LA DANZA IN GINOCCHIO

 

By Martina Servidio

No, non è una nuova e futuristica coreografia ma è lo stato d’animo – e non solo –  in cui oggi versa l’Arte della Danza.

Non più “sulle punte”, in sala, con il Maestro che corregge, sprona, infonde coraggio e disciplina.

Si, perché la Danza è anche disciplina del corpo, del carattere e della mente. Tutti gli allievi, per il fatto stesso di fare Danza sin da piccoli hanno ben assimilato le regole comportamentali da tenere sia all’interno dei locali che fuori; altrettanto i Maestri, i coreografi, i musicisti.

Perché allora la Danza è ferma da Marzo 2020?

Perché le scuole e le accademie di Danza, pur avendo rigidamente attuato tutte le indicazioni suggerite dai vari DPCM che si sono succeduti, quali ad esempio la realizzazione di percorsi interni obbligatori, distanziamento in sala, frequenti sanificazioni, areazione controllata dei locali, utilizzo dei D.P.I., tamponi ricorrenti, rilevazione delle presenze, frequentazione contingentata, sono ancora chiuse e non si prevede una riapertura a breve delle attività?

Per evitare assembramenti?

Ma se le lezioni sono a numero contingentato e distanziato negli orari non credo possa sussistere questo rischio.

La Danza, così come altre forme di Arte, è stata travolta dalla pandemia e forse ogni decisore dovrebbe analizzare, con particolare attenzione, se e come la Danza rappresenti un effettivo pericolo per la diffusione della pandemia da Covid 19

Come si sentono i ragazzi?

Sconcertati, amareggiati, frustrati.

La DaD o il video tutorial in streaming non può funzionare per la Danza anche se in casa ciascuno ha provveduto a tenersi in allenamento; la Danza non è una trasmissione di nozioni, è una trasmissione di sentimenti che necessita di un diretto rapporto con il Maestro.

La quasi totalità dei docenti ha realizzato video lezioni per mantenere vivo il rapporto con gli allievi ma ritengo che, pur apprezzando molto queste meritorie iniziative, sono forse un necessario palliativo per non disperdere queste ricche energie artistiche giovanili che non potevano essere abbandonate a se stesse; loro sono il futuro della nostra Danza quantunque più di un danzatore mi abbia amaramente confessato “il tempo perso non si recupera”

Le Sale che ci hanno visto gioire, sudare, apprendere uno stile comportamentale e di vita  sono ora vuote; solo il futuro potrà dirci quanto danno ci ha provocato direttamente, o indirettamente, questa pandemia e la sua gestione.

Foto: archivio A.d.A.  Roma che ringraziamo

Grazie

 

 

2 pensieri su “LA DANZA IN GINOCCHIO

    • Gent.ma Signora grazie della sua attenzione. Non possiamo nè dobbiamo sentirci “morti in piedi” perchè i tanti anni che abbiamo passato in sala o sul palco ci hanno rafforzato il carattere e non ci fanno dimenticare i nostri obiettivi di vita ed artistici. Questo ci ha insegnato la Danza. Ho sempre in mente il libro di una scrittrice, Grazia Deledda, dal titolo “Canne al vento”. Le canne si piegano ma non si spezzano. Cosi dobbiamo fare adesso tutti noi. Dobbiamo avere coraggio. Le auguro buona serata.

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