Ayrton Senna il volto di un Campione

Ayrton Senna, il volto di un campione

In questi giorni sono apparsi sui Social varie rievocazioni, foto, “like”, condivisioni, relative al grande campione Ayrton Senna da Silva che perse la vita il 1 maggio 1994 durante il Gran Premio di Formula 1 che si correva all’Autodromo di Imola.

Alle ore 14,17 durante il 7° giro, mentre era in prima posizione nel rettilineo da 300 Km/h  che porta alla curva del Tamburello  la Williams di Ayrton tirò dritta infrangendosi contro il muretto.

Alle ore 18,40 Ayrton Senna morì all’Ospedale Maggiore di Bologna dove lo avevano elitrasportato.

Non mi sono unito a tutti, nel fatidico giorno del ricordo collettivo, perché ho voluto riviverlo intensamente e dal profondo del mio cuore quasi a dialogare direttamente e personalmente con lui.

Perché?

Perché ho avuto il piacere, l’onore ed il privilegio di conoscerlo personalmente, di conversare con lui, di mangiare velocemente un panino con lui, mi ha concesso di entrare nel suo animo e di capire l’inarrestabile  carica agonistica che lo catapultava,  metro dopo metro, curva dopo curva alla vittoria anche “in barba” alle leggi della fisica o del moto dei corpi.

Ayrton Senna aveva un volto apparentemente triste, corrucciato, tormentato.

No, era un professionista alla continua ricerca della perfezione, la sua tattica di gara la costruiva visionando a piedi il circuito per assimilarlo, metro dopo metro, per trovare gli spazi utili per effettuare il sorpasso.

Se non c’erano se li inventava.

 

Ayrton Senna il volto di un Campione

Una sua frase “Non esiste curva dove non si possa sorpassare” la dice proprio tutta sul suo modo di intendere una gara di Formula 1.

Aveva lo sguardo deciso, intenso, di colui che non concede nulla all’avversario; sapeva “pesare” gli altri piloti, campione o seconda guida, veloce o arrendevole ma tuttavia in pista era estremamente corretto con tutti; pilota di gran carattere ma corretto.

Tutti noi ricordiamo le statistiche : 3 Mondiali di Formula 1 vinti,  41 G.P. vinti,  65 pole position conquistate (e ne avremmo conteggiate tante altre se non ci fosse stato quel maledetto 1 maggio 1994) ma ben pochi sanno che Ayrton Senna, oltre ad essere un coriaceo pilota di Formula 1, aveva una sensibilità ed una umanità sorprendente.

Durante il G.P. del Belgio del 1992 sul velocissimo Circuito di Spa-Francorchamps  il pilota francese Erik Comas uscì di pista ad altissima velocità, si staccò una ruota, colpì Comas  che perse conoscenza.

Ayrton Senna bloccò la sua McLaren,  raggiunse Comas, arrestò il motore che si era bloccato a pieni giri (scongiurando così il rischio di incendio) ed aiutò i paramedici a tirare fuori Comas dall’abitacolo contorto.

Lo possiamo definire un eroe?

SI !

Ayrton Senna il volto di un Campione

Torniamo a quel maledetto 1 maggio 1994

Il  pre-gara , prove libere, avevano già “segnato” quello che sarebbe stato il G.P. di Imola:

il Venerdi Rubens Barrichello, forse per la rottura di una sospensione, uscì di pista ad una chicane, si schiantò contro le barriere ed il pilota perse i sensi.

Ayrton Senna fu il primo ad accorrere vicino all’amico e connazionale Rubens, si accertò delle sue condizioni (subì varie fratture e ferite) e fu il “portavoce” di Barrichello con la stampa.

Il Venerdi  Roland Ratzenberger percorreva ad oltre  300 Km/h  il lungo rettilineo prima della curva Villeneuve quando si staccò l’alettone anteriore e l’auto divenne inguidabile.

Si schiantò in piena velocità contro il muretto che causò la morte di Ratzenberger.

Ayrton Senna non volle concludere le prove di qualificazione ottenendo comunque la pole position davanti ad un certo giovanottello impetuoso, ambizioso  e con la stoffa del campione che voleva insidiare il Campione: chi era questo nuovo  pretendente?

Forse ne avete sentito parlare: Michael Schumacher.

Ayrton Senna il volto di un Campione

Concludiamo.

Cosa ci ha lasciato Ayrton Senna?

Un senso di tristezza, un languore, una prostrazione per un qualcosa che ormai abbiamo perduto e che nulla potrà sostituire.

Tutti gli ammiratori di Ayrton Senna sentono stringersi  la bocca dello stomaco al suo ricordo, possiamo solo riviverlo attraverso i filmati del tempo.

Da Ayrton Senna  sgorgava carisma, dolcezza, determinazione, forza,  era il punto di riferimento del mondo della Formula1.

“Correre, competere, è nel mio sangue, fa parte della mia vita” ; questo era Ayrton Senna.

Sulla sua lapide è scritta la frase “Niente può separarmi dall’amore di Dio

ed aggiungo…nemmeno da tutti coloro che ti hanno ammirato e visto correre.

Ayrton Senna il volto di un Campione

Ciao Ayrton

 

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