Piccoli editori

Fiera del libro a Torino o Fiera del libro a Milano?

E’ ben nota la recente decisione dell’A.I.E. di svolgere la prossima Fiera del libro a Milano; l’Amministrazione Comunale di Torino ha peraltro confermato che Torino continuerà ad organizzare la tradizionale Fiera del libro.

Vedremo gli sviluppi di questo “dualismo”.

Per quanto riguarda noi, piccoli editori, abbiamo sempre rilevato il peso economico costituito dalla partecipazione alle Fiere di settore ivi compresa Più Libri più Liberi a Roma.

Altre criticità risiedono nella cronica difficoltà di presentare le proprie opere librarie in spazi adeguati  ma a costi contenuti e, questa difficoltà, è maggiormente avvertita dagli autori esordienti e self publishing.

Alla luce di queste difficoltà – appena accennate – potrebbe risultare utile attuare una virtuosa (e non virtuale) mini Fiera del libro autogestita, con pari dignità e con pari diritti da tutti gli attori interessati che fanno parte dell’universo libro.

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In essa potrebbero confluire i piccoli editori o micro editori, i self publishing, gli esordienti , gli autori con le loro bozze, gli editor, le tipografie, le librerie, i distributori

In pratica uno spazio fisico ed una vetrina realizzata da tutti noi, autofinanziata da tutti noi con modalità chiare, trasparenti, equilibrate dove tutti possiamo presentarci e stabilire – auspicabilmente – una rete di reciproca collaborazione…tra pari.

Noi non siamo solo piccoli editori ma anche autori esordienti e viviamo quotidianamente tutte le difficoltà che vorremmo, con questa ardita ipotesi, attenuare.

Sarebbe sbagliato, fuorviante e profondamente ingiusto etichettare, in prima battuta, questa ipotesi di lavoro come una ribellione alla “Masaniello” o – peggio – una follia irrealizzabile; non vuole essere né l’una  nè l’altra ma esprime solo la volontà di dialogare insieme per creare una rete, ripeto, virtuosa e reale, di collaborazione a tutti i livelli.

Lanciamo questo messaggio e ci auguriamo di ricevere commenti, proposte, suggerimenti e, perché no, anche critiche purchè costruttive.

Piccoli editori ed autori esordienti con tanta volontà di crescere.

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