TOCCATO IL SUOLO DI MARTE

 

By Martina Servidio

nella serata di giovedì 18 febbraio 2020, dopo 7 mesi di viaggio interplanetario, la sonda “Providence” ha concluso le operazioni di “ammartaggio” (ci dovremo abituare a questo termine) e dopo alcune ore, necessarie a verificare l’integrità di tutti i componenti, ha iniziato le attività scientifiche previste dalla missione.

Il Rover “Perseverance” si è attivato, come da programma, per effettuare tutte le operazioni.

TOCCATO IL SUOLO DI MARTE

L’obiettivo principale consiste nel cercare forme di vita che si suppone siano esistite 4 milioni di anni fa, raccogliere campioni del suolo ed effettuare carotaggi alla ricerca di acqua.

Tutti i campioni e le analisi dovrebbero essere recuperati in una prossima missione su Marte non essendoci – per il momento – alcuna possibilità di alzarsi in volo.

Una novità strabiliante è costituita dal tentativo di far volare, seppur per alcune centinaia di metri, anche un piccolo elicottero denominato “Ingenuity”.

TOCCATO IL SUOLO DI MARTE

Dobbiamo considerare che questo esperimento presenta difficoltà ovviamente ancora sconosciute poiché l’atmosfera di Marte è estremamente rarefatta (è l’1% rispetto a quella terrestre)

“Sette minuti di terrore”

Così li ha definiti Jennifer Trosper, vicedirettore del progetto della Nasa riferendosi agli ultimi minuti di avvicinamento durante i quali è impossibile ogni intervento di correzione della traiettoria a causa degli undici minuti di ritardo nelle comunicazioni.

Altro fattore di rischio era la percentuale di insuccesso dell’“ammartaggio” calcolata  al 60%; il successo è stato invece completo.

“Providence” è dotato di numerosi strumenti, alcuni studiati per l’occasione, che sveleranno i segreti del pianeta rosso. Una stazione meteo controllerà “il tempo meteorologico” mentre un altro tenterà di produrre ossigeno dall’atmosfera di Marte; avremo in futuro un clima idoneo all’insediamento umano?

Un radar analizzerà il pianeta al disotto della superficie, uno spettrometro a raggi ultravioletti e a raggi X identificherà la costituzione atomica dei diversi composti presenti ed un microfono “ascolterà” l’atmosfera marziana.

Le esplorazioni spaziali hanno un futuro?

Una delle aspirazioni più forti dell’uomo è esplorare lo spazio ed interagire con i corpi celesti che lo compongono tuttavia Marte presenta un ambiente inospitale e molto pericoloso ma ciò non impedisce all’uomo di sognare, di ampliare le proprie conoscenze e di arrivare sulla superficie del pianeta per creare la possibilità di viverci.

E’ l’instancabile spinta propulsiva dell’essere umano.

Segue ora un video diffuso dalla NASA che presenta l’”ammartaggio” della sonda “Providence”

PH e Video NASA

 

 

 

 

 

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