Flavio Provini: 1° classificato nella Sezione Poesie

Flavio Provini: 1° classificato nella Sezione Poesie

Poesia 90

 

Flavio Provini: 1° classificato nella Sezione Poesie

del Concorso Letterario L’Arte della Parola e dell’Arte Coreutica

come presentare Flavio Provini autore?

E’ arduo perché ha mietuto successi, riconoscimenti, premiazioni in tutti gli innumerevoli Concorsi Letterari in Italia e all’estero a cui ha partecipato.

Appassionato di poesia e narrativa ed avido lettore di romanzi, racconti e saggi scrive poesia nelle più svariate forme: in verso libero, in rima, in metrica o nelle forme chiuse o brevi.

Alcune sue opere sono pubblicate online ed anche edite nelle antologie in formato cartaceo o e-book; di alcune di esse è stato gratuitamente realizzato un audio-video facilmente reperibile sul web.

A Flavio Provini sono stati assegnati circa 300 premi ai quali si aggiunge la nostra Targa di Premiazione

Flavio Provini: 1° classificato nella Sezione Poesie

e ci piace pensare, anzi, ne siamo certi, che Flavio le attribuisca l’identico valore che noi proviamo e che abbiamo espresso con la seguente motivazione:

componimento di forte impatto emotivo, possente intensità del messaggio, modalità di scrittura ricercata ma godibile, eccellente la forma e la competenza linguistica, la felice ripetizione di alcuni verbi dona musicalità al testo

Congratulazioni Flavio Provini.

“Il dono
(dedicata a Liliana Segre)

Non parlerò di sbuffi dai camini
su un cielo opaco di silenzio e polvere
né del brutale marchio sulla pelle
come se fossi bove al mattatoio,
del brancolare eretti sulle gambe
ossute come giunchi per inedia,
il collo stretto da un nodo scorsoio
che solo un Dio lontano districava.

Non parlerò delle urla alle torture

o delle sillabe acri nelle gole

vomitanti ansia sporca di morire,

né delle mutazioni dell’odiare,
né di quegli occhi persi a non vedere,
non parlerò di piombo o denti d’oro
o dei capelli a terra per sottrarli
alla fornace che le ossa scioglieva.

Porterò come strenna di Natale
al tempo sordo, cieco ai memoriali
il dono di chi da Auschwitz è tornato
e come agnello mai sacrificato
urla l’accento acuto della storia
di anime schiave di una folle legge,
nutre il ricordo di quella mattanza
affinché cali un raggio di speranza
che abbracci prati verdi non spinati.

Porterò un dono in nastro rosso sangue
e umida carta di innocenti lacrime,
con la sorpresa laica del perdono
per chi oggi ancora, nella notte ignora
chi lassù agli Inferi fu bestia e fumo.”

 

 

 

 

 

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