Pianeta Rosso: la Cristoforetti si prenota

Pianeta Rosso: la Cristoforetti si prenota

Cronaca 59

Il pianeta rosso, tanto vicino alla Terra nonché immortalato da numerosi film, entra nelle mire di Samantha Cristoforetti, l’astronauta italiana da poco rientrata dallo spazio, che durante la presentazione del nuovo film di Ridley Scott, Sopravvissuto, che sarà da oggi nelle sale italiane, ha manifestato tutta la sua simpatia per il pianeta Marte.

Ospite d’onore all’anteprima nazionale della pellicola che racconta le vicissitudini di un malcapitato astronauta, la Cristoforetti ha dichiarato che sogna una spedizione su Marte, e anzi conta di poterci andare prima della fine della sua carriera.

Pianeta Marte: Samantha Cristoforetti ci crede

pianeta rosso

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La Nasa ha confermato la presenza di acqua salata su Marte, spingendo l’astronauta italiana a dichiarare realisticamente che una missione sul pianeta più vicino alla Terra è possibile, se non in tempi brevissimi almeno nei prossimi decenni, e spera vivamente di poter essere ancora in attività, perché il poter solcare il suolo del Pianeta Rosso è sicuramente il sogno di ogni persona che indossa la tuta spaziale per la prima volta.

La Cristoforetti pronostica che sarà possibile una missione umana su Marte nel 2030, cosa che oggi sembra essere improbabile, ma che potrebbe verificarsi se gli astrofisici e gli ingegneri aerospaziali riuscissero a risolvere i problemi tecnici che ormai da decenni accompagnano le missioni spaziali a lungo raggio.

Assieme all’astronauta si è espresso il presidente dell’Agenzia Spaziale Italia (Asi) Roberto Battiston, presente anch’egli alla prima del film, che spiega che quella di una missione su Marte non è una fantasia, bensì una reale possibilità, che deve essere ben studiata e anticipata da missioni di avvicinamento che sonderanno il terreno per una possibile missione umana sul Pianeta Rosso. La fantasia potrebbe diventare tra qualche anno una realtà tangibile, che porterà l’ingegno umano a livelli mai raggiunti prima. Certamente non siamo ancora giunti alla velocità di curvatura dell’Enterprise, ma Marte potrebbe essere alla nostra portata.

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