2019-nCoV ; il Coronavirus

2019-nCoV ; il Coronavirus

Scienza e Cultura 57

 

2019-nCoV ; il Coronavirus

Abbiamo oggi il piacere di confrontarci con il Dr. Carlo Struglia, specialista in malattie infettive, con il quale parliamo di un argomento che ha catturato l’attenzione di tutto il mondo e, nel contempo, ha generato timori ed ansie alla popolazione; parliamo del Coronavirus.

Doverosamente sottolineiamo che, essendo i dati di diffusione del virus in continua e rapida ascesa, quanto da noi riportato si riferisce allo stato attuale, odierno, delle informazioni ufficiali.

Buongiorno Dott. Struglia e grazie per il tempo che ci dedica; può riassumere le sue esperienze nel campo della sanità?

Presto detto: laureato presso l’università Cattolica nel 1971, ho conseguito la specializzazione in Malattie Infettive nel 1973. Nello stesso anno sono stato assunto presso l’ospedale Spallanzani, dove ho lavorato per circa 30 anni. Durante questo periodo ho pubblicato oltre 50 lavori scientifici, alcuni dei quali su autorevoli riviste estere (Journal of Hepatology, Gut, Lancet, etc.) ed ho partecipato ad oltre 150 tra simposi, corsi di aggiornamento e congressi, molti dei quali all’estero ove sono stato relatore, presentando lavori scientifici originali.

 Dottore, alcuni osservatori hanno sollevato il dubbio che, almeno inizialmente, le autorità cinesi abbiano sottovalutato l’aggressività del virus e che, non appena si sono resi conto della sua evoluzione, hanno informato l’OMS. Tuttavia anche l’OMS è apparsa quantomeno incerta circa la necessità di lanciare l’allarme e ciò è suffragato dalla relazione ufficiale del Comitato OMS del 22/01/2020

https://www.who.int/news-room/detail/23-01-2020-statement-on-the-meeting-of-the-international-health-regulations-(2005)-emergency-committee-regarding-the-outbreak-of-novel-coronavirus-(2019-ncov)

ma solo il 30 gennaio il Comitato OMS ha diramato l’emergenza sanitaria internazionale:

https://www.who.int/news-room/detail/30-01-2020-statement-on-the-second-meeting-of-the-international-health-regulations-(2005)-emergency-committee-regarding-the-outbreak-of-novel-coronavirus-(2019-ncov)

Dottore, ritiene che questo periodo di “valutazione” abbia influito sulla diffusione inconsapevole, da parte della popolazione, del virus e della sua aggressività?

Le rispondo subito, ma prima mi permetta di tracciare un breve identikit dei coronavirus. Sono virus a RNA , suddivisi in 4 generi diversi: alfa, beta, delta , gamma e l’ultimo “nato” è un beta coronavirus.  Utilizzano come serbatoio alcuni mammiferi, in particolare i pipistrelli. Possono causare malattie da lievi come il raffreddore a gravi sindromi respiratorie, come la SARS nel 2002 e la MERS nel 2012.   Per tornare alla sua domanda, non saprei dare una risposta precisa, ma riporto il parere di molti addetti ai lavori i quali ritengono che, all’inizio dell’epidemia, si siano persi giorni preziosi. Forse le iniziative di contenimento attualmente in vigore, come controlli più stringenti alle frontiere ed interruzione dei collegamenti aerei da e per la Cina, andavano prese prima.

Ci sono altri specifici sintomi del Coronavirus oltre a quelli sovrapponibili ai ben conosciuti sintomi influenzali?

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Solitamente si accusano sintomi simil-influenzali quali febbre, tosse, astenia e, nelle forme più gravi, dispnea, polmonite, insufficienza renale acuta, fino ad arrivare al decesso.

Sono state fatte molte ipotesi su cosa possa aver causato la nascita e la diffusione del virus tra cui quella attribuita al consumo di animali selvatici, come accaduto per la SARS. Altra ipotesi è che possa trattarsi di un…errore scientifico nella sperimentazione in laboratorio nella città di Wuhan.

Ci può dare la sua valutazione?

Guardi, ho letto anch’io del laboratorio militare di quarto livello per il contenimento biologico nella città di Wuhan. In tutta franchezza vorrei dire che non mi affascina la teoria della “perdita” fortuita dal laboratorio o, peggio ancora, del complotto con seguito di 007 dagli occhiali scuri e con il bavero rialzato.

 In queste circostanze la Rete Internet diffonde infinite notizie spesso fuorvianti e prive di fondamenti scientifici che – in realtà – aumentano la paura e l’insicurezza. Ci può fornire un quadro generale della situazione ed in particolare di quella italiana?

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Al momento il CDC di Atlanta https://www.cdc.gov/ riferisce circa 25.000 contagi e quasi 500 decessi, in gran parte in Cina. Gli esperti prevedono un picco massimo nelle città cinesi fra Aprile e Maggio. Per quanto riguarda la situazione italiana, può essere utile prendere visione del Bollettino medico n. 6 emesso il 5 Febbraio: “I due cittadini cinesi provenienti dalla città di Wuhan positivi al test del nuovo coronavirus, sono attualmente ricoverati nella terapia intensiva del nostro Istituto. Le loro condizioni cliniche sono stazionarie. I parametri emodinamici sono stabili, prosegue il supporto respiratorio e il monitoraggio continuo dei parametri clinici e di laboratorio. La prognosi resta riservata. Sono stati ad oggi dimessi 27 pazienti dopo il risultato negativo del test per la ricerca del nuovo coronavirus. Presso l’Istituto sono ricoverati in questo momento 6 pazienti sintomatici, compresi i due in terapia intensiva, provenienti da zone della Cina interessate dall’epidemia. Sono in corso i test per la ricerca del nuovo coronavirus nei 4 casi sospetti ricoverati. Per quanto riguarda le 20 persone, che non presentano alcun sintomo e che hanno avuto contatto con la coppia cinese positiva all’infezione da nuovo coronavirus, continuano ad essere osservate presso l’Istituto Spallanzani. Sono tutte in buone condizioni generali e la loro salute non desta preoccupazioni”.

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 Come si trasmette il virus? Quali precauzioni dobbiamo adottare nella vita quotidiana? Come proteggere i bambini che sono i soggetti più deboli?

Il virus è aerobico, ha un periodo di incubazione di 10-14 giorni e si trasmette per via aerea. Si ritiene, infatti, che nella maggior parte dei casi la diffusione tra persone avvenga attraverso le goccioline respiratorie (cosiddette di Flugge) emesse da un individuo infetto mediante tosse o starnuti e che, successivamente, vengano inalate da un soggetto sano che si trovi nelle vicinanze. A proposito delle precauzioni da adottare, utilizzare le mascherine contro il coronavirus è “inutile”. Lo ha dichiarato il virologo Roberto Burioni alla stampa dicendo che “non forniscono alcuna protezione dal coronavirus. Servono a non far diffondere il virus da parte di chi lo ha già contratto.” Un messaggio analogo è stato diffuso dal ministero della Salute che ha anche pubblicato una locandina sul sito EpicentroNel testo si ribadisce che la mascherina non serve alle persone senza sintomi di malattie respiratorie e che il virus non si trasmette mangiando il cibo cinese. La trasmissione avviene sempre per via respiratoria e non attraverso gli alimenti, anche se crudi. La via più frequente è dovuta a contatti stretti e prolungati da persona a persona. Per questi motivi è molto più importante lavare spesso e bene le mani.

Il virus è arrivato in Giappone, Corea del Sud, Thailandia, Vietnam, praticamente tutto il sud est asiatico; la presenza del virus è confermata anche negli Stati Uniti, Canada, Australia, Francia, Finlandia, Spagna, Belgio, Russia, Germania e Italia. E’ una epidemia mondiale.  Alla data odierna le autorità cinesi hanno confermato 494 vittime e 17.000 contagiati in Cina; a livello mondiale il virus si è insediato in 25 paesi per un totale di 565 decessi e 28.00 contagiati

https://extranet.who.int/publicemergency

http://who.maps.arcgis.com/apps/opsdashboard/index.html#/c88e37cfc43b4ed3baf977d77e4a0667

Un barlume di speranza ci viene dato dalla importantissima scoperta fatta da un gruppo di ricercatori italiani dell’Ospedale Spallanzani di Roma che è riuscito ad isolare il ceppo del Coronavirus; dottor Struglia chi meglio di lei ci può spiegare il significato e l’immenso valore scientifico che si deve attribuire a questa scoperta che è a beneficio del mondo intero?

Il lavoro del laboratorio virologico dello Spallanzani, diretto dalla Dottoressa Maria Teresa Capobianchi, è stato eccellente: “L’isolamento virale, effettuato anche in Italia dallo Spallanzani – afferma Giovanni Rezza, Direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’ISS – permette di sequenziare il virus e confrontarlo con i ceppi già isolati anche in Cina e al di fuori della Cina in Paesi come Francia e Australia, per valutare eventuali mutazioni”. Generalmente, l’isolamento del virus può aiutare a mettere a punto i metodi diagnostici, testare l’efficacia di molecole antivirali conosciute e identificare  eventuali punti deboli del virus al fine di consentire lo sviluppo di strategie terapeutiche e identificare eventuali target vaccinali.

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 Ci può parlare più diffusamente di questo Centro di eccellenza quale è l’Ospedale Spallanzani?

Dato che il tema che stiamo trattando è quello del coronavirus, immagino che lei voglia riferirsi soprattutto al laboratorio virologico. Le riferisco quello che al riguardo pubblica lo stesso Istituto nel suo sito.

Il Laboratorio di Virologia è certificato secondo la norma UNI EN ISO 9001:2008 per le attività diagnostiche e per la gestione dei laboratori di biosicurezza e relativa attività di formazione – Sistema di Gestione della Qualità (SGQ) dal 2003.
Il Laboratorio, riconosciuto dai primi anni 2000 come polo centralizzato regionale per la diagnosi virologica avanzata, può contare su una dotazione strumentale di altissimo livello. La più recente introduzione nel parco tecnologico è un sistema di sequenziamento ad alta processività di ultima generazione, basato sulla piattaforma 454, utilizzato per la caratterizzazione molecolare dei virus, al momento in ambito prevalentemente di ricerca.

La strumentazione utilizzata per le attività diagnostiche routinarie consente elevata automazione, alta processività e completa tracciabilità. Queste caratteristiche, unite alla flessibilità consentita da soluzioni organizzative ed informatiche, consentono l’emissione di referti in tempi brevi, adeguati all’evoluzione del panorama terapeutico-assistenziale delle malattie da infezione.
Il menù di prestazioni virologiche viene continuamente aggiornato, con l’introduzione di nuove analisi e l’aggiornamento dei metodi. La qualità del prodotto diagnostico viene monitorata attraverso il controllo di qualità interno (CQI) e la verifica esterna di qualità (VEQ).

Le attività diagnostiche svolte dal Laboratorio comprendono, oltre ad esami routinari basati su metodi immunometrici, numerosi esami ad elevato contenuto tecnologico, come la ricerca e la caratterizzazione molecolare dei virus, la genotipizzazione e la ricerca di mutazioni conferenti resistenza agli antivirali. I metodi molecolari utilizzati comprendono anche metodi non commerciali, non disponibili presso altri laboratori.
Presso il Laboratorio vengono inoltre eseguite indagini classiche, basate sulla coltivazione dei virus, quali l’isolamento virale e i test di siero-neutralizzazione, anch’esse raramente attuabili presso strutture convenzionali, in quanto richiedono attrezzature dedicate, elevata qualificazione specifica, ed eventualmente elevato livello di bio-contenimento.
Il repertorio di analisi virologiche classiche e molecolari dedicato ai virus emergenti è fra i più completi in Italia, ed è frutto del trasferimento al campo assistenziale dell’attività di ricerca svolta presso il Laboratorio.

 Possiamo desumere che, nella immediatezza, si può realizzare il vaccino?

Il termine immediatezza mal si addice alla realizzazione di un vaccino. Non possiamo aspettarci tempi di poche settimane: nel caso della SARS si giunse alla realizzazione del vaccino dopo 20 mesi dalla conoscenza del genoma virale. Tuttavia, oggi la scienza dispone di armi particolarmente sofisticate quale la tecnica cosiddetta a RNA, che prevede l’inserimento di filamenti di RNA messaggero all’interno di particolari nanoparticelle (molecole ramificate note come dendrimeri). Questi filamenti possono essere progettati per codificare per qualsiasi proteina virale, batterica o parassitaria. Una volta che le nanoparticelle hanno consegnato l’RNA all’interno delle cellule, queste iniziano a produrre molte copie della proteina codificata, provocando una reazione immunitaria più forte rispetto ai vaccini che forniscono direttamente  le proteine.

 Dr. Struglia, è stato un incontro costruttivo ed interessante per i nostri lettori e, nella speranza che lei vorrà continuare a mantenere vivo questo colloquio con altri suoi interventi, la invitiamo a lanciare un suo messaggio a chi ci segue.

Il messaggio è semplice: non fidatevi del fiume di fake news che sta inondando la rete. Raccogliete notizie soltanto da siti istituzionali e certificati, come ISS, CDC, etc. Occorre essere ottimisti: il mondo non è stato sterminato da AIDS, Ebola, SARS, MERS e supererà anche questa prova. Dovrebbe incuterci più timore la possibilità (quanto remota?) che venga schiacciato involontariamente o addirittura scientemente qualche pulsante atomico in giro per il mondo…

 Grazie Dr. Carlo Struglia per la sua esposizione, a presto.

 

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La Macina Magazine
Rivista ufficiale dell’Associazione La Macina Onlus
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Autorizzazione n. 47/2015 del 23/03/2015

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