La Cultura non si arrende al Covid19

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La Cultura non si arrende al Covid19

Riceviamo dalla Dott.ssa Maria Grazia Giordano (Ph 333 2611370), Portavoce ed Addetto Stampa del Commissario Straordinario del Governo, Silvia Costa, il seguente comunicato stampa che volentieri diffondiamo

RIPARTE IL PROGETTO S. STEFANO VENTOTENE.

Il Commissario Silvia Costa indice per il 4 giugno la riunione del Tavolo Istituzionale Permanente

Apriranno i lavori il Sottosegretario Fraccaro ed i Ministri Franceschini e Provenzano

Il 4 giugno prossimo alle ore 10,00 si riunisce, in via telematica, il Tavolo Istituzionale Permanente del Contratto Istituzionale di Sviluppo S. Stefano -Ventotene, presieduto dal Commissario straordinario del Governo Silvia Costa, nominata con DPR del 28.01.2020, con il compito di assicurare il necessario coordinamento, anche operativo, tra le Amministrazioni statali istituzionalmente coinvolte e dare un significativo impulso agli interventi di restauro e valorizzazione dell’ex carcere borbonico dell’isola di Santo Stefano-Ventotene, dove sono stati imprigionati nelle diverse fasi della storia anche dissidenti politici.

L’isola di S. Stefano, ricadente nel Comune di Ventotene, ospita l’ex Carcere che nel 1987 viene dichiarato “Bene di particolare interesse storico artistico” dal Ministero dei Beni Culturali e Ambientali e nel 2008 l’isola diventa “Monumento nazionale” con un Decreto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Un progetto di elevato valore simbolico, storico, culturale che fu lanciato nel 2016 con un grande evento dal Governo Renzi insieme al Ministro Dario Franceschini con il Presidente francese, Francois Hollande e la Cancelliera tedesca Angela Merkel e per il quale sono stati stanziati 70 milioni di euro. Risorse assegnate al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, nell’ambito del “Piano cultura e turismo” finanziato con i Fondi per lo Sviluppo e la Coesione (FSC).

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Per avviare concretamente le procedure, il 3 agosto 2017 è stato sottoscritto un Contratto Istituzionale di Sviluppo – CIS, un atto di impegno tra tutte le Amministrazioni interessate con il quale sono state individuate le responsabilità, i tempi e gli iter di realizzazione delle attività ed, inoltre, le modalità di utilizzo delle risorse finanziarie.

A tal fine è stato istituito un Tavolo Istituzionale Permanente che ora sarà presieduto da Silvia Costa e costituito dai Referenti Unici delle Amministrazioni firmatarie.

In questi tre anni, nei quali si sono succeduti tre Governi, il Tavolo si è riunito tre volte con i Sottosegretari

  1. Elena Boschi e Giancarlo Giorgetti: l’11 dicembre 2017 per avviare i lavori e condividere i primi passaggi previsti per l’esecuzione del Cronoprogramma, il 21 febbraio 2018 per un aggiornamento sulle attività e per svolgere le audizioni degli Enti e delle Associazioni interessate alla realizzazione del progetto, infine il 6 giugno 2019 per un aggiornamento delle attività e la presentazione di uno studio di prefattibilità elaborato dal Soggetto Unico Attuatore INVITALIA.

“Sono molto onorata e consapevole, soprattutto in occasione delle celebrazioni del 2 giugno, della rilevanza e della complessità dell’incarico affidatomi dal Governo – afferma il Commissario Silvia Costache intendo assolvere cercando di recuperare gli anni trascorsi con lo spirito di massima collegialità ed attivandomi perchè vengano salvaguardate, oltre la data del dicembre 2021, le risorse economiche stanziate, dando finalmente il via ai lavori di messa in sicurezza del carcere.

In questo importante lavoro, mi affiancherà il dott. Giampiero Marchesi, come Responsabile Unico del Contratto, un dirigente che vanta una grande esperienza e competenza nel recupero di siti culturali.

A tal fine, – continua il Commissario – conto altresì sull’attiva collaborazione ed il contributo di tutte le Amministrazioni presenti al Tavolo, in primis il Comune di Ventotene e la Regione Lazio per condividere il Piano Operativo ed il Cronoprogramma che presenteremo il 4 giugno prossimo.

A tal proposito voglio esprimere la mia soddisfazione per l’accordo raggiunto tra Mibact ed Invitalia che consente di entrare nel vivo del Progetto”.

 All’indomani stesso della nomina, i primi di febbraio, il Commissario si è recata a Ventotene per un sopralluogo con il Sindaco e vi ritornerà la prossima settimana per altri incontri istituzionali.

Nei mesi scorsi, nonostante l’epidemania del Covid 19, Silvia Costa ha avuto riunioni di lavoro istruttorie ed ha svolto audizioni con le Associazioni più rilevanti, impegnate da anni in attività e progetti per S. Stefano e Ventotene.

“Mi sono convinta – prosegue il Commissario – anche alla luce di questi incontri, che le iniziative per S. Stefano-Ventotene devono tradursi in un progetto integrato fra le due isole, ma aperto ad una vocazione euromediterranea, focalizzata sulle specificità storico-culturali e naturalistico-ambientali.

A questo proposito, sono molto felice che il Sindaco di Ventotene abbia assunto l’iniziativa, con me condivisa, di presentare richiesta perchè il Comune di Ventotene ottenga l’European Heritage Label, il prestigioso marchio europeo del patrimonio culturale come luogo simbolico della creazione dell’Europa attuale”.

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 Le Amministrazioni del Tavolo istituzionale sono rappresentate dai Referenti Unici: il Sindaco di Ventotene dott. Gerardo Santomauro, nella doppia veste di Sindaco del Comune e di Presidente della Riserva naturale statale e dell’Area marina protetta “Isole di Ventotene e Santo Stefano” e l’Assessore dott. Francesco Carta con delega per la Riqualificazione di S. Stefano, il dott. Antonio Maturani per il MATTM, il dott. Luigi Scaroina per il Segretariato Generale del MiBACT, il dott. Luigi Pisciotta per l’Agenzia del Demanio, l’arch. Manuela Manetti Direttore della Direzione regionale territorio per la Regione Lazio e l’avv. Giovanni Portaluri Responsabile Area investimenti pubblici per INVITALIA.

Sono stati invitati alla riunione del 4 giugno: l’Arch. Dora Di Francesco, nella sua veste di Autorità di ge- stione del PO cultura e turismo-Fsc 2014 2020 e la Soprintendente Paola Refice per la Soprintendenza archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Frosinone, Latina e Rieti.

All’inizio dei lavori porteranno il loro saluto:

il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Riccardo Fraccaro il Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo Dario Franceschini e il Ministro per il Sud e la Coesione territoriale Giuseppe Provenzano.

Grazie

Foto da Web ad uso divulgativo non commerciale

 

SAVERIO DI TULLIO…la Storia siamo noi

SAVERIO DI TULLIO…la Storia siamo noi

 

SAVERIO DI TULLIO…la Storia siamo noi

Nel nostro primo incontro ci eravamo lasciati con questo commento ” …quando un breve incontro si trasforma in un interessante ed approfondito scambio artistico e culturale.

Diplomato al Liceo Artistico, Laureato in Architettura, Docente, Scrittore, Disegnatore, Ricercatore in ambito storico e iconografico.

Questa essenziale scheda di presentazione non rende giustizia alla duttile mente di Saverio con cui abbiamo commentato il suo libro “NAPOLEONE La sfida d’Italia

E’ un racconto storico iconografico a fumetti, peraltro di eccellente qualità artistica, della campagna d’Italia del 1796

L’autore ha ripercorso minuziosamente il lungo cammino da Parigi a Milano che portò alla gloria il giovane Napoleone.

L’ardita scelta di rappresentare attraverso il fumetto questo significativo episodio dell’intero impero napoleonico rende il libro fruibile ed accattivante non solo ai ragazzi ma anche agli adulti.

Torneremo a breve con una intervista più approfondita con l’autore.”

SAVERIO DI TULLIO…la Storia siamo noi

Ed ecco ora quanto scaturito dall’incontro del giornalista Andrea Lepone con Saverio Di Tullio:

Buongiorno Saverio e grazie per la tua disponibilità. Come ti vuoi presentare ai nostri lettori?

“Come un appassionato di storia che prova a raccontare con parole e immagini l’impatto emotivo di eventi storici sulla popolazione civile.”

 Raccontaci com’è nata la tua passione per il mondo della fumettistica.

“Confesso che sono un po’ allergico al termine fumetto e ancor di più a “comic book”, come dicono gli americani; preferisco “racconto grafico”. Nel ’98 ho avuto l’onore di presentare la versione in inglese e francese della mia opera 1943: la via per Ortona al War Museum di Ottawa; la battaglia di Ortona è costata la vita a 1400 soldati canadesi, 800 tedeschi e 1300 civili, e sentirmi dire che avevo fatto un bel “comic book”, mi faceva cadere le braccia. Comunque, la passione per il fumetto è iniziata presto; ho fatto le elementari in un paesino d’Abruzzo dove il calzolaio vendeva giornali e uno splendido Pecos Bill, annate 54-56, che ancora oggi cerco disperatamente nei mercatini. Come disegnatore invece, ho “illustrato” quaderni e libri alle medie con grande entusiasmo dei compagni.”

 Tu sei un architetto ed un ricercatore in campo storico e iconografico, cosa si prova nel dividersi tra il disegno tecnico, proprio del mondo dell’architettura, e quello grafico, proprio del mondo dei fumetti?

“Prima di Architettura ho frequentato il liceo artistico dove si lavorava molto con la geometria descrittiva, con grandi elaborati di prospettiva, di teoria delle ombre, oltre a ornato e figura disegnata, modellata, pittura e anatomia artistica; un po’ come una bottega rinascimentale che formava grandi pittori e scultori che all’occasione erano anche grandi architetti. Alla professione di architetto poi ho affiancato quella di insegnante,  non disdegnavo qualche uscita in mostre di pittura e ritratti ad olio. Ma poi ho vissuto con un senso di frustrazione il confronto con un’arte che si allontanava sempre più dalle mie espressioni figurative, per cui ho colto l’occasione delle celebrazioni per il cinquantenario della battaglia di Ortona per provare un racconto a fumetti. Premetto che una seria esperienza l’avevo fatta già nel periodo universitario disegnando un paio di numeri di Zorro per un editore, di cui adesso mi sfugge il nome. Allora disegnavo di notte e frequentavo l’università; poi l’editore pretese, offrendomi anche un buon contratto, di lavorare in un laboratorio lontano con altri disegnatori per uniformare la grafica e decisi di abbandonare per il mio obiettivo primario della laurea in  architettura.”

SAVERIO DI TULLIO…la Storia siamo noi

 In cosa consiste lo studio iconografico?

“Nell’esperienza fumettistica che ti ho raccontato, io facevo solo il disegnatore di una sceneggiatura fatta da uno scrittore; ma poi da insegnante ho fatto un’altra esperienza. Con le classi ho partecipato a diversi concorsi che prevedevano la realizzazione di bozzetti con logo e motto per campagne contro doping e tabagismo, e ti dirò che ne abbiamo vinti un paio a livello nazionale, e così mi sono appassionato al valore della parola in relazione all’immagine. Non voglio addentrarmi in disquisizioni linguistiche, lascio il campo agli strutturalisti come il grande e indimenticabile Umberto Eco, ma provo a spiegarti il senso della mia ricerca. Nel fumetto classico tradizionale la parola e l’immagine corrono in parallelo in funzione descrittiva e narrativa; io provo ad aggiungere una funzione espressiva che è tipica del linguaggio poetico nella sua forza evocativa che fa riferimento all’humus culturale ed emotivo del lettore. Gestualità ed espressione fanno parte dei contenuti culturali simbolici dell’immagine che io definisco iconografici.”

 L’Italia è stata una fucina di grandi talenti in ambito fumettistico, ci sono artisti nostrani che apprezzi in modo particolare?

“Non faccio nomi, comunque ho ammirato artisti italiani della mia generazione che hanno fatto grandi cose; molti hanno lavorato per Tex ed altri hanno contribuito alla bella collana di “Storia d’Italia a fumetti” di Enzo Biagi.”

Quali sono i tuoi personaggi preferiti?

“Raramente seguo collane con personaggi, ma preferisco leggere racconti di storie vere e coglierne la capacità espressiva e di sintesi.”

Parliamo di uno dei tuoi libri, “1870: la presa di Roma a fumetti” quanto è stato difficile rileggere uno spaccato tanto importante della nostra storia in chiave fumettistica?

SAVERIO DI TULLIO…la Storia siamo noiSAVERIO DI TULLIO…la Storia siamo noi

“In realtà è solo un fascicolo di 16 tavole ma del quale sono particolarmente orgoglioso; sia per la ricostruzione storica ricavata da libri illustrati del periodo, sia per la sintesi narrativa, e sia per la richiesta di ristampa per questo 150° anniversario della breccia di Porta Pia che mi è pervenuta direttamente dall’Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Difesa. L’energia narrativa, in questo caso, l’ho presa dall’emozionante diario di Edmondo De Amicis che ha vissuto l’evento in diretta come corrispondente di una rivista militare.”

Cosa ti ha spinto a creare l’opera “Napoleone – La sfida d’Italia”?

“Dopo la pubblicazione del libro sulla battaglia di Ortona, ho pensato di raccontare un altro episodio drammatico accaduto sui nostri territori: l’invasione dei francesi del 1799 che si è trasformata in una vera guerra civile tra sanfedisti filoborbonici e patrioti rivoluzionari filofrancesi. Ho iniziato con la prima campagna di Napoleone in Italia del 1796 che doveva essere un breve capitolo, ma poi l’incontro con gli appassionati di storia locale che hanno speso la vita a ricostruire nei dettagli i momenti delle battaglie, mi ha contagiato ed è diventato un’opera di 565 quadri sviluppata in cinque anni di duro lavoro in studio e spericolate campagne fotografiche.”

Ci puoi descrivere il percorso emotivo e storico che hai seguito nel realizzare le tue opere?

“Dipende dal periodo storico trattato. Adesso sto lavorando sugli episodi più significativi accaduti a cavallo della “Linea Gustav”, da Roma all’Adriatico, per cui, oltre alla documentazione storica e fotografica, inseguo anche testimoni sopravvissuti o eredi che ne conservano la memoria. Poi comincia il lavoro in studio ricostruendo il puzzle e i contenuti per la narrazione.”

Leggendo le tue pubblicazioni “1870: la presa di Roma a fumetti” ed anche “Napoleone – La sfida d’Italia” appare evidente una minuziosa conoscenza dei luoghi che raffiguri; desumo quindi che tu abbia visitato le varie località. Cosa puoi dire?

“Le prime immagini e le prime emozioni emergono proprio sul teatro degli eventi. Per Napoleone voglio raccontare un particolare: nelle mie ricerche ho acquisito una raccolta di stampe dell’architetto pittore Giuseppe Bagetti che su incarico dello stesso Napoleone, poco tempo dopo ha realizzato delle ricostruzioni ad acquerello delle battaglie recandosi sui luoghi. Ritrovare sul territorio i suoi punti di vista è stata una grande emozione.”

SAVERIO DI TULLIO…la Storia siamo noiSAVERIO DI TULLIO…la Storia siamo noi

“Napoleone – La sfida d’Italia” è già stato pubblicato da una importante casa editrice internazionale ed è tradotto in francese; è certamente un significativo riconoscimento. Non ritieni sia opportuno che un’opera come questa possa essere ulteriormente apprezzata da un vasto pubblico anche nella considerazione che possa essere un valido strumento d’insegnamento scolastico?

“Ho sempre creduto in una didattica coinvolgente ed è certo che la conoscenza acquisita con emozione si stampa nella memoria in modo profondo. Per anni ho accompagnato gli studenti del “Canadian College Italy” di Lanciano con il loro professore di storia sui luoghi della battaglia di Ortona; e poi li ho ritrovati l’11 novembre, giorno in cui commemorano i loro caduti in guerra, impegnati in prima persona e con attenta partecipazione alle celebrazioni che si svolgono al “Moro River Canadian War Cemetery” di Ortona. Credo che la conoscenza della storia sia fondamentale per sentirsi partecipi dell’umanità, aldilà del tempo e dello spazio, maturando un convinto sentimento di pace ed una piccola illusione di immortalità.”

Saverio, come vuoi concludere quest’intervista? Quale messaggio vuoi trasmettere ai nostri lettori?

“In un momento così tragico come quello che stiamo vivendo, posso solo dire grazie all’angolino confortevole delle mie  passioni, recuperate  dopo un silenzio di trent’anni, per cui il mio invito è a ricercare nella memoria le emozioni dell’adolescenza, che sono il germoglio della nostra indole, necessariamente trascurate da adulti, e riattivarle per ritrovare nella solitudine, la compagnia di se stessi.”

 Grazie Saverio, è stato un incontro culturalmente arricchente ma, ahimè, troppo breve.

A presto

 

 

La notte degli angeli: il nuovo romanzo di Andrea Lepone

La notte degli angeli: il nuovo romanzo di Andrea Lepone

La notte degli angeli: il nuovo romanzo di Andrea Lepone

Andrea Lepone, giornalista e scrittore, già autore delle sillogi poetiche “Poesie di una mente silenziosa” (Kimerik Editore) e “Riflessioni in chiaroscuro” (La Macina Onlus Editore), ha recentemente pubblicato il suo primo romanzo intitolato “La notte degli angeli” ed edito da Aracne.

Il libro è un thriller con contaminazioni noir, dalla trama lineare quanto frammentata, per nulla sprovvista di sorprese, che racconta le vicende di tre uomini impegnati nel riscattare la propria esistenza, ognuno attraverso un proprio percorso interiore.

Al centro della narrazione, condita da stimolanti dialoghi che tengono sempre viva la curiosità del lettore, vi è proprio la catarsi, la presa di coscienza dei tre protagonisti che dovranno fronteggiare i propri fantasmi interiori e le incertezze, i dubbi, le paure che l’oscurità porta costantemente con sé.

L’intera storia, infatti, si sviluppa nell’arco di una sola notte, fatta eccezione per i primissimi capitoli i quali fungono da breve prologo introduttivo.

Altro fulcro della narrazione è il continuo cambio di prospettiva fra i tre protagonisti i quali raccontano le rispettive traversie, sempre in prima persona, dando voce ad emozioni e sentimenti ora sopiti ora destati e senza tralasciare riflessioni e meditazioni sulle tematiche più disparate.

Sono proprio queste ultime a tratteggiare con decisione i diversi personaggi che animano il romanzo La notte degli angeli, non ultimi quelli secondari, che ricoprono tuttavia ruoli fondamentali e spesso inaspettati.

La notte degli angeli: il nuovo romanzo di Andrea Lepone

Apprezzabili gli elementi derivanti dalle classiche storie poliziesche così come le velate citazioni e i riferimenti a canzoni, libri, film e serie televisive che – di fatto – hanno influenzato notevolmente lo stile letterario di Andrea Lepone giovane autore romano.

All’interno del libro trova ampio risalto la tematica della redenzione, talvolta affrontata con toni quasi biblici, per non dire epici.

Sullo sfondo vi è inoltre una sublime quanto dirompente storia d’amore, tenue filo conduttore che lega indissolubilmente il destino dei tre protagonisti.

Il romanzo, formato da venti capitoli appare come un’istantanea letteraria, una corsa forsennata e appassionante capace di catturare il lettore dalla prima all’ultima parola.

Ad impreziosirlo vi sono poi le numerose analisi introspettive che donano alla narrazione un decisivo ed encomiabile salto di qualità e rendono ancora più coinvolgente la storia nella sua interezza.

Il significato ultimo di questa nuova opera di Andrea Lepone risiede dunque nella presa di coscienza delle più profonde azioni umane, nella consapevolezza del proprio destino; come i personaggi raccontati dallo scrittore romano anche noi potremmo, un giorno, riscrivere le regole del gioco, delineando finalmente la nostra quotidianità senza alcun condizionamento.

Perché in fondo, questo, potrebbe essere il più autentico concetto di libertà.

 

 

2019-nCoV ; il Coronavirus

2019-nCoV ; il Coronavirus

 

2019-nCoV ; il Coronavirus

Abbiamo oggi il piacere di confrontarci con il Dr. Carlo Struglia, specialista in malattie infettive, con il quale parliamo di un argomento che ha catturato l’attenzione di tutto il mondo e, nel contempo, ha generato timori ed ansie alla popolazione; parliamo del Coronavirus.

Doverosamente sottolineiamo che, essendo i dati di diffusione del virus in continua e rapida ascesa, quanto da noi riportato si riferisce allo stato attuale, odierno, delle informazioni ufficiali.

Buongiorno Dott. Struglia e grazie per il tempo che ci dedica; può riassumere le sue esperienze nel campo della sanità?

Presto detto: laureato presso l’università Cattolica nel 1971, ho conseguito la specializzazione in Malattie Infettive nel 1973. Nello stesso anno sono stato assunto presso l’ospedale Spallanzani, dove ho lavorato per circa 30 anni. Durante questo periodo ho pubblicato oltre 50 lavori scientifici, alcuni dei quali su autorevoli riviste estere (Journal of Hepatology, Gut, Lancet, etc.) ed ho partecipato ad oltre 150 tra simposi, corsi di aggiornamento e congressi, molti dei quali all’estero ove sono stato relatore, presentando lavori scientifici originali.

 Dottore, alcuni osservatori hanno sollevato il dubbio che, almeno inizialmente, le autorità cinesi abbiano sottovalutato l’aggressività del virus e che, non appena si sono resi conto della sua evoluzione, hanno informato l’OMS. Tuttavia anche l’OMS è apparsa quantomeno incerta circa la necessità di lanciare l’allarme e ciò è suffragato dalla relazione ufficiale del Comitato OMS del 22/01/2020

https://www.who.int/news-room/detail/23-01-2020-statement-on-the-meeting-of-the-international-health-regulations-(2005)-emergency-committee-regarding-the-outbreak-of-novel-coronavirus-(2019-ncov)

ma solo il 30 gennaio il Comitato OMS ha diramato l’emergenza sanitaria internazionale:

https://www.who.int/news-room/detail/30-01-2020-statement-on-the-second-meeting-of-the-international-health-regulations-(2005)-emergency-committee-regarding-the-outbreak-of-novel-coronavirus-(2019-ncov)

Dottore, ritiene che questo periodo di “valutazione” abbia influito sulla diffusione inconsapevole, da parte della popolazione, del virus e della sua aggressività?

Le rispondo subito, ma prima mi permetta di tracciare un breve identikit dei coronavirus. Sono virus a RNA , suddivisi in 4 generi diversi: alfa, beta, delta , gamma e l’ultimo “nato” è un beta coronavirus.  Utilizzano come serbatoio alcuni mammiferi, in particolare i pipistrelli. Possono causare malattie da lievi come il raffreddore a gravi sindromi respiratorie, come la SARS nel 2002 e la MERS nel 2012.   Per tornare alla sua domanda, non saprei dare una risposta precisa, ma riporto il parere di molti addetti ai lavori i quali ritengono che, all’inizio dell’epidemia, si siano persi giorni preziosi. Forse le iniziative di contenimento attualmente in vigore, come controlli più stringenti alle frontiere ed interruzione dei collegamenti aerei da e per la Cina, andavano prese prima.

Ci sono altri specifici sintomi del Coronavirus oltre a quelli sovrapponibili ai ben conosciuti sintomi influenzali?

2019-nCoV ; il Coronavirus

Solitamente si accusano sintomi simil-influenzali quali febbre, tosse, astenia e, nelle forme più gravi, dispnea, polmonite, insufficienza renale acuta, fino ad arrivare al decesso.

Sono state fatte molte ipotesi su cosa possa aver causato la nascita e la diffusione del virus tra cui quella attribuita al consumo di animali selvatici, come accaduto per la SARS. Altra ipotesi è che possa trattarsi di un…errore scientifico nella sperimentazione in laboratorio nella città di Wuhan.

Ci può dare la sua valutazione?

Guardi, ho letto anch’io del laboratorio militare di quarto livello per il contenimento biologico nella città di Wuhan. In tutta franchezza vorrei dire che non mi affascina la teoria della “perdita” fortuita dal laboratorio o, peggio ancora, del complotto con seguito di 007 dagli occhiali scuri e con il bavero rialzato.

 In queste circostanze la Rete Internet diffonde infinite notizie spesso fuorvianti e prive di fondamenti scientifici che – in realtà – aumentano la paura e l’insicurezza. Ci può fornire un quadro generale della situazione ed in particolare di quella italiana?

2019-nCoV ; il Coronavirus

Al momento il CDC di Atlanta https://www.cdc.gov/ riferisce circa 25.000 contagi e quasi 500 decessi, in gran parte in Cina. Gli esperti prevedono un picco massimo nelle città cinesi fra Aprile e Maggio. Per quanto riguarda la situazione italiana, può essere utile prendere visione del Bollettino medico n. 6 emesso il 5 Febbraio: “I due cittadini cinesi provenienti dalla città di Wuhan positivi al test del nuovo coronavirus, sono attualmente ricoverati nella terapia intensiva del nostro Istituto. Le loro condizioni cliniche sono stazionarie. I parametri emodinamici sono stabili, prosegue il supporto respiratorio e il monitoraggio continuo dei parametri clinici e di laboratorio. La prognosi resta riservata. Sono stati ad oggi dimessi 27 pazienti dopo il risultato negativo del test per la ricerca del nuovo coronavirus. Presso l’Istituto sono ricoverati in questo momento 6 pazienti sintomatici, compresi i due in terapia intensiva, provenienti da zone della Cina interessate dall’epidemia. Sono in corso i test per la ricerca del nuovo coronavirus nei 4 casi sospetti ricoverati. Per quanto riguarda le 20 persone, che non presentano alcun sintomo e che hanno avuto contatto con la coppia cinese positiva all’infezione da nuovo coronavirus, continuano ad essere osservate presso l’Istituto Spallanzani. Sono tutte in buone condizioni generali e la loro salute non desta preoccupazioni”.

2019-nCoV ; il Coronavirus

 Come si trasmette il virus? Quali precauzioni dobbiamo adottare nella vita quotidiana? Come proteggere i bambini che sono i soggetti più deboli?

Il virus è aerobico, ha un periodo di incubazione di 10-14 giorni e si trasmette per via aerea. Si ritiene, infatti, che nella maggior parte dei casi la diffusione tra persone avvenga attraverso le goccioline respiratorie (cosiddette di Flugge) emesse da un individuo infetto mediante tosse o starnuti e che, successivamente, vengano inalate da un soggetto sano che si trovi nelle vicinanze. A proposito delle precauzioni da adottare, utilizzare le mascherine contro il coronavirus è “inutile”. Lo ha dichiarato il virologo Roberto Burioni alla stampa dicendo che “non forniscono alcuna protezione dal coronavirus. Servono a non far diffondere il virus da parte di chi lo ha già contratto.” Un messaggio analogo è stato diffuso dal ministero della Salute che ha anche pubblicato una locandina sul sito EpicentroNel testo si ribadisce che la mascherina non serve alle persone senza sintomi di malattie respiratorie e che il virus non si trasmette mangiando il cibo cinese. La trasmissione avviene sempre per via respiratoria e non attraverso gli alimenti, anche se crudi. La via più frequente è dovuta a contatti stretti e prolungati da persona a persona. Per questi motivi è molto più importante lavare spesso e bene le mani.

Il virus è arrivato in Giappone, Corea del Sud, Thailandia, Vietnam, praticamente tutto il sud est asiatico; la presenza del virus è confermata anche negli Stati Uniti, Canada, Australia, Francia, Finlandia, Spagna, Belgio, Russia, Germania e Italia. E’ una epidemia mondiale.  Alla data odierna le autorità cinesi hanno confermato 494 vittime e 17.000 contagiati in Cina; a livello mondiale il virus si è insediato in 25 paesi per un totale di 565 decessi e 28.00 contagiati

https://extranet.who.int/publicemergency

http://who.maps.arcgis.com/apps/opsdashboard/index.html#/c88e37cfc43b4ed3baf977d77e4a0667

Un barlume di speranza ci viene dato dalla importantissima scoperta fatta da un gruppo di ricercatori italiani dell’Ospedale Spallanzani di Roma che è riuscito ad isolare il ceppo del Coronavirus; dottor Struglia chi meglio di lei ci può spiegare il significato e l’immenso valore scientifico che si deve attribuire a questa scoperta che è a beneficio del mondo intero?

Il lavoro del laboratorio virologico dello Spallanzani, diretto dalla Dottoressa Maria Teresa Capobianchi, è stato eccellente: “L’isolamento virale, effettuato anche in Italia dallo Spallanzani – afferma Giovanni Rezza, Direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’ISS – permette di sequenziare il virus e confrontarlo con i ceppi già isolati anche in Cina e al di fuori della Cina in Paesi come Francia e Australia, per valutare eventuali mutazioni”. Generalmente, l’isolamento del virus può aiutare a mettere a punto i metodi diagnostici, testare l’efficacia di molecole antivirali conosciute e identificare  eventuali punti deboli del virus al fine di consentire lo sviluppo di strategie terapeutiche e identificare eventuali target vaccinali.

2019-nCoV ; il Coronavirus

 Ci può parlare più diffusamente di questo Centro di eccellenza quale è l’Ospedale Spallanzani?

Dato che il tema che stiamo trattando è quello del coronavirus, immagino che lei voglia riferirsi soprattutto al laboratorio virologico. Le riferisco quello che al riguardo pubblica lo stesso Istituto nel suo sito.

Il Laboratorio di Virologia è certificato secondo la norma UNI EN ISO 9001:2008 per le attività diagnostiche e per la gestione dei laboratori di biosicurezza e relativa attività di formazione – Sistema di Gestione della Qualità (SGQ) dal 2003.
Il Laboratorio, riconosciuto dai primi anni 2000 come polo centralizzato regionale per la diagnosi virologica avanzata, può contare su una dotazione strumentale di altissimo livello. La più recente introduzione nel parco tecnologico è un sistema di sequenziamento ad alta processività di ultima generazione, basato sulla piattaforma 454, utilizzato per la caratterizzazione molecolare dei virus, al momento in ambito prevalentemente di ricerca.

La strumentazione utilizzata per le attività diagnostiche routinarie consente elevata automazione, alta processività e completa tracciabilità. Queste caratteristiche, unite alla flessibilità consentita da soluzioni organizzative ed informatiche, consentono l’emissione di referti in tempi brevi, adeguati all’evoluzione del panorama terapeutico-assistenziale delle malattie da infezione.
Il menù di prestazioni virologiche viene continuamente aggiornato, con l’introduzione di nuove analisi e l’aggiornamento dei metodi. La qualità del prodotto diagnostico viene monitorata attraverso il controllo di qualità interno (CQI) e la verifica esterna di qualità (VEQ).

Le attività diagnostiche svolte dal Laboratorio comprendono, oltre ad esami routinari basati su metodi immunometrici, numerosi esami ad elevato contenuto tecnologico, come la ricerca e la caratterizzazione molecolare dei virus, la genotipizzazione e la ricerca di mutazioni conferenti resistenza agli antivirali. I metodi molecolari utilizzati comprendono anche metodi non commerciali, non disponibili presso altri laboratori.
Presso il Laboratorio vengono inoltre eseguite indagini classiche, basate sulla coltivazione dei virus, quali l’isolamento virale e i test di siero-neutralizzazione, anch’esse raramente attuabili presso strutture convenzionali, in quanto richiedono attrezzature dedicate, elevata qualificazione specifica, ed eventualmente elevato livello di bio-contenimento.
Il repertorio di analisi virologiche classiche e molecolari dedicato ai virus emergenti è fra i più completi in Italia, ed è frutto del trasferimento al campo assistenziale dell’attività di ricerca svolta presso il Laboratorio.

 Possiamo desumere che, nella immediatezza, si può realizzare il vaccino?

Il termine immediatezza mal si addice alla realizzazione di un vaccino. Non possiamo aspettarci tempi di poche settimane: nel caso della SARS si giunse alla realizzazione del vaccino dopo 20 mesi dalla conoscenza del genoma virale. Tuttavia, oggi la scienza dispone di armi particolarmente sofisticate quale la tecnica cosiddetta a RNA, che prevede l’inserimento di filamenti di RNA messaggero all’interno di particolari nanoparticelle (molecole ramificate note come dendrimeri). Questi filamenti possono essere progettati per codificare per qualsiasi proteina virale, batterica o parassitaria. Una volta che le nanoparticelle hanno consegnato l’RNA all’interno delle cellule, queste iniziano a produrre molte copie della proteina codificata, provocando una reazione immunitaria più forte rispetto ai vaccini che forniscono direttamente  le proteine.

 Dr. Struglia, è stato un incontro costruttivo ed interessante per i nostri lettori e, nella speranza che lei vorrà continuare a mantenere vivo questo colloquio con altri suoi interventi, la invitiamo a lanciare un suo messaggio a chi ci segue.

Il messaggio è semplice: non fidatevi del fiume di fake news che sta inondando la rete. Raccogliete notizie soltanto da siti istituzionali e certificati, come ISS, CDC, etc. Occorre essere ottimisti: il mondo non è stato sterminato da AIDS, Ebola, SARS, MERS e supererà anche questa prova. Dovrebbe incuterci più timore la possibilità (quanto remota?) che venga schiacciato involontariamente o addirittura scientemente qualche pulsante atomico in giro per il mondo…

 Grazie Dr. Carlo Struglia per la sua esposizione, a presto.