LO SHARING FILE DELLA CULTURA

e il diritto d’autore

E’ il p2p (peer to peer) e, a quanto pare, si sta imponendo come il nuovo codice identificativo delle relazioni nella Rete.

Cosa è il p2p?

Altri non è che un tragitto digitale, privo di confini, che compiono i dati – qualunque essi siano – tra due o più utilizzatori.

Già dagli anni 90 il cosiddetto Sharing file si è trovato a confrontarsi non sempre in maniera positiva con i rischi connessi alla legittimità delle opere, alla privacy ed alla sicurezza, temi questi sempre più caldi in relazione alla crescente diffusione di massa del fenomeno.

D’altronde questo è “figlio” della rivoluzione epocale di Internet degli anni 70 che ha inteso “connettere il mondo intero”.

E’ stata una avventura euforica, appassionante, esaltante ma, per certi versi, insidiosa e priva di regole certe; è stata una svolta epocale tanto da riformare il sistema delle relazioni umane.

Il mondo del WWW ha praticamente cancellato i vecchi sistemi relazionali ed ha imposto le nuove regole di convivenza globalizzando tutto e tutti.

In questa “terra di nessuno” che è il WEB confluiscono le più disparate ed incontrollate informazioni ed interazioni ed è proprio in questo ambito che è nato e si è diffuso  il p2p che by-passa le regole pre esistenti, più o meno discutibili.

Sono appunto le regole che hanno gettato un’ombra quantomeno ambigua sul neonato concetto di Sharing file che esalta il meccanismo partecipativo, la produzione dei cosiddetti  nuovi valori ed una nuova vision sostenibile.

Nasce così la comunione innovativa, piattaforme aperte nelle quali tutto è condivisibile, una sorta di cyber deregulation priva di qualificati e riconosciuti Amministratori del sistema e dei contenuti immessi dagli utenti.

Lo Sharing file della Cultura incrina gli equilibri legati al diritto d’autore, alla proprietà intellettuale delle opere che sono il risultato evidente dell’ ingegno creativo dell’artista.

Condividere, utilizzare in maniera libera ed incondizionata e, magari, rielaborare gli Sharing file è un potente strumento divulgativo di massa che pur svolgendo una preziosa opera di diffusione a tutti i livelli potrebbe però riservare conflitti di coesistenza con il concetto del “diritto d’autore” che non è possibile ignorare bensì tutelare attraverso le molteplici modalità esistenti.

Lo Sharing file della Cultura è indubbiamente la nuova strada da percorrere ma in maniera corretta e rispettosa dell’altrui ingegno che non deve essere, in ogni caso, “saccheggiato”.

CICERONE – LA GIUSTA DIZIONE

…per una chiara ed efficace comunicazione.

Cicerone è da tutti riconosciuto come il più celebre oratore dell’antica Roma;  la sua  fama quale modello classico dell’oratore è ormai incontrastata.

Egli ha composto oltre 100 orazioni spaziando tra la politica, la morale, la guerra, la famiglia…

Per rendere efficace la sua comunicazione Cicerone utilizzava la  Tecnica di memorizzazione e cioè:

la  tecnica associativa”  o tecnica delle stanze con cui scomponeva il discorso in concetti ed associava poi questi concetti alle stanze di una casa.

In fase di esposizione del discorso i concetti che egli intendeva esprimere gli tornavano in mente nella sequenza desiderata.

Ed è proprio da questo metodo di memorizzazione che derivano le locuzioni italiane, tutt’ora in uso,  “in primo luogo”, “in secondo luogo” e così via

Ricordiamoci: un uomo parla esattamente per come è.

Parlare con l’esatta pronuncia è uno dei fondamentali strumenti con cui poter esprimere al meglio noi stessi ma è assolutamente necessario comprendere nel minimo dettaglio ciò che si vuole esprimere.

In altre parole dobbiamo essere “padroni” di ciò che andiamo a spiegare .

Può apparire banale affermarlo ma non sempre abbiamo veramente assimilato l’argomento da illustrare.

Dobbiamo dare la giusta forma al significato della nostra esposizione attraverso la nostra postura ma, soprattutto, attraverso la nostra voce ; su ciò è basata la comunicazione efficace.

Avendo bene a mente queste nozioni riusciremo a stabilire un ponte, un legame bi direzionale con coloro che ascoltano.

Nel contesto odierno dove le voci si accavallano in maniera caotica, si sovrappongono freneticamente, si annullano a vicenda, risulta sempre più importante stabilire una comunicazione chiara, efficace, priva di cadenza, non “mono tono”.

LA RESPIRAZIONE

E’ un importante aspetto su cui porre particolare attenzione; l’atto respiratorio deve essere studiato in quanto la vera essenza non è… produrre “suoni” ma produrre suoni corretti.

Noi respiriamo in modo meccanico e non ci soffermiamo su come il processo avvenga,  dobbiamo invece analizzare su come la cadenza respiratoria avviene poiché una corretta respirazione influisce sullo stato emotivo e crea ostacoli alla nostra capacità comunicativa.

Andiamo cioè in affanno fisico e psicologico, la nostra memoria si offusca, la mente non segue più la “scaletta” preordinata, l’esposizione fallisce.

ACCURATEZZA DELLA LINGUA

Dimentichiamoci della nostra  regione di nascita,  poniamo attenzione alle regole di base della nostra lingua che è alcune volte “massacrata” da noti relatori insospettabili, di “cultura” o presunti tali.

La nostra lingua è un bene comune da salvare, da tramandare alle generazioni future e non un arcaico mostro in via di estinzione; deve essere di uso comune da salvaguardare al pari degli altri nostri prodotti di punta dell’Italia quali la cultura, i musei, l’arte.

Comunque non disperiamo:

« In principiis dicendi tota mente atque artubus contremisco. » (IT)

« All’inizio di un discorso mi tremano le gambe, le braccia e la mente. »

 

Anche il grande Cicerone aveva le sue difficoltà.

IN NOME DEL PAPA RE

Fino al 17 gennaio 2016 sarà in scena presso Il Teatro dell’Angelo la versione teatrale, rielaborata dal regista Antonello Avallone,  di uno tra i più grandi capolavori cinematografici di Luigi Magni “In nome del Papa Re” del 1977

La pellicola fa parte della trilogia del grande Maestro che iniziò con il film  “Nell’Anno del Signore” del 1969 per concludersi con “In nome del Popolo Sovrano” del 1990 e tutti ripercorrono il tema del rapporto tra il popolo romano sopraffatto dalle angherie dell’aristocrazia romana e del potere pontificio durante il periodo risorgimentale.

L’opera “In nome del Papa Re”, così come il film, trae origine da una lettura romanzata dell’ultima condanna a morte decretata dal potere temporale del Papa  ed eseguita il 22 ottobre 1867.

La Trama

Ai primi di Ottobre 1867 in un attentato dinamitardo avvenuto in una caserma degli “Zuavi” pontifici francesi persero la vita molti soldati.

Il  Cardinal Colombo, capo della polizia papalina,  iniziò le indagini ma il capo dei Gesuiti, il famigerato e potente  “Papa Nero” riuscì per primo a trovare i sovversivi, catturandoli, ma facendo strage di tutti gli altri presenti.

Questo brutale eccidio rese insanabile il latente dissidio tra il Cardinal Colombo ed il “Papa Nero

I tre arrestati, Cesare Costa, Giuseppe Monti e Gaetano Tognetti,  legati tra loro da un patto di amicizia giurato fino alle estreme conseguenze, vengono rinchiusi nelle prigioni di  Castel S. Angelo.

La  contessa Flaminia Ricci, moglie del conte Ricci,  è in realtà la madre segreta di Cesare Costa che lo ebbe nientemeno che con il  Cardinal Colombo, ancora ignaro di tutto.

La donna, disperata per l’imminente e sicura condanna a morte del figlio,  confessa al Cardinal Colombo di essere lui il padre del ragazzo nato da una fugace relazione tra i due.

Il prelato riuscirà a liberarlo  ma non riuscirà ad intervenire a favore degli altri due arrestati che verranno condannati a morte dal tribunale ecclesiastico nonostante l’accorata arringa del Cardinal  Colombo.

Il giovane, liberato a forza e contro la sua volontà , viene nascosto nella casa del Cardinal Colombo dove riceverà la visita della sua amata Teresa che gli comunica di aspettare un figlio da lui; il ragazzo confida invece a Teresa di voler tentare di liberare i suoi due amici o morire eroicamente  con essi.

Il piano fallisce e Cesare verrà ferito in un’imboscata tesa dal marito della contessa che lo riteneva l’amante della moglie; morirà poi tra le braccia della madre, di Teresa e del Cardinal Colombo.

Quest’ultimo, ormai disgustato della tracotanza del “Papa Nero” e consapevole della inutile sovrastruttura del potere temporale, peraltro in disfacimento, rassegna le dimissioni da tutte le sue cariche pontificie e subisce l’esilio ordinato dal capo dei Gesuiti.

Tornerà a Roma nel 1870 stanco, anziano, ammalato insieme al suo fido servitore Serafino ma solo per il breve tempo di vedere per l’ultima volta Teresa portare in braccio il suo bambino…Suo nipote.

Muore infine serenamente assistito da Serafino.

Il regista Antonello Avallone descrive in maniera fulgida il decrepito potere temporale papalino e le sue persecutorie leggi che verranno spazzate via nel 1870 a seguito dell’ingresso delle truppe italiane attraverso la Breccia di Porta Pia.

Antonello Avallone ha “confezionato” uno spettacolo intelligente e divertente, un grande racconto popolare che tocca tutte le corde sensibili dell’animo umano: l’amore, la morte, la politica, il tradimento, gli ideali, l’estremo sacrificio. Tutto è misurato alla perfezione.

Egli ha saputo costruire i personaggi in maniera formidabile, riesce a conquistare  il pubblico, colpisce per la semplicità e l’umanità dell’insieme ben coordinato.

Non sono da meno tutti gli interpreti che fanno parte del cast scelto con attenzione e che dimostra una affiatata recitazione sul palcoscenico.

Degna di nota è la scena del Tribunale Ecclesiastico e l’arringa, semplice ma profonda nel significato, di Monsignor Colombo; sono comunque molte, durante lo  spettacolo, le scene realizzate con maestria e cura dei dettagli.

Autore: Luigi Magni
Regia: Antonello Avallone
Genere: commedia
Compagnia/Produzione: Il Punto
Cast:  Antonello Avallone, Pippo Franco, Antonio Ferrante, Cristina Moglia, Daniele Di Matteo, Mario Rosati, Silvia Augusti, Valerio Palozza, Tiziana Narciso, Marco Santolamazza, Stefano Frau

In nome del Papa Re in scena dal: 26/12/2015 al: 17/01/2016

TEATRO DELL’ANGELO SALA GRANDE
via Simone De Saint Bon 19 – Roma (RM)
Tel: 06 37513571
Fax: 06 37514258
Email: info@teatrodellangelo.it       Sito Web: www.teatrodellangelo.it

 

Il Nuovo Faust

  

Intervista con l’autore Franco Salvatore Grasso

Buongiorno Franco e grazie per l’incontro odierno che ci consente di confrontarci sulla tua opera “Il nuovo Faust“.

Riassumo brevemente la storia che è ambientata in una fantastica cittadina siciliana, Jonica. Il racconto prende spunto dal romanzo di Goethe, Faust, e narra le vicende di un professore, Giovanni Fausto, che un giorno viene schiaffeggiato da una sua alunna, Margherita. Questo inaspettato gesto lo porta improvvisamente a riflettere sul significato della vita, a ripensare alle scelte fatte, alle occasioni perdute, innescando così una serie di situazioni in cui si intrecciano personaggi che ricordano i protagonisti del Faust di Goethe. La classica lotta del bene contro il male, la ragione contro la passione che ci conduce verso un finale a sorpresa del tutto inaspettato. Una narrazione veloce, un linguaggio immediato e semplice, privo di fronzoli ma efficace e descrittivo che riescono a rapire l’attenzione del lettore e rendono il romanzo una storia da leggere tutta d’un fiato.

Ricordo anche ai nostri lettori che l’opera è già stata premiata con la ristampa e questo – di per sé- fornisce quello che in termini editoriali specialistici è definito “Impact Factor” ; noi molto più modestamente diciamo che il libro di Franco ha suscitato interesse ed apprezzamenti inusuali trattandosi di opera prima.

Franco da quando hai scoperto di essere stato catturato dalla passione della scrittura?

  1. La passione della scrittura, anticipata dal mero racconto di storie e realizzato decisamente in modo dilettantistico tramite fumetti, fotoromanzi e fono romanzi, si è sviluppata nel tempo sin dal periodo scolastico presso il Cine TV ‘Rossellini’ nella facoltà di Filosofia dell’Università La Sapienza di Roma. Questa ‘passione’ si concretizzava sperimentalmente nella realizzazione di tesine attraverso fantastici racconti a soggetto. Fra l’altro questo insolito modo di descrivere argomenti specifici delle svariate materie universitarie piacque ai docenti, in speciale modo al professore di ‘Religioni e Filosofie dell’India ed Estremo Oriente’. Nacque quindi in maniera del tutto naturale e consequenziale l’idea di scrivere un romanzo su alcune tematiche studiate ed approfondite all’Università.

Nel tuo libro “Il nuovo Faust” cosa hai cercato di trasmettere? Un messaggio? Un episodio della tua vita?

  • Nel mio libro ‘Il Nuovo Faust’ ho voluto trasmettere il concetto di quanto sia vano inseguire unicamente tutto ciò che è legato al nostro ego quale la fama, la posizione sociale e persino, nell’assurdo, la ricerca della conoscenza tralasciando invece gli autentici valori dei rapporti umani ma soprattutto trascurare un sentimento vitale quale è l’Amore.

Perché ti ha entusiasmato la figura di Faust?

  • Il Faust rappresenta colui che ha tentato di conoscere ogni scibile umano rimanendo però racchiuso nel proprio egoismo ma è Mefistofele quello che fa di tutto per avvisare del pericolo insito in ogni solipsismo: è colui che apparentemente volge al Male ma che, alla fine, conduce al Bene.

 

 

Cosa ti ha trasmesso?

  • Il personaggio del Faust, oltre al fascino che emana, mi ha comunicato la volontà per l’introspezione e la ricerca dei valori autentici della nostra vita: un autentico dialogo con noi stessi.

 

Sappiamo che è in fase di stampa la tua seconda opera dal titolo “Seraphitus-Seraphita” e sarà quindi disponibile a giorni:

Ci puoi fornire alcune anticipazioni?

  • Anche il personaggio di ‘Seraphitus – Seraphita’ tratto dall’opera di Honoré de Balzac in un certo senso, attraverso il mio romanzo, è un Faust particolare che segue per certi versi la realizzazione della propria perfezione attraverso l’Amore in un rapporto completo, totale.

Segue il genere del Faust?

  • Anche se il racconto è completamente differente da ‘Il nuovo Faust’ per fatti, personaggi, situazioni, passioni, esso è strettamente simile per la tematica legata alla ricerca dei veri valori dell’esistenza.

E’ una storia che si svolge nella tua amata terra di origine, la Sicilia, o hai voluto dare un ampio respiro geografico, politico, sociale?

  • L’ambiente è ancora una volta la Sicilia e nel racconto ci trasferiamo nel nord della Germania, a Magdeburg, nel land della Sassonia Anhalt nell’esaltante periodo della “Belle Epoque”. Siamo decisamente lontani dai fiordi norvegesi descritti nel ‘Seraphita’ di Balzac.

Sono sincero, ho letto alcuni brani in anteprima ed ho notato che sfiora anche aspetti storici ed affettivi.

Come sei riuscito a coniugare i diversi argomenti presenti nel libro?

  • È stato veramente difficile nonostante avessi da diversi anni idee chiare sul racconto; ho dovuto rivedere i singoli periodi storici ed approfondire lo studio  sugli usi di vita dei primi anni del ‘novecento’

 

Grazie Franco per il tempo che ci hai dedicato e non ci resta altro che augurarti in bocca al lupo.

Abbiamo strappato a Franco la promessa che ci incontreremo di nuovo dopo aver letto la sua nuova opera “Seraphitus-Seraphita

 

Il Nuovo Faust

2° Ristampa dell’opera di Franco Salvatore Grasso, figlio dell’amata terra siciliana da cui trae gli spunti per le sue opere.

Forte degli studi universitari nella disciplina di ‘Religioni e Filosofie dell’India ed Estremo Oriente’ con la tesi di Laurea sul Karma negli Yogasutra di Pātañjali, egli trasmette anche il suo amore per gli studi filosofici in un connubio gradevole, leggero, di facile lettura ed appassionante.

Tale è l’opera Il Nuovo Faust (tratto da un componimento di Jahann Wolfang von Goethe) che è giunto  alla 2° ristampa dopo la presentazione avvenuta a luglio 2015.

Noi siamo piccoli editori ed ancora ci entusiasmiamo del nostro lavoro e delle soddisfazioni che un autore può raccogliere; ancora una volta il lavoro di squadra funziona.

Complimenti Franco per Il Nuovo Faust

L’opera è ordinabile in formato cartaceo presso tutte le librerie ed anche con richiesta diretta all’editore  all’indirizzo ilmulinonlus@libero.it nonchè in ebook presso  tutti i circuiti.

Vi diamo una anticipazione: è in fase di stampa un’altra opera di Franco dal titolo “Seraphitus-Seraphita”; dalla prossima settimana sarà disponibile.