Come trovare lavoro in Europa

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Chi non ha paura di emigrare e ama imparare nuove lingue, senza troppo indugiare potrebbe trovare lavoro in Europa, grazie alla piattaforma Eures, portale creato appositamente per la mobilità dei lavoratori nell’area dell’Unione che si può facilmente raggiungere attraverso l’indirizzo web https://ec.europa.eu/eures/home.jsp?lang=it.

Questo sito pubblica tutte le offerte professionali facenti parte di ben 32 stati europei, quindi non solo quelli dell’Unione Europea Che attualmente sono 28) ma anche altri che pur facendo parte dell’Europa in senso fisico non lo sono in senso politico. Vediamo quindi come trovare lavoro in Europa.

Lavoro in Europa: le lingue

lavoro in europa

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Come spiegato precedentemente una delle condizioni fondamentali per trovare lavoro in Europa è quella di conoscere almeno due, se non tre, lingue straniere. Naturalmente a farla da padrone sono le tre principali lingue dell’Unione, ovvero l’Inglese (lingua ormai internazionale), il francese e il tedesco (quest’ultima è la lingua parlata dal maggior numero di persone presenti in Europa, essendo la lingua ufficiale della Germania, dell’Austria, di gran parte della Svizzera e della provincia autonoma di Bolzano in Italia).

Se si conoscono tutte e tre queste lingue è inutile dire che il trovare lavoro in Europa è senza dubbio più semplice, in quanto i selezionatori delle varie aziende europee sono molto inclini ad assumere chi conosce le principali lingue dell’Unione, e inoltre Germania, Inghilterra e Francia sono i tre Paesi trainanti dell’economia europea e quindi quelli in cui è più facile trovare una buona occupazione.

Lavoro in Europa: come orientarsi

lavoro in europa

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Orientarsi però non è semplice, perché anche a livello europeo le truffe sono in agguato. Eures invita allora a prestare attenzione su diversi punti:

  • Verificare sempre se il mittente del messaggio è un indirizzo mail Eures o relativo al datore di lavoro dell’offerta a cui ci si è iscritti.
  • Se la società non è conosciuta è bene fare una piccola ricerca su essa sui vari forum presenti in rete oppure vedere se vi sono notizie sui quotidiani.
  • Non prendere mai in considerazione offerte di lavoro dove si chiede di anticipare somme di denaro, ne tantomeno dare dati di documenti o di carte di credito via mail.

Eures chiede espressamente a chi opera sui propri portali di attenersi a queste regole, in modo da non avere brutte sorprese.

 

 

Storia economica: il mercantilismo

storia economica

Il mercantilismo è stato un movimento essenziale nella storia economica, in quanto rappresenta il pensiero economico dei secoli XVI e il XVII, periodo in cui l’economia era appannaggio delle grandi potenze mercantile europee come la Spagna, l’Inghilterra, l’Olanda, Venezia e la Francia. Continua a leggere

La Buona Scuola: in arrivo il bonus

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La riforma della scuola fortemente voluta dal Governo Renzi, la buona scuola, non risparmia sorprese, e una di queste è rappresentata dal bonus di 500,00 euro che verrà concesso ai docenti. Questa speciale iniziativa, fortemente reclamizzata dai principali giornali italiani trova conferma anche dal Ministero del Tesoro che ha stanziato ben 381 milioni di euro per assicurare ai 762 mila docenti presenti nel nostro Paese di poter contare su questi speciali fondi per poter finanziare la propria formazione che deve essere perpetuamente aggiornata e tenuta sempre all’avanguardia. Continua a leggere

Calcolo Tfr: ecco come

calcolo tfr

Il calcolo Tfr è una cosa di cui il lavoratore dipendente subordinato deve tener bene in conto se si avvicina la scadenza contrattuale o la fine del rapporto di lavoro. Questo infatti non è altro che il trattamento di fine rapporto, un tempo chiamato liquidazione, che viene corrisposto in forma monetaria al lavoratore che per chiusura contrattuale, dimissioni, licenziamento o pensionamento, interrompe il rapporto di lavoro che lo legava a una determinata azienda.

In questa breve guida prenderemo quindi in esame come calcolare il Tfr, in modo che chi sta per interrompere il rapporto di lavoro dipendente, per qualsiasi ragione, sappia quanto andrà a prendere dalla conclusione del contratto lavorativo.

Calcolo Tfr aliquote

calcolo tfr

calcolo tfr

Per calcolare il tfr occorre per prima cosa sommare gli importi lordi percepiti annualmente, che si possono trovare sul CU di ogni anno, e dividerle per 13,5. Facendo un esempio pratico, se la somma degli stipendi lordi percepiti nel 2014 è di 20000 euro, basta dividere quasta somma per 13,5 e si ottiene l’importo lordo del Tfr relativo all’anno 2014, che nel caso dell’esempio appena fatto equivale a 1481,00 euro.

Per ottenere il Tfr netto relativo a quell’anno occorre sottrarre dai 1481,00 euro appena calcolati (che rappresentano il Tfr lordo), l’aliquota irpef è del 23%, che viene applicata sulle retribuzioni che vanno da zero a 150000 euro. Nel nostro caso, avendo percepito 1481 euro, rientriamo proprio nell’aliquota del 23%. Questa aliquota passa al 27% se si arriva a percepire un Tfr lordo tra i 15001 e i 280000, al 38% se il Tfr lordo è tra i 28001 e i 55000 euro, del 41% se oscilla tra i 55001 e i 75000 e del 43% se supera i 75000.

Calcolo Tfr accumulato in 30 anni

calcolo tfr

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A questo punto non rimane che calcolare gli anni che si è lavorato per quell’azienda. Facciamo conto che abbiamo lavorato nello stesso posto per 30 anni e abbiamo accumulato un Tfr di 44430,00 euro. Questi soldi devono essere moltiplicato per 12 (parametro fisso per il calcolo del Tfr), dopo di che devono essere divisi per gli anni lavorati, nel nostro caso 30. 44430*12/30=17772,00 euro.

Questi 17772,00 euro rappresentano il Tfr lordo accumulato in 30 anni di lavoro. A questo deve essere sottratta l’aliquota del 27%, essendo questa cifra compresa tra 15001 e 28000. Per farlo non serve altro che sottrarre ai 17772,00 la cifra che equivale all’aliquota del 27% che si trova moltiplicando 17772 per 27 e dividendo il risultato per 100, che è 4798,44 euro. L’importo del Tfr sarà quindi uguale a 17772,00-4798,44, e cioè 12973,56.

Impunità Iva: maglia nera all’Italia

impunità iva

Altro triste primato per la nostra povera Italia, che si vede affibbiata la maglia nera dell’impunità iva dalla commissione dell’Unione Europea. L’organo comunitario ha infatti stimato che al gettito fiscale del nostro paese relativo all’anno 2013 manchi un terzo dell’importo che sarebbe dovuto derivare dall’imposta sul valore aggiunto, per l’appunto l’iva, pari a un valore di ben 47,5 miliardi di Euro. A livello statistico si è passati da un evasione del 32 a una del 33,6%. Continua a leggere