8 MARZO

Dobbiamo riconoscerlo, le nostre donne hanno una marcia in più.

Non è una riflessione solo perché oggi è l’8 MARZO ma è una costante considerazione alla luce di quanto quotidianamente esse sono chiamate ad affrontare.

Per vivere nelle nostre città e, per meglio dire,  sopravvivere alle sue infinite complicazioni bisogna essere delle “Wonder Woman”.

La studentessa ogni giorno trascorre due o tre ore sui mezzi pubblici per raggiungere la sua Università impegnandosi in uno slalom olimpionico tra scippatori in metro, folla inumana sui mezzi pubblici in ritardo, immancabili maniaci.

La madre che in casa si alza per prima e prepara la colazione ai figli, “arrangia” qualcosa per il pranzo o la cena ed accompagna di corsa i bambini a scuola prima di recarsi al posto di lavoro; la noti quando in fila al semaforo si concede qualche attimo per truccarsi.
Ma non è finita qui; all’uscita dall’ufficio prende i bambini a scuola e spesso li accompagna al centro sportivo e nel frattempo torna a casa per riassettarla e preparare la cena.

8 MARZO, per le nonne la vita è più facile?

Non credo.

Nella società attuale, frenetica, colma di impegni, con un costo della vita ben superiore alle normali possibilità economiche delle famiglie, un ruolo importante è affidato alle nonne e -purtroppo- alle loro pensioni spesso modeste.

La nonna fatica non poco a districarsi nella giungla delle nostre città tra marciapiedi dissestati, auto parcheggiate nei posti più impensabili, bus malandati, strisce pedonali che nessuno rispetta, uffici pubblici che sembra non siano stati pensati per facilitare il cittadino per di più anziano, bollette pazze e call-center che ormai rispondono dai paesi dell’Est con ovvie difficoltà di dialogo.

Oggi, 8 MARZO, rivolgiamo un caro saluto a tutte le donne e, se mi permettete, in particolare a quelle della nostra redazione che rappresentano ormai il 60% del giornale.

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