CASA MILO – TRADIZIONE E INNOVAZIONE

CASA MILO – TRADIZIONE E INNOVAZIONE

L’antico amore per la terra e per i sani prodotti che essa produce, l’antica arte del pastaio racchiusa nelle sapienti mani artigianali del fondatore caratterizzano la pregevole attività dell’Azienda CASA MILO che coniuga la tradizione del “mastro pastaio” con l’innovazione tecnologica dei sistemi di produzione ma sempre e comunque attenta alla genuinità dei prodotti.

CASA MILO - TRADIZIONE E INNOVAZIONE
CASA MILO – TRADIZIONE E INNOVAZIONE
Una famiglia…quattro generazioni…un destino che ha illuminato il percorso di crescita di CASA MILO fondata nel lontano 1870
Da allora sono trascorsi molti anni, un periodo di tempo segnato da profondi mutamenti economici, sociali, produttivi, di Marketing che hanno minato e fatto scomparire molte aziende ma non CASA MILO; la sua forza e la sua continuità produttiva risiede proprio nella forza della famiglia, delle generazioni che si sono succedute nel tempo, della loro volontà di produrre solo prodotti genuini e vicini ai gusti dei consumatori, di proporre una linea “gluten free”,CASA MILO - TRADIZIONE E INNOVAZIONE

di semola biologica,

di specialità fresche kamut CASA MILO - TRADIZIONE E INNOVAZIONEche sono affiancate alla tradizionale produzione pastaia, ai prodotti da forno, ai condimenti e all’insuperabile olio extra vergine di oliva della nostra amata terra di Puglia.

CASA MILO - TRADIZIONE E INNOVAZIONE

Vanto dell’Azienda è la linea Condibimbo proveniente da culture Biologiche.
L’Azienda CASA MILO opera in provincia di Bitonto, la terra del sole e del grano e questi valori aggiunti sono racchiusi nella intera produzione alimentare che CASA MILO presenta al consumatore.
CASA MILO – TRADIZIONE E INNOVAZIONE
Una rigorosa ed accurata selezione delle materie prime, una moderna e flessibile tecnologia industriale capace di adeguarsi alle mutevoli richieste dei consumatori pur mantenendo il livello e la qualità produttiva di un prodotto pressochè artigianale;

CASA MILO - TRADIZIONE E INNOVAZIONE

un respiro commerciale che copre l’intero mercato italiano e che si è affermato con successo anche nel tumultuoso ed infido mercato internazionale dove non è raro imbattersi in prodotti “similari” e di qualità “imprecisata”.
CASA MILO è particolarmente attenta a produrre prodotti, oltrechè eccellenti, anche costantemente controllati dal laboratorio di analisi per garantirci la totale salubrità del prodotto adottando per alcuni tipi di pasta la tecnica della “lavorazione a freddo”; non a caso l’Azienda può vantare il livello massimo delle Certificazioni Sanitarie e di Qualità nazionali ed internazionali.
Il Gruppo Alimentare Mediterraneo MILO è presente nella Grande Distribuzione con i suoi marchi:
MELIORA per i prodotti da forno;
FATTORA per i sapori della tradizione ;
CASA MILO per i vari tipi di pasta;
DON PEPPINO linea snack da forno ;
OLIO MILO per l’olio extra vergine di oliva
e fornisce i suoi prodotti alle principali catene della Grande Distribuzione anche come copacker per molte di esse.

CASA MILO - TRADIZIONE E INNOVAZIONE

CASA MILO – TRADIZIONE E INNOVAZIONE
Possiamo guardare con fiducia i prodotti di CASA MILO avendo la certezza di gustare gli antichi sapori tradizionali artigianali prodotti da una moderna e garantita filiera produttiva.

Vi invitiamo a visitare il sito seguendo questo link

http://www.casamilo.it/it

Cannavacciuolo all’Olimpico per una giornata di formazione

Non un paio d’ore in un centro commerciale, bensì un’intera giornata allo Stadio Olimpico di Roma è stata quella che lo chef più in voga del momento ha dedicato al mondo della ristorazione. Spettacolo e formazione dal vivo, “Pure tu vuoi fare lo chef?” si è rivelato proprio l’evento che intendeva essere: a partire dalle 9 del mattino, sul palco allestito davanti alla Tribuna Monte Mario, si sono succeduti gli interventi dei quattro collaboratori di Antonino Cannavacciuolo che, mettendo a disposizione la loro esperienza e preparazione, hanno svolto il ruolo di veri motivatori per le centinaia di addetti ai lavori presenti sugli spalti. Cannavacciuolo 1A prende spunti e appunti dalla tribuna, infatti, più di 1500 persone tra curiosi e, soprattutto, aspiranti ristoratori, proprietari di imprese, cuochi e studenti provenienti da tutte le parti d’Italia e pronti a lasciarsi ispirare dalla carica e dai consigli di chi lavora in questo settore con successo da anni. E se Flavio Cabrini, Stefano Quarta, Rudy Bandiera e Bruno Bruni hanno esortato il pubblico, ognuno a proprio modo e con diversi argomenti, ad investire non solo i soldi ma anche tutta la passione e l’energia per cercare di creare un’impresa che sia il più possibile unica ed in grado di soddisfare i desideri dei propri clienti per un successo assicurato, i quattro show cooking dello Chef hanno permesso a tutti i presenti di portare a casa qualche infallibile trucco del mestiere.

Appassionato e con tanta voglia di condividere con tutti i segreti imparati in tanti anni di esperienza, Antonino Cannavacciuolo, che allaCannavacciuolo 2 domanda di rivelarci il suo piatto preferito ha risposto, scherzando ma non troppo, che sarebbe come chiedere ad una mamma qual è il figlio che preferisce, è salito sul palco per farci vedere e, per qualche fortunato, anche assaggiare ciò che in pratica si ottiene quando ci si lascia ispirare  da un solo grande principio: rielaborare la tradizione affinché diventi innovazione. Solo cosi un piatto a base di semplice polpo può diventare una delizia gourmet, oppure il gorgonzola formare il ripieno di gustosi conchiglioni bagnati da una centrifuga di mela verde e sedano rapa; oppure ancora si può pensare di esaltare il gusto della triglia grazie al contrasto tra il dolce/amaro e morbido/croccante dell’indivia belga accostata all’arancia.

Mezzo cucchiaino di vitamina C nelle salse a base di frutta o verdura per non farle annerire, cuocere il pesce tra due padelle sovrapposte per evitare di farlo asciugare troppo, saltare brevemente le verdure in padella e poi lasciare che finiscano di ammorbidirsi in un piatto coperto da un velo di pellicola trasparente sono solo alcuni dei segreti del mestiere che lo chef ha desiderato condividere per dimostrare come, con il giusto grado di creatività, ogni piatto può diventare un simbolo di alta cucina. Sperimentare, inventare, rinnovare e rielaborare sono, secondo Cannavacciuolo 3il giudice di Masterchef, i presupposti teorici per avere successo in cucina, oltre all’importanza di far emergere il proprio gusto personale come chiave della diversità e quindi del successo. Proprio a proposito di questo, quando per una battuta a commento di tutto ho avuto l’opportunità di fare la fatidica domanda che attanaglia tutti i romani e non solo, e cioè se in una ricetta tradizionale come quella della carbonara sia giusto o no aggiungere la cipolla, lo chef ha risposto: “Queste sono quelle domande un po’ assassine… A te piace la cipolla nella carbonara? Se sì, va bene. Se no, non la mettere!”