Walter Siti, “Resistere non serve a niente”

Walter Siti, “Resistere non serve a niente”

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Walter Siti, “Resistere non serve a niente”

Recensione di Andrea Giostra

Vincitore del premio Strega 2013, il romanzo di Walter Siti non riesce mai a catturare il lettore con la sua narrazione. La storia è sì interessante e, per certi versi, nuova per il fatto di essere ambientata in Italia. La cronaca testimoniata e il romanzo narrato quasi mai riescono a fondersi per divenire convincenti e catturare il lettore che attende, fino alla fine, di sentire finalmente pulsare un battito d’emozione, di essere sfiorato da un accenno di pathos.

Nulla di tutto ciò.

Il romanzo sembra artisticamente costruito col solo obiettivo di partecipare e vincere un concorso letterario: ed in effetti questo risultato Walter Siti lo ha brillantemente raggiunto.

Resistere non serve a niente” non passerà certo alla storia della letteratura italiana, come arditamente si sono affrettati di scrivere alcuni critici letterari della stampa nostrana.

Walter Siti, “Resistere non serve a niente”

Walter Siti descrive asetticamente tante verità della politica, del malaffare, delle oligarchie, dell’incontrastato potere economico delle organizzazioni criminali, della finanza e delle potenti multinazionali. Ma sono verità note ed arcinote alla cronaca finanziaria, politica e criminale che il cinema e la letteratura internazionale percorrono già da diversi lustri.

Walter Siti, “Resistere non serve a niente”

L’originalità, se c’è, si trova, a cercarla, come detto, nell’ambientazione italica.

La democrazia è morta per lasciare il suo posto ai grandi interessi economico-finanziari delle potenti oligarchie internazionali? Se è questo il messaggio che vuole lanciare Siti, bisognerebbe chiedersi, prima ancora, se la democrazia in Italia è mai nata.

Ma questa, chiaramente, è un’altra storia e meriterebbe un altro racconto, un altro romanzo.

In due parole, il romanzo è deludente e assolutamente commerciale, nell’accezione “usa e getta” di Latouche.

Da leggere solo per chi volesse rendersi conto di come va scritto un romanzo noioso e scontato dall’inizio alla fine; tranne che nella interessante narrazione dell’esperimento scientifico di “economica casalinga” realizzato con sette “scimmie cappuccine” da Keith Chen, docente di economia dell’Università di Yale.

Ma almeno questa “sorpresa” la lasciamo al lettore che arditamente volesse acquistare questo libro!

Aggiungiamo noi, in coda alla recensione di Andrea Giostra, che il romanzo poggia e fa leva sui più scontati personaggi classici di una storiografia di questo genere: ricchissimi finanzieri senza scrupoli, feste “hollywoodiane”, escort incredibilmente belle che sono allo stesso tempo carnefici e vittime del sistema, la brutale presenza di una delinquenza spietata ed assassina, assoluta mancanza dei basilari valori sociali.

Walter Siti, “Resistere non serve a niente” Edizioni Rizzoli, Milano, 2012

 

 

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