La Storia di Nina

Applausi, applausi …

Il sipario si chiude alle spalle degli allievi dell’Accademia delle Arti, si spengono le luci ed in lontananza urla di gioia ci raggiungono.

È finita. Il saggio è terminato e l’emozione ancora pervade la sala, circonda il pubblico con soavità e leggerezza perché l’arte stabilisce un sottile e profondo dialogo sussurrato tra l’artista ed il pubblico in un continuo scambio di sensazioni intime che esaltano gli animi.

La storia rappresentata in un continuum di danza, recitazione e canto è quella di Nina una piccola ballerina russa che, pur di vivere la sua grande passione e raggiungere il suo sogno, affronta sacrifici e difficoltà.

Attraverso balletti e coreografie, spaziando dal classico al moderno al contemporaneo, viene rappresentato il percorso di crescita umano ed artistico della piccola Nina e la maestria dello spettacolo ha armoniosamente intrecciato le varie fasi della sua vita con l’esibizione dei vari gruppi artistici di età differente.

Apprezzabili le esibizioni di canto e particolare rilievo meritano i momenti di narrazione che hanno reso il saggio di danza un vero e proprio spettacolo teatrale.

Lunghi e scroscianti applausi hanno accompagnato le esibizioni degli allievi e degli insegnanti, possiamo ben dire che la qualità delle performance nelle varie discipline presentate sono la testimonianza dell’ elevata qualità didattica dell’Accademia delle Arti.

Lo spettacolo si è concluso con un Passo a Due che ha catturato l’attenzione del numeroso pubblico che ha fatto registrare il tutto esaurito al Teatro Quirino.

Un grazie particolare alla Direttrice Catia Di Gaetano, a tutto il suo staff e a tutti gli artisti; tramite lei inviamo le nostre congratulazioni ed i nostri apprezzamenti per la perfetta conduzione e successo dello spettacolo.

La Storia di Nina Teatro Quirino Roma

La Storia di Nina

“Mosca, è una sera di inverno e la città è gelata. Dopo ore di travaglio, un vagito, Nina apre gli occhi al mondo.

Vi starete chiedendo: ma chi è questa Nina?

Nina per noi è la Danza.”

La Storia di Nina

La Storia di Nina

Attraverso la storia di una piccola ballerina russa L’Accademia delle Arti, quest’anno, ha deciso di legare tutte le esibizioni dei propri allievi in un’unica storia, “La Storia di Nina”.

La sua vita fatta di stenti, difficoltà, passioni e sacrifici rappresenta la vera essenza di questa meravigliosa espressione artistica che è la Danza.

La piccola Nina crescerà ed il pubblico, pian piano, capirà quanto ha dovuto affrontare prima di riuscire a realizzare il suo più grande sogno.

Nella splendida cornice del Teatro Quirino di Roma i giovani artisti calcheranno il palcoscenico lunedi 22 giugno alle ore 20,00 portando in scena un saggio di danza divenuto spettacolo teatrale.

Grazie alla guida attenta e perspicace della Direttrice Catia Di Gaetano, artista di fama internazionale, di Ugo Bentivegna, celebre attore palermitano e volto ben conosciuto dei palcoscenici romani e dei maestri Rosario Marotta, Francesca Beatrice Vista, Claudia Coticelli e Laura Ruggeri siamo certi che la storia coinvolgerà tutto il pubblico che sosterrà gli allievi con affettuosa e numerosa partecipazione.

Programma Teatro Quirino 2015-2016

teatro quirino

Presentata oggi ufficialmente il programma 2015-2016 del Teatro Quirino di Roma, con ospiti illustri come il regista Alfredo Arias, i comici Silvio Orlando ed Enrico Guarneri, e le attrici Claudia Gerini, Debora Caprioglio, Lina Sastri, Romina Mondello e  Adriana Asti. Continua a leggere

Enrico Guarneri nella Scuola delle Mogli

enrico guarneri

Enrico Guarneri, attore e cabarettista siciliano di primo rango sarà in scena fino al 17 maggio al Teatro Quirino di Roma con La Scuola delle Mogli del celebre Moliére con regia di Guglielmo Ferro che ambienta la scena nella Catania del XVII secolo, non troppo dissimile dalla Francia di Luigi XIV, ma forse più adatta al pubblico italiano che non può far altro che apprezzare tutta la comicità siciliana che l’ottimo Guarneri mette nel protagonista Arnolfo, uomo ormai di una certa età che cerca nel miglior modo possibile, secondo lui, di educare una giovane donna, Agnese, a divenire la moglie perfetta.

Enrico Guarneri

Enrico Guarneri

La commedia è infatti incentrata sul ruolo dell’ormai vecchio uomo siciliano, che letteralmente terrorizzato dalle ‘corna’ che hanno subito numerosi suoi amici, cerca in tutti i modi di creare la situazione ideale affinché la sua futura moglie non possa in alcun modo tradirlo, trovando la chiave nell’ingenuità. Nella sua mentalità in una donna ingenua, e cresciuta lontana dalla cultura, dalle altre donne, e dalle tentazioni, non può esserci il pericolo dell’adulterio. La sua convinzione nasce dal fatto che siano i pettegolezzi con le altre donne e i libri, specialmente i romanzi, a mettere in testa certe cose alle mogli, che se tenute lontano da queste cose, e soprattutto chiuse in casa, rimarrebbero fedeli come, se non di più, dei servi.

Il suo piano procede in maniera ottimale con la piccola Agnese, educata in convento e poi rinchiusa in un casolare sorvegliato a vista dai suoi servitori, Alano o Giorgina, che permettono alla ragazza solo una boccata d’aria al giorno rigorosamente dal balcone e per pochi secondi, e la tengono chiusa nella sua stanza con tanto di finestra sbarrata.

Il caso vuole però che il giovane Orazio, figlio di un caro amico di Arnolfo scorga la giovane sul balcone e ve se ne innamori, così perdutamente da volerla rapire e portare via dalle grinfie di colui che la tiene prigioniere. Orazio rivela il suo piano e i suoi sentimenti ad Arnolfo, non sapendo che fosse lui stesso a segregare la giovane, e Arnolfo di buon grado recita la parte dell’amico di famiglia, non rivelando nulla a Orazio e iniziando a tramare alle sue spalle per fare in modo che il piano del giovane non vada a buon fine.

L’intera vicenda si svolge sotto l’unica scena della via dove si erge la balconata della giovane Agnese, perfettamente allestita con tanto di scalinata, piccolo portico e piccolo ponte levatoio per far accedere gli attori alla casa. I vestiti di scena sono ben curati nei particolari, tanto da rispecchiare veramente l’abbigliamento del XVII secolo, con le giacche lunghe e i pantaloni corti tipici della nobiltà e della borghesia seicentesca.

Sublime l’interpretazione di Guarneri nel ruolo di Arnolfo, veramente calato nel ruolo che prende una nuova linfa e una vivacità maggiore accompagnato da una sicilianità che traspare sia nei gesti che nelle parole in dialetto.