambi professionali e culturali.

Ed è proprio questo il pensiero che ha espresso Sergio Bernal primo ballerino del Ballet Nacional de Espana nel corso della conferenza stampa tenuta nel nuovo spazio di Daniele Cipriani Entertainment nel cuore del rione Monti insieme a Daniele Cipriani stesso e alla Dott.ssa Simonetta Allder Responsabile Ufficio Stampa.

Nella circostanza è stata comunicata una importante novità riguardante non solo Sergio Bernal ma anche del coreano Young Gyu Choi del Balletto Nazionale Olandese; i due artisti – nei loro brani – indosseranno dei magnifici costumi creati per l’occasione dall’inarrivabile Maestro Roberto Capucci.

LES ETOILES 2020: DANIELE CIPRIANI E IL MAESTRO ROBERTO CAPUCCI

Così Daniele Cipriani sintetizza con efficacia le opere del Maestro Capucci: “Le creazioni di Capucci? Sono dei veri e propri balletti!”

Il Maestro è stato definito da Christian Dior “il miglior creatore della moda italiana” e non è solo una icona dell’alta moda ma è annoverato tra i più grandi artisti mondiali.

Le sue creazioni sono presenti nei musei di tutto il mondo, sono impreziosite da plissè, taffetà, sete, giochi di movimento e stupefacenti sfumature dei toni.

Il balletto è un insieme armonioso di pose plastiche e proprio questa peculiarità ha suggerito a Daniele Cipriani di chiedere al Maestro Roberto Capucci di creare alcuni costumi per Les Etoiles 2020

“E lui ha accettato”, afferma sorridente Daniele Cipriani. E’ la prima volta che il Maestro Roberto Capucci crea per la Danza ed è un immenso onore poter presentare al mondo le sue creazioni nelle 3 serate di Les Etoiles 2020

Due saranno i costumi firmati dal Maestro Capucci esclusivamente per il Gala Internazionale di Danza; il primo sarà indossato da Sergio Bernal che danzerà un rovente Zapateado che non mancherà di entusiasmare il pubblico ed il secondo costume indossato da Young Gyu Choi sarà degno di una divinità visto che si esibirà nel ruolo dell’ ”Idolo d’Oro

 

LES ETOILES 2020: DANIELE CIPRIANI E IL MAESTRO ROBERTO CAPUCCI

 

 

 

La Danza è Arte così come lo è l’Alta Moda e questo felice connubio è nato ai primi del Novecento grazie alla geniale intuizione di Sergei Diaghilev che solitamente commissionava i costumi alle grandi firme dell’epoca quali Paul Poiret, Mariano Fortuny e Coco Chanel.

Ed ora il Maestro Roberto Capucci ha creato per Les Etoiles 2020!

Ci confida, il Maestro, che in passato ha sperimentato una esperienza di collaborazione con il Teatro S. Carlo nella rappresentazione del “Capriccio” di Richard Strauss e – principalmente – con il soprano Raina Kabaivanska ma erano prevalentemente riproduzioni di sue creazioni destinate all’alta moda non cimentandosi però nel creare costumi per la scena.

Tuttavia il costume teatrale gli è rimasto nel cuore e, nel tempo libero, ha creato bozzetti peraltro esposti in occasione di eventi: “Sovrana Eleganza” (Castello della Principessa Odescalchi), “Capucci Dionisiaco. Disegni per il Teatro (Palazzo Pitti) e “Spettacolo Onirico. Disegni per il Teatro” (Napoli, Palazzo Scarpetta)

Conclude il Maestro Roberto Capucci:

“E’ quindi con forte emozione ed energia che mi sono immerso in questo progetto. Un incontro meraviglioso, simpatico e di amicizia con Daniele Cipriani, direttore artistico di Les Etoiles, mi ha incoraggiato a vestire due danzatori del Gala. Il tempo non è passato e ci sono altri progetti in vista…”

Non possiamo che essere grati a Daniele Cipriani Entertainment, alla Dott.ssa Simonetta Allder e Sergio Bernal di averci accolto nel nuovo spazio che tante emozioni ci ha riservato.

LES ETOILES 2020: DANIELE CIPRIANI E IL MAESTRO ROBERTO CAPUCCI

Grazie e arrivederci nella Sala S. Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica di Roma per assistere a Les Etoiles 2020

  • Ufficio Stampa Daniele Cipriani Entertainment

Simonetta Allder

ufficiostampa@danielecipriani

  • Auditorium Parco della Musica

Viale Pietro De Coubertin, Roma

Info 06 80241281

            auditorium.com

BIOGRAFIE degli artisti